Juventus-Udinese è partita storica. Quando in campo ci sono Zebre e Zebrette succede quasi sempre qualcosa da regalare agli annali del calcio. Sia che si giochi a Torino, sia che si giochi in Friuli. Gioie per la Signora, lacrime per Del Piero, storici successi per la squadra che, sabato, vedrà per la prima volta in panchina Luigi Delneri, un ex. Ma pure un altro ‘evento’ dovrebbe confermare che questo è un match pieno di colpi di scena: si dovrebbe rivedere infatti in campo Claudio Marchisio, all’esordio stagionale dopo il brutto infortunio della passata stagione.

Abbiamo scelto alcune Juventus-Udinese per sottolineare come il destino spesso ci metta lo zampino quando i bianconeri piemontesi affrontano quelli friulani.

UDINESE-JUVENTUS 1-5 (2 MAGGIO 1982)

La Juve va al Friuli con un ‘nuovo’ attaccante in rosa. Che sarà decisivo in un campionato che vede la squadra di Giovanni Trapattoni in feroce lotta con la Fiorentina per lo scudetto numero 20, quello della stella. Quell’attaccante si chiama Paolo Rossi. Dopo le meraviglie con il Lanerossi Vicenza, il calcio scommesse lo ha fermato per ben due anni. A Udine, il Trap decide di rispolverarlo. E avrà ragione. Al 49′ Paolo, che non è ancora Pablito, andrà in gol, di testa addirittura; nel primo tempo, aveva già lasciato il segno, peraltro, servendo ad Antonio Cabrini l’assist dell’1-2. Sì, perché la Juve si era trovata sotto già dopo 2′ per la rete di Milano, rimontata da Marocchino (30′) e Cabrini appunto (36′). Nel secondo tempo, la Vecchia Signora dilagherà con Rossi, ancora Cabrini all’85’ e Virdis al 90′.

A metà del secondo tempo, di nuovo sorridente, Rossi lascerà il campo esausto per Bonini. Ma gli squilli di Udine aiuteranno Enzo Bearzot in una scelta che mai sarà così azzeccata: portare Rossi ai Mondiali in Spagna, dove gli Azzurri trionferanno e Pablito sarà capocannoniere con sei reti.

JUVENTUS-UDINESE 3-2 (21 APRILE 1984)

È duello con la Roma che, prima di questa giornata, insegue la capolista. Paolo Rossi apre le marcature dopo un quarto d’ora, ma i friulani possono contare su un ex al veleno, Franco Causio, che dà la palla del pareggio a Massimo Mauro al 41′. L’Udinese, soprattutto, ha Zico che sfrutta un errore di Claudio Gentile per mettere la freccia 60 secondi dopo. La Roma è adesso a un solo punto di distanza.

Trapattoni si gioca la carta Beniamino Vignola al posto di Boniek. E Vignola diventa ‘Vignolì’: prima pareggia al 51′, poi sorpassa al 67′. La Roma viene ricacciata indietro. I bianconeri scoprono di avere un giocatore che può sopperire alle giornate sonnacchiose di ‘Le Roi’ Michel Platini.

UDINESE-JUVENTUS 2-2 (8 NOVEMBRE 1998)


Meno felice Udine per la Juventus di Marcello Lippi l’8 novembre del 1998. La squadra arriva al Friuli da prima in classifica e pare tutto facile: Zinedine Zidane apre le marcature al 43′, Filippo Inzaghi raddoppia al 49′. Al 65′ Bachini la riapre, ma la capolista gestisce il risultato. Al 92′ Alessandro Del Piero sulla linea di fondo va in contrasto, si fa male. Si capisce subito che non è infortunio da poco. Con la Juve sotto choc, al 94′ i friulani trovano addirittura l’insperato pareggio grazie a Sosa.

La diagnosi per Pinturicchio è la peggiore possibile: rottura del legamento crociato anteriore e posteriore. Il giocatore viene operato negli Stati Uniti e rimane fermo addirittura nove mesi. Quella Juve non vincerà il campionato (chiuderà addirittura settima, ma arrivando in semifinale in Champions) e ritroverà il suo numero 10 soltanto l’anno dopo, in Intertoto. Il 4 agosto Del Piero va infatti in gol contro il Rostov; poi, per lui, soltanto reti su rigore quell’anno. Prima della rinascita.

UDINESE-JUVENTUS 0-2 (5 MAGGIO 2002)

Juve 5 maggio

Quasi a voler restituire a Del Piero e alla Juve la gioia tolta quattro anni prima, il 5 maggio 2002 il destino ci mette ancora la zampa e di nuovo quando in campo ci sono l’Udinese e la Signora. Con l’Inter che festeggia già prima di scendere in campo a Roma con la Lazio, la squadra di Lippi rende subito in discesa il match con i gol di Trezeguet e Del Piero in undici minuti. E poi ascolta. L’Inter di Cuper e di Ronaldo va due volte in vantaggio con i biancocelesti, ma subisce una clamorosa rimonta, perdendo 4-2. Lo scudetto va alla Juve, con una grande e inattesa festa sul prato del Friuli di Udine.

JUVENTUS-UDINESE 0-1 (23 AGOSTO 2015)

Storica anche la sconfitta dello Stadium. È la prima giornata del campionato 2015-2016 e la Juve di Massimiliano Allegri si fa superare in casa dall’Udinese, che trova nel finale con Cyril Thereau la rete del successo di misura. La Juve non aveva mai perso in un debutto casalingo (34 vittorie e 7 pareggi) e non perdeva con il tricolore cucito sul petto dal 1982, contro la neopromossa Sampdoria, a Genova. L’Udinese è la terza squadra a espugnare lo Stadium in campionato, dopo Inter e ancora una volta Sampdoria, alla fine di una serie di 47 partite senza l’onta di una sconfitta in casa per Madama.

E ancora: era dal primo settembre 1991 che i campioni d’Italia non finivano ko all’inizio della nuova stagione (Cagliari-Sampdoria 3-2). La Juve aveva, quel giorno, la possibilità di superare il record di giornate trascorse consecutivamente in testa alla classifica (le 64 del Milan). Insomma, una serie di record storici. Perché quando in campo ci sono la Juventus e l’Udinese è meglio non pensare a una partita qualunque.

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