L’unica regola è che non ci sono regole. In attesa di Genoa-Torino, quattro punti dividono Roma, Lazio e Napoli in lotta per la Champions e tre punti dividono Fiorentina, Sampdoria e Inter in lotta per l’Europa League. Tutti possono vincere e perdere con tutti perché ormai in Serie A se la giocano (quasi) tutti. Ci sono state tante dimostrazioni nelle ultime settimane e questo rende il campionato magari più nervoso, certamente più equilibrato e imprevedibile.

È rientrata anche l’Inter che, messo finalmente Hernanes al centro della squadra, ha trovato una sua identità (e nelle ultime trasferte anche qualche fischio fortunato), una voglia di rincorrere l’Europa e di dare un senso ad una stagione difficile. La sfida con la Juve, mai banale anche se per i bianconeri c’è poco in palio, ci farà capire di più della squadra di Mancini. Un’eventuale vittoria dei nerazzurri renderebbe thrilling Sampdoria-Lazio. Perché la Samp avrebbe l’obbligo di vincere, lo stesso della Lazio che, calendario alla mano, può sorridere meno rispetto alla Roma. Insomma, un super sabato. La squadra di Pioli sembra star meglio della Roma, è sembrata più squadra in 9 contro l’Inter di quanto non lo sia parsa la Roma in 11 a San Siro. Ma la classifica dice Roma più uno e con 3 partite all’Olimpico. La Lazio invece dovrà andare a Genova con la Samp e a Napoli. Ma come detto è un campionato indecifrabile e impronosticabile.

Per questo, per il secondo posto è ancora in lotta addirittura il Napoli che viaggia a una media di 1,71 punti in campionato. Che pareggia a Parma riuscendo nell’impresa di far segnare due gol alla squadra gialloblù, per la seconda volta nelle ultime 24 partite. È sempre lo stesso il problema: le scelte di Benitez. Una squadra massacrata dal turnover, da una fase difensiva peggiore delle prime nove in classifica, dalla scelta non condivisibile di preferire Andujar a Rafael. Eppure in Serie A si va piano e la possibilità del terzo, ma forse anche secondo posto, c’è ancora: a patto di non continuare a buttare occasioni, in campionato e a Kiev.

In fondo tutto deciso. Il Cesena, perdendo contro un Sassuolo finalmente trascinato da Zaza, lascia la Serie A con tanti rimpianti e grande velocità. Come quella di Defrel, unica nota lieta stagionale. Il Cagliari, invece, è ad un passo dalla retrocessione perché non riesce da inizio stagione ad essere continuo. Troppi allenatori, troppi problemi, troppi gol presi. Anche contro una Juve B, piuttosto concentrata su Madrid, non è andato oltre l’1-1 mancando di cattiveria. Quella che ha avuto l’Atalanta che complessivamente merita di più la salvezza.

Al prossimo (Bet)clic commentiamo le finali di coppa. Sperando ci siano tre italiane. Ma serve un miracolo. Perché in coppa le regole ci sono, molto più che in campionato.