A guardarlo oggi, mentre è a lavoro, non sembra di avere di fronte uno dei migliori realizzatori della Champions League. Uno che in una partita sola ha segnato 4 reti (all’Olympique di Marsiglia, ultima squadra di Bielsa). E nemmeno il giocatore che ha realizzato più gol di tutti, 20 per la precisione, con la maglia della Lazio. Inzaghino, fratello minore di Pippo, ha sempre vissuto all’ombra di qualcuno. Del fratello bomber, di una moglie troppo famosa, di un vate del calcio da sostituire all’ultimo minuto. Già, el Loco Bielsa. Era tutto pronto, e mentre la stampa e le radio romane si stavano già sfregando le mani, è saltato tutto.

L’argentino sarebbe stato l’allenatore che avrebbe portato a Roma capacità dialettica, filosofia, un profilo internazionale dopo anni di low profile mediatico. E infine un’idea precisa di gioco. Nel frattempo Simone Inzaghi viene congelato, dopo un finale di stagione ben oltre le aspettative. Fino a quando non salta tutto, e lui, Inzaghino, viene richiamato al timone della Lazio. “Non sono un ripiego”, chiarisce, ma accetta. Deciso a dimostrare che lui quella panchina se l’è guadagnata sul campo, e non in conferenza stampa. Il merito di Simone Inzaghi è stato certamente quello di non aver cercato di scimmiottare nessuno, di essere se stesso ma senza forzare la mano: nel confronto dialettico avrebbe perso. Se Guardiola ha definito Mourinho “El puto jefe“, riferendosi ai continui duelli persi in sala stampa – ma raramente in campo – cosa avrebbe dovuto dire Inzaghi di Bielsa? Nulla, è così è stato.

marcelo-bielsa

Inzaghino è lo stesso allenatore degli Allievi Nazionali biancocelesti, e della Primavera che fu di Alberto Bollini. Quello che ha riportato Coppa Italia e Supercoppa Primavera ai giovani della Lazio. Un allenatore aziendalista, ma con stile. Alla Lazio, prima di Cragnotti e poi di Lotito, deve molto. Deve la più belle stagioni della sua carriera da centravanti, compreso uno scudetto (7 gol in quella stagione) e una Coppa delle Coppe, alla Lazio deve la sua crescita come allenatore, a Roma è nato il figlio Tommaso, la cui madre è l’ex conduttrice del Grande Fratello Alessia Marcuzzi.

alessia marcuzzi

Strana storia questa. Perché Inzaghi è uno di quegli ex calciatori che hanno dovuto accettare l’idea di una compagna quasi più famosa di loro, come Stefano Bettarini con Simona Ventura, e lui con la Marcuzzi. Che ha condotto per tantissimo tempo il Grande Fratello, grande come Filippo, e tutto torna. Come se non bastava essere già il piccolo Inzaghi, il clone di un fratello che in Serie A ci era arrivato prima, a suon di gol. Ma almeno come allenatore, Simone, non vive all’ombra di nessuno. Né di Pippo, che oggi prova a rilanciarsi da Venezia, in Lega Pro, né tantomeno di quel Loco Bielsa che oggi in pochi rimpiangono, a Roma. E quei pochi sono quasi tutti giornalisti.

filippo inzaghi al venezia

Perché Inzaghi non è così mediatico, non ama molto i microfoni e le interviste, non siede su un termos lontano dalla panchina e non avanza pretese nei confronti della società. Ma ha le idee chiarissime. Quando ad inizio stagione Keita faceva i capricci, l’ha tenuto fuori dichiarando che il giocatore avrebbe dovuto riconquistare prima la stima dei compagni e solo dopo la sua. A giudicare dalle prestazioni, sembra proprio che l’abbia fatto. La Lazio gioca bene, forse il miglior calcio di questo inizio di stagione, ma chissà perché se ne parla sempre troppo poco. Eppure ha perso Candreva ed è rimasta orfana, prima ancora di iniziare, di quello che sarebbe dovuto essere il suo miglior acquisto: Bielsa.

Keita Balde

Ma Inzaghi si è rimboccato le maniche (della camicia), ha stretto il nodo della cravatta – da buon aziendalista non indossa la tuta, non è un hombre triste, solitario y final, uno che lotta contro tutto e tutti – e si è messo a lavorare. Puntando sul gruppo e sul riscatto di giocatori che, nella sua filosofia, sono più importanti dell’allenatore, si chiami questo Bielsa o Simone Inzaghi. E a giudicare dai primi risultati, la strada sembra davvero quella giusta. All’ombra dei suoi stessi giocatori Inzaghi si gode la brezza di un inizio di campionato ben oltre le aspettative.

 

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