La Juventus certifica lo scudetto aritmetico con una partita che ne conferma lo straordinario valore e la indomabile fame. Andare a giocare a Marassi, in trasferta, senza dover vincere, ma potendosi accontentare del pareggio, non è stato preso in considerazione. Anzi. Era la Samp a dover fare punti, incagliata in una lotta Europa League sempre più complicata. Alla Juve bastava un punto. E invece non ha mollato di un centimetro, ed è arrivato il sesto 1-0 stagionale a confermare la solidità tattica, fisica e mentale dei bianconeri. Che ora si dovranno ripetere in Champions. I sorteggi e gli avversari fino adesso sono stati benevoli. Servono due partite leggendarie per eliminare i campioni in carica di Ancelotti. Che non sono bellissimi, che non sono Barcellona o Bayern, ma restano sempre una squadra fantastica, ricca di talento e abituata a queste partite.

Alle spalle della Juve è ritornata la Roma che, forse non casualmente, quando ha scelto una formazione titolare per due gare consecutive ha ottenuto due vittorie, sei punti, segnando cinque volte e subendo zero. Continua a proporre un Florenzi stratosferico e ha trovato in Doumbia un realizzatore forse inaspettato, ma certamente decisivo. Non è più la Roma delle verticalizzazioni di Totti e delle corse di Gervinho, ma una Roma meno bella, più operaia e più concreta. Non è ancora una squadra affidabile, ma almeno sembra una squadra.

Bergamo, Italien - Serie A, Atalanta Bergamo vs. Lazio Rom: Felipe Anderson PUBLICATIONxNOTxINxITA Bergamo Italy Series A Atalanta Bergamo vs Lazio Rome Felipe Anderson said PUBLICATIONxNOTxINxITA

La Lazio lo è stata di più, squadra, ma adesso zoppica. Due motivi soprattutto: l’aumento della pressione, e le assenze di Biglia e De Vrji, fondamentali per Pioli. Vincere sempre, come dicevamo nelle scorse settimane, è la cosa più difficile. Sorprendere è più semplice, confermarsi molto meno. La sensazione è che comunque il derby del 24 maggio farà da spartiacque e, probabilmente, chi ci arriverà inseguendo sarà più leggero di testa. E può fare la differenza. Nel prossimo weekend, sfida alle milanesi che, seppur in maniera diversa, non convincono mai.

Il Napoli batte il Milan con più fatica del previsto. Higuaín si conferma un pessimo rigorista ma un grande centravanti, e l’alternanza di risultati non aiuta Benitez. Il podio è lontano e i punti in palio sempre meno. Ma c’è il sogno Europa League da vincere.

Due cose ancora da segnalare: la classe senza fine di Di Natale, capace di superare Baggio con 206 gol, autografando un gol di rara classe e bellezza. Infine una sensazione basata sui risultati degli ultimi due anni: dallo scandalo scommesse in poi, tutte le squadre fino alle fine si giocano le partite. Senza regali di fine stagione. Stiamo finalmente diventando, molto lentamente, un paese quasi normale.

In bocca al lupo alle tre italiane in coppa. Ci sentiamo al prossimo (Bet)clic!