Benvenuto, dio delle punizioni. Non ce ne voglia Keisuke Honda, destinato al ritorno nel Sol Levante dopo quattro anni, poche magie e tante magliette rossonere vendute, ma ieri, 4 luglio 2017, il Milan ha finalmente riabbracciato un numero 10 con la “D” maiuscola. Risponde al nome di Hakan Calhanoglu, arriva da Leverkusen, sponda Bayer, ma ha passaporto turco, sebbene alla voce “data di nascita” si legga Mannheim, nel land del Baden-Württemberg.

Hakan Calhanoglu

Piedi da 10, fisico da 8

In tanti, in Germania, lo paragonano a Mesut Özil, fantasista dell’Arsenal. La Turchia nel cuore, la Germania nel bagaglio calcistico. Calhanoglu è un classe 1994, ma ha già due vite calcistiche da raccontare: la prima l’ha scontata a caro prezzo nella seconda parte della scorsa stagione. Una doppia firma con Trabzonspor e Amburgo, quando a 17 anni nel 2011 militava nel Karlsruhe, club nel quale è cresciuto, e il pasticciaccio che torna a galla cinque anni dopo: quattro mesi di squalifica, scontati senza percepire stipendio dal Bayer Leverkusen. Proprio le “aspirine”, la sua seconda vita: quasi 100 presenze dal 2014 al 2017, due dozzine di reti e una leadership tecnica che gli è valsa 26 presenze in Nazionale. In campo ha doti da trequartista: passo cadenzato, apparentemente lento, e capacità di vedere spazi laddove gli altri trovano muri. In carriera ha giocato anche da esterno, e nel tridente d’attacco di Vincenzo Montella potrebbe agire come esterno di possesso. E se la verità fosse nel mezzo: un “8 e mezzo” buono sia nel 4-3-3 che nel 3-5-2?

during the UEFA Champions League qualifying play off round 2nd leg between Bayer Leverkusen and SS Lazio on August 26, 2015 in Leverkusen, Germany.

Patti chiari

Dell’ultimo Hakan passato da Milano, Sukur, sul finire degli anni ’90, a San Siro non hanno un gran ricordo: era l’Inter, era un altro calcio, era un centravanti. Anche altre cifre: per Calhanoglu la società di Via Aldo Rossi ha dato fondo a un investimento da 25 milioni di euro, con legame contrattuale fino al 2021. Patti chiari: tu ci porti qualità, noi facciamo di te la stella polare di un club che mira a rilanciarsi e a toccare nuovamente i fasti di un tempo. Patti chiari, una regola aurea in campo e in famiglia per Hakan: è molto legato alla madre Naime tanto da chiamarla prima di ogni gara, e al fratello Muhammed, più piccolo di un anno, calciatore del Gumushanespor, terza serie turca. Con il padre Huseyin, invece, i diverbi risalgono a quel doppio contratto di cui sopra. Scorie ancora vive. Personalità e qualità: le ragioni per le quali il Milan lo ha scelto sono chiare. Concetti ribaditi nella ormai consueta diretta Facebook di presentazione dall’amministratore delegato e direttore generale dei rossoneri Marco Fassone:

Un giocatore fortemente voluto, indispensabile per la modalità di gioco che il nostro allenatore intende perseguire

Hakan Calhanoglu con Fassone e Mirabelli

Fantasia al potere

In attesa di capire il futuro di Suso e di definire le condizioni fisiche di Bonaventura, in via di recupero dall’infortunio dello scorso gennaio a Udine, gli unici due calciatori deputati a dispensare qualità sulla trequarti rossonera fino alla scorsa stagione, di Calhanoglu a colpire è la asimmetricità tra la genialità in campo e la “normalità” fuori, così complicata da raggiungere oggi per un calciatore noto alla platea internazionale. Barba curata, zero tatuaggi: così si è presentato a Milanello il sesto colpo del mercato dopo Musacchio, Kessie, Rodriguez, André Silva e Borini. Ad accoglierlo tanti tifosi, tra i quali certamente anche qualche componente delle fila di oltre un milione di follower sui social, dove ha ringraziato il Bayer Leverkusen

https://www.instagram.com/p/BWGEhCIFsZs/

Riconoscenza e determinazione. Hakan fuori dal campo è questo, abile a focalizzare i riferimenti necessari così come gli si attribuisce la capacità di trovare il compagno libero nei pertugi più indecifrabili. Chiaro e lineare, anche nella sua presentazione:

È molto bello essere in Italia e al Milan, sono molto contento di esser qui: ho amato Ronaldinho, Gattuso e Maldini. Spero di fare grandi cose qui, è una grande occasione per me ed è bello vedere tutto questo affetto

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Mezzaluna di opzioni

Il paradosso, a giocare con il passato, c’è: nell’anno in cui saluta Silvio Berlusconi, storico “defensor” della fantasia al potere (chi non ricorda le parole rivolte a Carlo Ancelotti nel 2004, dopo un derby vinto per 3-2 sull’Inter?), il Milan ritrova un trequartista. Come Rui Costa, Rivaldo e…Pirlo: l’ultimo ricorda una “conversione tecnica”, da fantasista a regista sopraffino. Probabilmente per Hakan non sarà così: il talento turco-tedesco rende al meglio negli ultimi 30 metri. In che ruolo? A Montella il compito di cucirgliene uno ad hoc addosso. Il Diavolo, però, è pronto a riprendersi l’anima: quella votata alla vittoria. La stessa che nella Milano rossonera manca da troppi anni.

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