Tempo di derby, e i derby, a Milano, sono sempre decisivi. Che si giochino alla prima come all’ultima giornata. Perché Milano fa finta di dare meno peso al derby, rispetto ad altre piazze. Milano è più snob, Milano non ha tempo da perdere dietro agli sfottò da bar, Milano guarda al risultato finale. Gli scudetti, le coppe, i titoli. Ma qui è parecchio tempo che non si vince niente di importante, e poi ci sono quei giocatori che sono passati alla storia proprio per un gol nel derby. Per la gioia di un pomeriggio, o di una sera, perché, in fondo, anche Milano sa vivere di piccole soddisfazioni e rivincite. Ecco perché abbiamo ripercorso alcuni derby e abbiamo scelto 10 giocatori che hanno lasciato un segno, più di altri, sul derby della Madonnina.

NICOLA BERTI

Quando si pensa al derby non si può non ricordare lui. Che corre con i calzettoni abbassati e il ciuffo leggero. Che sorride beffardo, sbuffa, si mette le mani sui fianchi e trova persino il tempo di dare un’occhiata alle ragazze sugli spalti, tra una giocata e l’altra. Il suo numero 8 ha inciso più di quanto le vittorie non dicano. Terrore dei milanisti, ha dispensato assist e gol. Su tutti quello che chiude il derby di ritorno edizione 94-95: tiro ad incrociare, schiena di Sebastiano Rossi e gol. Beffardo, come il suo sorriso.


DANIELE MASSARO

Se Berti era il terrore dei milanisti, Massaro è stato per anni l’incubo degli interisti. Poche volte veniva dato come titolare nella formazione, eppure riusciva sempre a ritagliarsi uno spazio importante, spesso decidendo i derby. A volte anche allo scadere. Leggendario il “vai Massaro!!” del personaggio milanista magistralmente interpretato da Teo Teocoli per Mai Dire Gol: Peo Pericoli.

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RONALDO

Per molti il giocatore più forte di tutti i tempi. Più di Maradona, dell’altro Ronaldo (Cristiano), dello stesso Messi. Di certo è stato il migliore nella stagione 1997-98, quando trasformava in oro qualunque cosa toccasse. Come quel pallonetto, leggiadro, a Rossi per la rete del 2-0 nel derby di ritorno. Giocherà anche con il Milan. Qualche chilo e qualche capello in più, e tanto risentimento verso i fischi (d’amore) dei tifosi. Segnerà e farà vedere l’orecchio. Ma non dimenticherà mai l’Inter e la stagione con Simoni.

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GIANNI COMANDINI

Eroe per una notte, oggi Gianni Comandini fa il dj in Riviera. Nella notte del derby incredibilmente vinto per 6 a 0 sarà mattatore e autore di una doppietta. È l’11 maggio del 2001, una data difficile da scordare per i milanisti, impossibile per gli interisti. Immaginate che notte fu quella per Comandini.


CHRISTIAN VIERI

Nella storia dell’Inter (e tra le stelle) il suo nome è stato praticamente cancellato. Più per volere di Moratti che per quello che ha detto il campo. Perché Bobo nel derby ha graffiato spesso ed ha quasi firmato un gol scudetto, almeno così sembrava. Stagione 2001-2002, Cuper si avvia a vincere il titolo. C’è l’ostacolo Milan e la partita si rivela più dura di quanto non dica la classifica. D’altronde è un derby. Bobo, che non è al massimo della forma, si avventa a pochi minuti dalla fine su una respinta corta di Abbiati e fa impazzire San Siro. Giocherà anche un derby con la maglia del Milan ma si perderà Adriano all’ultimo minuto.


MARCO VAN BASTEN

Se il cigno di Utrecht non avesse dovuto interrompere la carriera a 28 anni a causa di un bruttissimo infortunio, probabilmente avremmo dovuto riscrivere la storia del Pallone d’oro e gli almanacchi del derby. E non solo. La verità è che Marco Van Basten è stato il centravanti più forte che sia mai visto su un campo da calcio. Potente, veloce, abile di testa, tecnico, elegante e decisivo. Nel suo palmares, oltre a scudetti e coppe, tante reti decisive nel derby. Come questa:


DEJAN STANKOVIC

Arriva a Milano e si presenta con un gol in un derby (poi perso), direttamente su calcio d’angolo. Ma non perde il vizio. Sarà decisivo in più di una stracittadina. Con Mancini prima e con Mourinho poi. Gol sempre di pregevolissima fattura, spesso frutto di incursioni o tiri da fuori area. Grinta e cuore, Deki. Ma anche tanta, tanta tecnica.


KAKÁ

Cinque gol, almeno il doppio degli assist. La sua caratteristica principale era partire palla al piede, tagliare la difesa come un burro e tirare all’angolino basso. Con un gol del genere decise una straordinaria stracittadina vinta per 3 a 2, dopo che il Milan era andato in svantaggio di due reti. Hanno provato a fermarlo Cuper, Zaccheroni, Mancini e molti altri. Quasi nessuno ci è risucito nella sua prima parentesi milanista. Quella più recente, del post Madrid, è un’altra storia.

AC Milan's Kaka celebrates scoring against Manchester United during their European Champions League semi final second leg football match at The San Siro, Milan, 02 May 2007. AFP PHOTO/ANDREW YATES


ZLATAN IBRAHIMOVIĆ

Da una parte e dall’altra, senza sconti per nessuno. Sempre esultando, a volte deridendo, con quel suo modo di fare. Allargando le braccia e facendo capire che forse certi derby era meglio giocarli con lui che contro di lui. Reti bellissime, reti decisive. Zlatan lo zingaro, Zlatan il mercenario. Zlatan, comunque, il migliore.


ANDRIY SHEVCHENKO

Non solo in campionato, ma anche e sopratutto in Champions. Segna il suo gol più importante in una notte di maggio del 2003. Derby di Champions di ritorno. Sheva scivola ma arriva sul pallone prima di Cordoba e Zanetti e insacca alle spalle di Toldo. Il Milan va in vantaggio, l’Inter insegue. Pareggerà Martins, buttato nella mischia da Cuper. Kallon avrà qualche minuto più tardi il pallone che avrebbe potuto cambiare la storia dell’Inter ma Abbiati parerà con la faccia. Sheva andrà a Manchester dove completerà l’opera, siglando il rigore decisivo contro la Juventus.

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E se dovessi scommettere qualcosa su chi deciderà questo derby, tu su chi punteresti?

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  • Alberto

    Ottimo articolo, davvero interessante! Vi segnalo che con SES Astra basta installare il doppio

    illuminatore e si vede gratis la Champions, anche in #HD