Per la Torino bianconera “Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”, per dirla alla bonipertiana maniera. Al Camp Nou raccontano il Barcellona come “Mes que un club”. Perché se la Juventus fa rima da sempre con pragmatismo, il Barcellona è uno stile di vita, ottimizzazione del risultato contro filosofia ed estetica, accomunati da fatturati inclusi nella Top 10 della Football Money League. Questa sera Juventus-Barcellona non sarà solo una partita di calcio, valevole per l’andata degli ottavi di finale di Champions League: sarà anche una prova per il dio pallone d’Italia, che vuole dimostrare che i quattro posti che le saranno “restituiti” nell’Olimpo dall’estate 2018 non sono solo figli di meriti storici. E allora, alla Vecchia Signora può tornare utile anche guardarsi le spalle e studiare cinque perle del passato calcistico italiano che hanno colpito la porta blaugrana in epoche diverse:

2/11/99: Mauro Bressan in Fiorentina-Barcellona 3-3

Champions League 1999/2000, all’Artemio Franchi si sfidano due formazioni già qualificate alla fase successiva. Ma chi si aspettava una partita spenta, senza spettacolo, era rimasto deluso: perché al 13esimo minuto del primo tempo Mauro Bressan, onesta ala con trascorsi tra Como, Foggia, Cagliari e Bari, si inventa una rete che l’Uefa inserirà 10 anni dopo nella top ten dei gol più belli nella storia delle competizioni europee. Su una palla vagante sui 30 metri, si inventa una rovesciata. Sembra un tentativo di rinviare, diventa una traiettoria beffarda per Arnau e che si infila sotto la traversa. Lui, gregario in una squadra infarcita di classe, stenta a crederci e poi esulta roteando le mani, quasi a voler dire “mamma mia, cosa ho fatto?”. Il tutto davanti a Figo e Rivaldo. Un gol che a Firenze ancora ricordano, maturato in una serata con ben sei reti. A referto andarono due volte a testa Abel Balbo e Rivaldo, con Figo a completare lo score. Ma se dici Fiorentina-Barcellona 3-3, tutti pensano a Mauro Bressan. Working class hero.

18/5/94: Dejan Savicevic in Milan-Barcellona 4-0

Da un’ala nota per chilometri percorsi e ripiegamenti  difensivi, al genio che faceva della pigrizia in fase di rientro uno dei suoi dogmi romantici. Anzi, al Genio. Identikit di Dejan Savicevic, l’uomo che nella notte di Atene del 18 maggio 1994 contribuì a riportare sulla terra il Barcellona di Romario, Stoichkov, Koeman e Guardiola. Con i Blaugrana partiti con il favore del pronostico, grazie anche alle squalifiche di Baresi e Costacurta, coppia centrale della difesa rossonera, i rossoneri andarono avanti con Massaro due volte. Sul 2-0, ecco il “Genio” che si aziona: parte da destra e con un lob imprendibile beffa un’icona della porta come Zubizarreta, portando il punteggio sul 3-0 a inizio ripresa e quindi abbattendo definitivamente le ambizioni catalane prima della rete finale di Desailly. Ecco perché quando il sorteggio della Champions League ha abbinato la Juventus di Allegri al Barcellona schiacciasassi di Messi, Suarez e Neymar, a molti addetti ai lavori è venuto automatico ripensare a lui.

16/9/2015: Alessandro Florenzi in Roma-Barcellona 1-1

Da un pallonetto a un altro, più complicato quanto recente. Primo turno della fase a gironi. In un “Olimpico” caratterizzato dallo sciopero del tifo organizzato e da una Roma blindatissima in un 4-1-4-1, Luis Suarez gela l’aria ancora calda di fine estate dopo 21 minuti, partendo in posizione dubbia alle spalle di Manolas. Sembra l’avvio di una serata dura per la lupa giallorossa, anche perché Kuipers non vede un fallo netto da rigore di Szczesny sullo stesso Suarez. Ma non è così: a riportare il risultato in parità è il “bello de nonna” (copyright di Carlo Zampa, telecronista vicino alle sorti della Roma da anni) Alessandro Florenzi. Riceve palla nella propria metà campo a pochi passi dalla linea laterale, accelera e all’altezza della linea di centrocampo estrae dal cilindro un lob che sa di colpo da biliardo. Ter Stegen uccellato da una prodezza cercata e voluta, valsa un punto d’oro e l’accesso nella speciale classifica dei gol impossibili.

23/11/2011: Kevin Prince Boateng in Milan-Barcellona 2-3

Di nuovo il Milan, penserà qualcuno? Beh, ma se il Diavolo è sul podio delle formazioni più titolate al mondo su scala europea, non sarà certo un caso. Di certo, è invece merito di Kevin Prince Boateng se, pur dopo una sconfitta, i tifosi rossoneri hanno potuto incastonare un centro da urlo poco più di cinque anni fa. In un San Siro d’altri tempi, con una parata di stelle in campo, i padroni di casa e il Barcellona diedero vita a una sfida da incorniciare nella fase a gironi. Blaugrana davanti al 14′ per un autogol di Van Bommel, pari dell’ex Ibrahimovic al 20′ e 2-1 degli ospiti al 30′ su rigore siglato da Messi. Al nono minuto della ripresa sale in cattedra Kevin Prince Boateng, che estrae dal cilindro della sua imprevedibilità un gol da antologia. Controllo in spaccata aerea al limite dell’area, dribbling di tacco ad aggirare Abidal, legnata imparabile sul primo palo: è un 2-2 fantastico, quasi insperato che il Milan, però, non riesce a capitalizzare. Poco più tardi, arriverà il tris di Xavi. Ma poco conta: quella rete resterà indelebile.

22/4/2003: Marcelo Zalayeta in Barcellona-Juventus 1-2

Non poteva mancare la Vecchia Signora, visto che si parla di Juventus. E per Marcelo Danubio Zalayeta, onesto centravanti uruguaiano transitato a Torino per sette stagioni con 103 presenze e 16 reti, Barcellona-Juventus sarà sempre la partita della vita. 22 aprile 2003: dopo l’1-1 del “Delle Alpi” con centri di Montero e Saviola, i bianconeri approdarono in Catalogna con due imperativi. Fare gol e non perdere. Pavel Nedved esegue, portando in vantaggio gli ospiti in avvio di ripresa, ma Xavi risponde per il pareggio. L’espulsione di Edgar Davids sembra il preludio all’eliminazione juventina, ma in 10 contro 11 la truppa allenata da Marcello Lippi raggiunge i tempi supplementari: il 114 è il minuto buono sulla ruota di Barcellona. Cross da destra di Birindelli, zampata del “Panteron” e popolo juventino in estasi. È la quintessenza del gregariato, in un cammino concluso dalla Juventus con la finale persa ai rigori a Manchester contro il Milan. Come si fa gol al Barcellona? Questa sera Gonzalo Higuain potrebbe chiederlo a Marcelo Zalayeta. Lui lo sa.

 

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