Tutto chiuso. Tutto aperto. Finalmente e all’improvviso la Serie A regala emozioni e incertezza come fosse una Premier League o una Bundesliga. Ovvio non parliamo di scudetto, già nelle mani di una Juve che sogna in grande, ma alle sue spalle la 32ª giornata ha regalato sorprese, conferme ed emozioni.

A cominciare da sabato dove i destini incrociati delle milanesi si sono definitivamente separati. Il Milan ha abdicato facendo resuscitare l’Udinese che era in crisi, e ha lasciato a tifosi e addetti ai lavori la sensazione di aver costruito una sola cosa in dieci mesi: il nulla. Per contro, l’Inter di Mancini è tornata in corsa per l’Europa League che solo dieci giorni fa pareva un miraggio. Lo ha fatto battendo una Roma sempre uguale, che gioca 20 minuti a partita, schiava dei suoi equivoci e della sua mediocrità offensiva. Mancini, che ci ha messo troppi mesi a capire che il 4-3-1-2 con chiavi a Hernanes era la soluzione, è stato molto bravo ad invertire la rotta mettendo addirittura sei uomini d’attacco. E ora i punti dall’Europa sono solo 4, perché Fiorentina e Samp hanno frenato bruscamente. La prima suicidandosi ancora in casa, inseguendo un maniacale e inutile turnover che rende la Viola opaca e stanca in Italia. Certo in Europa vola ma chi garantisce che non accadrebbe comunque? Senza Gonzalo Rodriguez perde sistematicamente. Non tutti sono uguali. La Samp invece è stata dominata dal Napoli dall’inizio alla fine e, al netto di qualche gol regalato, non ha più la convinzione dei primi mesi. L’addio di Miha a fine stagione non può essere una coincidenza.

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Il Napoli ringrazia e vola perché, con meno turnover, finalmente funziona anche in Serie A, dove tutte camminano e con Higuaín ritrovato, nessun obiettivo è irraggiungibile. Anche il secondo posto perché, detto che la Roma è a pezzi fisicamente e psicologicamente, palesa qualche difficoltà anche la Lazio, principalmente per due motivi, a mio parere: la rosa è corta e gli infortuni di De Vrji (giocatore che fa reparto da solo) Mauri e Parolo sono insostenibili uniti alla squalifica di Cataldi. Ma vedo anche un motivo psicologico: ora che ha raggiunto il secondo posto deve comportarsi da grande, non è più cacciatrice, ma preda di chi insegue; deve vincere sempre e farlo non è semplice, specialmente dopo una lunga rincorsa.

Sarà un bellissimo finale, intenso, vivo, interessante. Ci divertiremo in queste ultime giornate, magari prendendo qualche altra quartina nei pronostici. Solo sorrisi insomma, in teoria. In pratica bisogna confrontarsi con gli imbecilli del calcio, dei miserabili pseudo-tifosi che hanno provato a rovinare il derby di Torino. In campo straordinario, con un Toro finalmente (dopo 20 anni) capace di battere la Juve. Fuori dal campo vergognoso. Vergognoso come il finale di Atalanta-Empoli dove dei professionisti (?) sono i primi a dare esempi negativi. Bisogna stigmatizzarli e poi rimuoverli. Il calcio è nella punizione di Pirlo, nel guizzo di Hernanes, nella bomba di Paloschi, nella galoppata di Farias. W il calcio. Abbasso chi lo prova a rovinare.

Al prossimo (Bet)clic!