Per la prima volta nella sua storia l’Italia si è qualificata alle semifinali dei Mondiali Under-20, un risultato per certi versi inaspettato visto che alla vigilia della manifestazione gli Azzurrini non erano certo segnalati fra i favoriti. Domani alle ore 13 la partita contro l’Inghilterra vale l’accesso alla finale di domenica, ma intanto è stata finalmente cancellata una delle peggiori pagine di storia della Nazionale, quella relativa alla sconfitta per 4-0 contro lo Zambia datata 1988, proprio in Corea del Sud.

Zambia-Italia 1988

UN TRACOLLO IMPENSABILE

Il 19 settembre 1988, a Gwangju, Zambia e Italia scendono in campo per la seconda giornata del Gruppo B del torneo maschile di calcio della ventiquattresima edizione dei Giochi Olimpici. La Nazionale Olimpica, guidata da Francesco Rocca, è in testa al girone per aver battuto 5-2 il Guatemala all’esordio, mentre lo sconosciuto Zambia ha pareggiato 2-2 con l’Iraq e non sembra un avversario così insormontabile. Nella formazione titolare ci sono diversi nomi di spicco: la federazione, infatti, aveva deciso di posticipare l’inizio della Serie A addirittura al 9 ottobre, per far sì che in Corea del Sud andasse una squadra competitiva per conquistare la medaglia d’oro. Giocano, con il 4-4-2, Stefano Tacconi; Mauro Tassotti, Ciro Ferrara, Roberto Cravero, Roberto Galia; Massimo Mauro, Giuseppe Iachini, Luigi De Agostini, Angelo Colombo; Andrea Carnevale, Pietro Paolo Virdis: potenzialmente uno squadrone, poi però le cose girano per il verso sbagliato.

Kalusha Bwalya al 40′ batte Tacconi con un diagonale mancino e raddoppia dieci minuti dopo l’inizio della ripresa su calcio di punizione, sorprendendo il portiere della Juventus che aveva posizionato male la barriera. Quando al 63′ Johnson Bwalya (nessun rapporto di parentela con l’altro marcatore) segna il 3-0 con un tiro da fuori anche deviato da un azzurro la situazione diventa sportivamente drammatica, ma non è nemmeno la fine perché proprio al 90′ Kalusha Bwalya realizza la tripletta e chiude il poker per i Chipolopolo.

Da quel giorno lo Zambia per il calcio italiano è sinonimo di disfatta, come la Corea del Nord, questo nonostante gli Azzurri siano poi finiti quarti nel torneo, perdendo la finale per la medaglia di bronzo con la Germania Ovest. A scacciare questa maledizione ci ha pensato chi, in quel pomeriggio di Gwangju, era in panchina: Alberigo Evani, CT dell’Italia Under-20 che due giorni fa si è presa una grande rivincita nel quarto di finale a Suwon.

Pur andando sotto al 4′ con Patson Daka e rimanendo in dieci al 43′ per l’espulsione di Giuseppe Pezzella su svarione dell’arbitro Roddy Zambrano (ecuadoriano come un certo Byron Moreno…), che ha inizialmente dato un rigore inesistente poi trasformato in punizione dal limite altrettanto inventata, gli Azzurrini in 10 sono stati capaci di reagire due volte, pareggiando prima al 50′ con Riccardo Orsolini (la stella del gruppo) e poi all’88’ con una punizione di Federico Dimarco, subentrato proprio per il rosso a Pezzella, che ha ripreso il nuovo vantaggio dello Zambia all’84’ con Fashion Sakala. Ai tempi supplementari ci ha pensato poi Luca Vido, al 111′, a realizzare di testa il definitivo 3-2, con il portiere Andrea Zaccagno che ha più volte salvato il risultato, coronando un grande torneo.

Dopo ventinove anni una delle sconfitte più pesanti nella storia della Nazionale è finalmente alle spalle, ora l’Italia guarda avanti e cerca il suo primo storico titolo Under-20.

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