È maggiorenne da neanche tre mesi, ma la Ligue 1 gli va già stretta. Kylian Mbappé Lottin è l’ultimo prodotto del settore giovanile del Monaco e anche il miglior talento in circolazione fra quelli nati dal 1998 in avanti. Christian Pulišić, tre mesi più giovane e mercoledì autore del suo primo gol in Champions League col Borussia Dortmund, e Gianluigi Donnarumma, maggiorenne dal 25 febbraio, sono gli unici coetanei in grado di reggere il passo con la continuità impressionante mostrata in questa stagione da Mbappé, autore di prestazioni fantastiche pur non essendo un titolare fisso nell’undici di Leonardo Jardim, che però col passare delle settimane si sta convincendo a dargli sempre più minutaggio. Con certi numeri l’impressione è che si sia davanti a un talento che dominerà la scena del calcio mondiale per tanto tempo.

Falcao e Mbappé

Diciotto anni e non sentirli

La prestazione stratosferica nell’andata degli ottavi di Champions League in casa del Manchester City, dove pur perdendo 5-3 ha fatto a pezzi la difesa dei Citizens segnando la sua prima rete europea, è solo una delle tante partite giocate alla grande da Mbappé, che con la doppietta al Nantes nello scorso weekend è arrivato a quota quindici centri stagionali. È il suo primo anno completo da professionista, lo è diventato dodici mesi fa dopo aver superato Thierry Henry come marcatore più giovane nella storia del Monaco, andando in gol a diciassette anni e due mesi il 20 febbraio 2016 contro il Troyes.

L’aggettivo “promettente” è già superato: Mbappé ha dimostrato quest’anno di essere già una realtà consolidata nella formazione monegasca, leader in Ligue 1 e fra le migliori al mondo nel gioco offensivo di questa stagione. Ha timbrato il cartellino in tutte le competizioni disputate: campionato, Champions League, Coupe de France e Coupe de la Ligue, dopo essersi già messo in mostra a luglio 2016 nell’Europeo Under-19 vinto con la Francia, dove ha segnato cinque gol aiutando i Bleus a vincere il trofeo (4-0 in finale sull’Italia). Ora lo attende la maglia di un’altra nazionale…

Mbappé in Manchester City-Monaco

Maturazione già completata

È stato anche il debuttante più giovane nella storia del Monaco, subentrando a sedici anni, undici mesi e dodici giorni il 2 dicembre 2015 contro il Caen (anche qui superato Thierry Henry, nome che ritorna) e la sua crescita in questo periodo è stata semplicemente strepitosa. I vari fondamentali della punta d’area di rigore li ha tutti: calcia con entrambi i piedi anche se quello preferito è il destro, sa saltare bene di testa pur non arrivando al metro e ottanta, riesce a sfruttare a proprio favore situazioni di palla “sporca” in area e quando scatta in velocità è uno spettacolo, perché accelera col passare dei metri e lascia sul posto gli avversari senza pietà (la difesa del City ne sa qualcosa).

Partendo spesso dall’esterno (più a sinistra che a destra) per poi accentrarsi, un fattore in cui può ancora migliorare per rendere il suo gioco più imprevedibile è il tiro da fuori, fin qui sfruttato molto poco, ma se nella sua evoluzione dovesse diventare un centravanti puro e non un attaccante a tutto campo questo potrebbe non servirgli del tutto (David Trezeguet quanti gol ha fatto da fuori?). Ah, come se non bastasse, ha già messo a referto diversi assist e creato spazi per i compagni.

Kylian Mbappé in Monaco-Bastia

La Francia negli ultimi anni ha portato alla ribalta una quantità industriale di talentissimi e Mbappé ha tutto per essere il migliore della sua generazione. La folta concorrenza in avanti al Monaco (Radamel Falcao, Valère Germain, Thomas Lemar e Bernardo Silva) fa sì che debba sempre dimostrare di guadagnarsi il posto da titolare o da subentrato, dato positivo perché non può sentirsi già arrivato o pensare di essere intoccabile. I numeri raggiunti a soli diciotto anni gli garantiscono, questo sì, un posto fra i migliori talenti del calcio mondiale, dovesse confermarsi (ha tutto per farlo) avrebbe ben pochi giocatori con cui competere.

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