Le conferme dell’Europa sono state tante, anzi, troppe. Perché della solidità difensiva della Juve abbiamo visto tante esibizioni; del roboante attacco della Roma anche. Il Napoli è talmente forte e continuo da non fare quasi più notizia; la Lazio in casa è più puntuale di un orologio svizzero, e Pepito a segno in coppa per la Fiorentina aveva già bussato in Portogallo.

Purtroppo abbiamo visto anche una Juve prevedibile e lenta in attacco, con un incomprensibile Dybala in panchina per 79 lunghissimi minuti (anche con Morata Allegri perse tempo, ma si notava meno perché andava tutto bene).

roma

Sempre purtroppo, abbiamo riammirato le imbarazzanti lacune difensive della Roma, il cui allenatore cambia moduli e uomini, ma non riesce a dare un insegnamento difensivo al gruppo. Nelle ultime 53 partite di gestione Garcia la media punti è da metà classifica e nelle coppe il rendimento è, per punti e gol subiti, degno di una squadra uzbeka. Il tempo per migliorare le cose non manca, ma le prossime due settimane possono lanciare la Roma sia verso l’alto che verso il basso: Fiorentina, Inter e Bayer attendono il miglior attacco e la peggior difesa delle italiane in Europa.

lazio

Purtroppo abbiamo assistito anche all’ennesimo turnover in Europa League: la Lazio era costretta dagli infortuni, ma in ogni caso ha vinto lo stesso, grazie all’impressionante potenziale offensivo, ad un Matri ritrovato, ad un Candreva da urlo e ad un Felipe Andersson finalmente continuo. E ha vinto nonostante Mauricio e la sua ennesima sbavatura. Il Napoli se lo può permettere, invece, perché è forse nel miglior momento della sua storia e soprattutto, rispetto a Lazio e Fiorentina, ha ricambi da Champions come Gabbiadini, Mertens e Chiriches: altro che riserve! Il 4-1 in trasferta di fatto lo qualifica in carrozza ai sedicesimi, con tanti tanti applausi per il lavoro svolto da Sarri finora.

fiorentina

Quelli che merita la Fiorentina in Italia e molto meno in Europa. Perché il turnover (sempre lì si torna) è utile finché non diventa una malattia: cambiare 9 giocatori è dannoso, nocivo, e ora la prima in classifica si ritrova ultima in Europa League. Il troppo stroppia sempre. Troppi cambi levano identità al gruppo e certezze a chi subentra: una follia! Speriamo che sia una lezione utile in vista delle tre gare di ritorno, perché sarebbe imperdonabile perdere per strada una squadra incantevole come la Viola.

Troppe conferme insomma: tra 2 settimane speriamo di trovare qualche eccellente e positiva novità…