Non smentisce, anzi rilancia. E cerca casa a Torino. Lui è Roberto Mancini, lei è la Juventus. Il ‘Mancio’ è dato un giorno di qua e un giorno di là, essendo del resto uno dei pochi allenatori di livello liberi a questo punto della stagione. A domanda precisa, comunque, la risposta spiazza un po’ tutti: Se mi chiamasse la Juve? Valuterei la proposta, senza preclusioni”.

Del resto, se Antonio Conte viene dato tra i papabili per la panchina dell’Inter, Mancini potrebbe pure andare in bianconero. Anche se la piazza non gradirebbe molto un ex calciatore e poi allenatore sempre nemico della Signora: “Sì, ma da bambino tifavo Juventus. Avrei potuto vincere tantissimo se mi fossi trasferito a Torino a metà anni ’80, ma poi sono rimasto alla Sampdoria”. Naturalmente, si stanno facendo i conti senza l’oste, ossia Massimiliano Allegri, che ha appena sollevato la terza coppa del campionato e che il 3 giugno, a Cardiff, va a caccia del Triplete: “Ci può stare che, dopo tanti anni, un allenatore vada a cercare stimoli da un’altra parte. Un allenatore ha diritto di poter pensare di fare un’altra esperienza”.

juventus-massimiliano-allegri

Insomma, il Mancio che mette alla porta Max per prenderne il posto: fantamercato? Probabilmente sì, anche se quella casa a Torino qualche indizio lo apre. E poi? E poi ci potrebbe essere un mini effetto domino, ossia il tecnico jesino alla Juve, l’allenatore livornese al Barcellona (ma, come vedremo più avanti, le possibilità blaugrana si sono assottigliate), che stravede per lui pur non avendo propriamente le caratteristiche dei suoi predecessori. In Catalogna, dopo la stagione praticamente fallimentare e con l’addio di Luis Enrique ormai certo, non vedono male l’arrivo di un italiano. Anche perché quest’anno, all’estero, proprio l’Italia ha fatto la parte del leone con le vittorie di Conte, Carrera e Ancelotti. E poi se lo sono trovati contro, Max, e ci hanno rimesso le penne Messi e compagni. Ma forse stiamo viaggiando troppo con la fantasia.

Certo, Mancini è parso molto a suo agio a parlare di argomenti juventini: Higuain alla Juve? Tutti hanno fatto l’affare. Pure il Napoli, che ha incassato tanto. Gonzalo pure prende molti soldi ed è in finale di Champions con la Juventus. Non è difficile, comunque, inserire Higuain in una squadra già fatta”. La stagione bianconera? “È stata fantastica, in finale a Cardiff può capitare di tutto, però”. E magari Mancini sogna che Allegri sollevi la Coppa: se ne andrebbe più facilmente da vincente e indimenticabile. Lo strapotere in Italia non è mai stato in discussione, dice ancora l’ex Inter: “Difficile vincere sei campionati di fila. Lo zoccolo duro della Juve è importante e aiuta a inserire i nuovi. Il modulo conta poco, hanno vinto con il 3-5-2, poi hanno cambiato. Vinceranno ancora? Beh, se gli altri fanno a gara a fare peggio sì”.

Massimiliano Allegri e Antonio Conte.

Comunque, l’ex fantasista dello scudetto storico della Sampdoria, sul futuro resta piuttosto abbottonato. O meglio, aperto a tutto: “Se capita qualcosa in un campionato estero, preferisco. Dall’Italia non ho ricevuto offerte, solo da club stranieri. Io vorrei andare al Barcellona, no scherzo. Germania, Francia, Spagna, preferisco l’estero per fare altre esperienze”. Il domino panchine coinvolgerà naturalmente pure l’Inter, che pare vicinissima a Spalletti, ma Mancini tornerebbe pure qui: “Ho detto non si sa mai e subito hanno scritto che tornerei all’Inter. Penso che i nerazzurri potevano giocarsi lo scudetto, poi magari non lo vincevano”.

Lo hanno disturbato le parole di Piero Ausilio su gruppetti e clan? “Non c’erano con me. Piero penso facesse riferimento a quest’anno. Noi siamo arrivati quarti dopo 20 giornate in testa. Con una società più solida e intelligente… Quando eravamo in testa, dovevamo comprare un paio di giocatori importanti e, invece, per il fair play finanziario, abbiamo dovuto vendere: non è stata una cosa seria”. Per la prossima Inter non basta Walter Sabatini: “L’Inter non è questa, quanto entri in un vortice poi è difficile. Sabatini non gioca, servono 3 -4 giocatori di qualità e carisma in tutti i settori”.

Tornando all’estate delle panchine, è piuttosto difficile prevedere un terzo ritorno in nerazzurro per il Mancio: “Quando sono tornato la seconda volta l’ho fatto per affetto e perché mi avevano convinto di un progetto per ricostruire la squadra”. Ma si torna sulla Juve, come se Roberto Mancini volesse davvero lanciare un messaggio chiaro a Marotta & C.:Mandzukic si è adattato a fare l’esterno, ma è un attaccante e può andare in difficoltà. Far coesistere lui e Higuain non era facile e questo era l’unico modo”.

Spalletti-Mancini

Restano quei due indizi: la casa a Torino e la frase: “Se andrei alla Juventus? Perché no, se mi chiamassero valuterei”. Se Allegri salutasse, dopo aver chiuso un ciclo triennale come il suo predecessore Antonio Conte, allora l’ex Sampdoria sarebbe probabilmente l’unico candidato in grado di allenare una squadra piena zeppa di campioni. Gli altri sono accasati o stanno per farlo, vedi Spalletti, con Maurizio Sarri che resterà al Napoli. E il Milan, guarda un po’, pure è sulle tracce di Mancini se Vincenzo Montella saltasse (ah sì, in questo caso, pure lui potrebbe candidarsi per la panchina della Juve, evidentemente molto appetibile).

E Allegri? Se è vero che il Barcellona annuncerà il nuovo mister la prossima settimana, non potrebbe essere Max, ancora impegnato nella rincorsa alla Champions. Ma ciò non vorrebbe dire che non ci sarebbero panchine doc per il livornese. Con Conte in fuga verso l’Inter, Abramovich indovinate a chi avrebbe pensato? Esatto, proprio ad Allegri. Per il Chelsea, of course.

Perché le grandi squadre in cerca di autore e allenatore sono tante, ma sono quelli disponibili a essere pochi. Quindi, chi prima annuncia, meglio alloggia.