A Milano arrivò giovanissimo, con gli occhialini da “secchione” e la faccia da bravo ragazzo. Il suo motto era “I belong to Jesus”, che non perdeva occasione di recitare o sbandierare con orgoglio. Ma Ricardo Kakà in campo non faceva complimenti, era educato e corretto, ma anche spietato. Nessuno fermava le sue cavalcate, e con uno così, neppure le bestemmie sortivano effetto. Al calcio ha dato tantissimo, al Milan ha fatto innamorare un’intera generazione. Ora, con il suo solito sorriso pulito, ha appeso gli scarpini al chiodo.

È stato lui l’ultimo Pallone d’Oro prima dell’ininterrotta (fin qui) alternanza Messi-Ronaldo. Lui, ultimo, storico protagonista di un Milan che non c’è più e che ha reso grande. In rossonero ha vinto tutto: uno Scudetto nel 2003/2004, una Supercoppa Italiana nel 2004, una Champions League nel 2006/2007, due Supercoppe Europee nel 2003 e 2007 ed un Mondiale per club, conquistato poco più di 10 anni fa, il 16 dicembre 2017. In totale, con la maglia rossonera, ha totalizzato 307 presenze, mettendo a segno 104 gol.

Numeri di un campione, un campione che, però, come il suo grande amico Sheva, ha fatto fatica a confermarsi agli stessi livelli lontano da San Siro. Al Real, infatti, la sua luce si è spenta, tra pubalgia e destino avverso. In Spagna comunque ha vinto una Liga nel 2011/2012, una Coppa del Re nel 2010/2011 e la Supercoppa di Spagna nel 2012, con 29 gol in 120 incontri. Nel 2013/2014 ha tentato il ritorno in rossonero prima di concludere l’anno solare in Brasile, al San Paolo. Dal 2015, invece, è iniziata l’esperienza a stelle e strisce nella Mls con l’Orlando City, con cui, in 2 anni, ha messo a segno 26 reti in 79 partite.

Una grande carriera quella di Kakà, che ha arricchito il nostro calcio con le sue doti umane e la sua grande intelligenza. Sui social il brasiliano ha ringraziato ancora una volta Dio, presenza costante nella sua vita di calciatore: “È stato molto di più di quanto avrei potuto immaginare. Grazie. Ora sono pronto a un altro viaggio, nel nome di Dio! Amen”.

Ora lo attendono nuove vesti, quelle da dirigente, con il Milan che lo vorrebbe, ma tutto è ancora in divenire. Il calcio, comunque, perde un gran signore, un talento vero che anche nell’apice del suo successo ha conservato umiltà ed eleganza.

IL GOL DI KAKÀ IN MILAN-MANCHESTER UNITED NELLA CHAMPIONS LEAGUE 2006-2007

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