Cinque anni dopo l’Inter è di nuovo campione d’Italia Primavera. Decisivo il 2-1 alla Fiorentina nella finale del ‘Mapei Stadium’. Qualche giorno prima, i nerazzurri avevano vinto anche il titolo Berretti: non siamo al ‘Triplete’, ma a un ‘Double’ che dovrebbe far riflettere più di qualcuno di Suning. Non sarà il caso di cominciare a puntare con decisione sui giovani? Il discorso può valere per tutte le squadre italiane, ma l’Inter da anni porta alla ribalta giovani interessanti (alcuni spariscono, altri si fanno le ossa in squadre minori, pochi arrivano in prima squadra).

Nel 2012, l’ultima Inter tricolore era stata quella di Longo, Duncan, Crisetig e Mbaye (che diventarono pure campioni d’Europa): nessuno di questi quattro ha finora fatto parte in pianta stabile della prima squadra, crescendo però in provincia. L’eroe di questa vittoria è sicuramente pure il tecnico, Stefano Vecchi, che nelle ultime tre giornate di serie A aveva anche allenato l’Inter di Perisic, ma che a fine campionato era tornato assolutamente sul pezzo, con i suoi giovanotti.

Di questa Inter che festeggia a Reggio Emilia di materiale buono ce n’è. A cominciare dai due che hanno risolto la finalissima: il difensore Zinho Vanheusden (nome quasi impronunciabile, ma segnatevelo sull’agenda perché ne sentiremo parlare) e l’attaccante Andrea Pinamonti, che ha già respirato a più riprese l’aria dei grandi. Entrambi classe 1999, dunque appena maggiorenni. Pure il centrale difensivo belga, dopo un ottimo campionato, si è seduto in panchina nel finale di serie A, portato a San Siro proprio da Vecchi. Vanheusden ha parecchio mercato, dunque potrebbe seguire il destino degli altri baby nerazzurri: in provincia per crescere, quasi sempre dimenticati lì, poi. E intanto ha vinto il Premio ‘Morosini’ come miglior giocatore della fase finale.

Andrea Pinamonti

Pinamonti, di gol in stagione, ne ha marcati 18. E ha appena firmato il rinnovo di contratto. Almeno fino a gennaio dovrebbe rimanere all’Inter, sperando che Luciano Spalletti voglia puntare anche su di lui. Lui e Zinho hanno regalato a Zhang il primo successo da quando è presidente. Sarebbe perciò quasi una favola se entrambi, in futuro, potessero regalare ai cinesi pure la prima affermazione da grandi.

L’Inter di Vecchi, intanto, si è qualificata pure per la Youth League, la Champions League Primavera. Sarà un’ulteriore vetrina. Xian Emmers (autore del gol che in semifinale scudetto ha eliminato la Roma, campione uscente), Rivas, Bakayoko: tutti talenti che, rimanendo in nerazzurro, avranno l’occasione di confrontarsi pure con i migliori giovani europei. A pensarci bene, il successo Berretti e quello Primavera potrebbero essere una vera miniera d’oro per Suning. Restando e diventando in futuro stelle (non tutte, qualcuna), in grado di fare l’Inter del futuro senza dover ricorrere ogni anno ad acquisti costosi. Non è una politica italiana, è vero, ma l’Inter potrebbe fare da apri fila, approfittando anche di un periodo-no, di una stagione fortemente negativa, in cui c’è molto poco da salvare.

Vanheusden

La crescita di questa Inter va vista anche in relazione agli ultimi anni. Quella Primavera, che ha festeggiato a Reggio Emilia, è quella che l’anno scorso, nella categoria Allievi, perse lo scudetto contro l’Atalanta. Ma il vivaio nerazzurro non finisce la stagione. L’Under 15 è in semifinale, l’Under 17 pure. E se alla fine i ragazzi terribili di Appiano Gentile facessero addirittura poker e non solo double?

Le parole di Vecchi, dopo la vittoria, lasciano ben sperare che questa volta la proprietà non lasci andar via la migliore gioventù: “La proprietà è vicina e tiene che il settore giovanile faccia crescere profili importanti per la prima squadra. Mettere in campo un gruppo che vince lo scudetto è un buon inizio per qualche ragazzo che potrà calcare il prato di San Siro. Pinamonti? Ha potenzialità enormi: qualità tecniche e fisiche. Deve ancora migliorare, ma ha già tutto per diventare un giocatore importante”.

Facciamo ancora qualche nome, oltre a quelli già citati. Valietti e Rover per esempio, ma anche quelli che sono in prestito, come Dimarco, Eguelfi, Palazzi e Puscas. Non solo: a breve sarà ufficializzata l’area dove sorgerà il nuovo centro tecnico del vivaio e forse la nuova sede. Si parla della zona dove sorge l’ex caserma Perrucchetti, tra San Siro e Baggio. Vuoi vedere che questa volta l’Inter fa sul serio, partendo dalle fondamenta per spezzare l’egemonia nazionale della Juventus?

Puscas

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