Ci sono ancora tredici giornate da giocare in Premier League, ma già dalla prossima domenica potrebbero esserci sentenze più o meno definitive su chi vincerà il campionato. Dopo l’exploit di sabato scorso del Leicester City, capace di vincere 1-3 in casa del Manchester City, la squadra allenata da Claudio Ranieri si ritrova contro ogni pronostico in testa con cinque punti di vantaggio sulla coppia londinese formata da Arsenal e Tottenham. Il calendario propone una domenica di fuoco con le sfide incrociate fra le prime quattro in classifica: all’Emirates si gioca Arsenal-Leicester City, all’Etihad Manchester City-Tottenham. Il destino di questa stagione di calcio inglese passa per il 14 febbraio, data che in qualsiasi caso segnerà in maniera indelebile il campionato.

Il Leicester City esulta dopo uno dei tre gol rifilati al Manchester City.

ARSENAL – LEICESTER CITY

Emirates Stadium, ore 13

Il Leicester City non può più nascondersi, adesso deve puntare alla vittoria del titolo. Fino a qualche mese fa le Foxes potevano essere considerate una sorpresa o una semplice casualità, ma aver retto per sei mesi in testa alla classifica non può essere un caso. Claudio Ranieri potrebbe riuscire in un’impresa unica, perché dal 1995 (Blackburn Rovers) in poi la Premier League è andata solo ad Arsenal, Chelsea, Manchester City e Manchester United. Si sono sprecati i paragoni con altre realtà di piccolo calibro capaci di vincere un campionato, dal Verona 84-85 al Wolfsburg di Grafite e Džeko, ma si trattava o di un calcio ben lontano da quello attuale o c’era da battere la concorrenza di una sola squadra: dovesse vincere il campionato il Leicester City lo farebbe superando due corazzate come Arsenal e Manchester City, una formazione abituata alle prime posizioni come il Tottenham e grandi decadute come Chelsea, Liverpool e Manchester United, perciò sarebbe un traguardo ancor più clamoroso.

L’ultimo vero ostacolo nel calendario è rappresentato dai Gunners, che il 26 settembre imposero la prima sconfitta stagionale vincendo 2-5 con tripletta di Alexis Sánchez, uno degli assi a disposizione di Arsène Wenger assieme a Mesut Özil e Olivier Giroud. L’Arsenal aveva preso la leadership nella prima giornata del 2016, ma poi ha ottenuto sei punti nelle successive cinque giornate, tornando a vincere solo domenica scorsa col Bournemouth e scendendo al terzo posto in classifica. Per i londinesi, che ancora una volta hanno fallito la prova di maturità, è di fatto l’ultima spiaggia, mentre a Ranieri basterebbe anche un pareggio: certo è che se Riyad Mahrez e Jamie Vardy dovessero passare indenni lo scoglio Emirates sarebbe quasi fatta per il titolo. Si pensava crollassero, si sono ripresi dopo un calo e ora possono andare fino in fondo, scrivendo una magnifica pagina di storia del calcio.

Harry Kane festeggia il gol in Tottenham-Manchester City 4-1.

MANCHESTER CITY – TOTTENHAM

Etihad Stadium, ore 17.15

Fuori i secondi. La vera antagonista del Leicester City passa dalla sfida di Manchester, dove i Citizens dovranno provare a riscattare la pesante sconfitta dell’andata, un 4-1 che mostrò le prime crepe all’interno della squadra allenata da Manuel Pellegrini. L’allenatore argentino è sempre più in confusione, e probabilmente non ha fatto bene all’ambiente sapere con così tanto anticipo che a fine stagione, a prescindere dal risultato ottenuto, arriverà Pep Guardiola. Il Manchester City paga soprattutto un rendimento altalenante fuori casa, dove ha raccolto solo due successi da metà settembre in avanti, il tracollo di sabato scorso contro il Leicester City ha mostrato grosse spaccature in una formazione costruita a suon di milioni ma che fatica a giocare da squadra e che si appoggia sulle spalle di Sergio Agüero e David Silva, visto che Kevin De Bruyne è infortunato, Yaya Touré non sempre scende in campo con la giusta concentrazione e la difesa va spesso in difficoltà subendo gol evitabilissimi.

Di contro il Tottenham viaggia con la leggerezza di chi non ha molto da perdere. Gli Spurs sono diventati dei candidati al titolo in sordina, salendo la classifica a luci spente e senza farsi notare. Solo il Leicester City ha perso meno partite (due contro tre) e in trasferta l’unico KO è arrivato su autogol alla prima giornata in casa del Manchester United. Oltre alla conferma di Harry Kane è esploso definitivamente il talento del classe 1996 Dele Alli, autore di uno dei gol più belli dell’anno contro il Crystal Palace e decisivo in questa parte di stagione: loro due possono essere gli uomini chiave per scardinare la difesa avversaria e togliere il City dalla corsa per il titolo. Mauricio Pochettino sta facendo un grandissimo lavoro, ora deve dimostrare di valere la posizione di classifica.