Inter e Genoa, Genoa e Inter: due campionati paralleli. In particolare negli ultimi mesi in cui le due squadre hanno perso, annaspato, subito le critiche e le contestazioni dei tifosi, cambiato (inutilmente) allenatori. Certo, la classifica è diversa: i nerazzurri sono quasi a metà della graduatoria, il Grifone deve ancora conquistarsi la salvezza, avendo appena due punti sul Crotone a 180′ dalla fine.

Ma se analizziamo il percorso di nerazzurri e rossoblù scopriamo affinità impreviste. Entrambe hanno raggiunto uno dei punti più alti battendo in casa la Juventus capolista. In particolare il Genoa, che ha trionfando 3-1 a Marassi, si è ubriacato di questo successo. Era il 27 novembre 2016: 3-0 dopo i primi 45′, roba da non crederci e Juric nuovo eroe del ‘Luigi Ferraris’. Da quel momento, ha vinto solo tre partite la formazione ligure, cambiando allenatore – Mandorlini al posto di Juric – e poi richiamando il tecnico che era partito ad agosto.

Ivan Juric alla sua presentazione

L’Inter ha vinto 2-1 in rimonta contro la Juve il 18 settembre a San Siro e sembrava l’alba di un campionato pieno di soddisfazioni, con in panchina l’olandese De Boer. Poi è cambiato tutto, in serie A e in Europa con l’eliminazione dall’Europa League. È saltato il tecnico, sostituito dal pragmatico Stefano Pioli, che ha esordito pareggiando il derby il 20 novembre (2-2) e poi ha infilato una serie di risultati utili che permettono, oggi, alla Beneamata, di non doversi crucciare addirittura di una possibile retrocessione.

Via anche Pioli dopo la disarmante prestazione di Genova contro il Genoa (toh!) ed ecco Stefano Vecchi, l’uomo della Primavera, che, però, ha iniziato con il piede sbagliato, lasciando i tre punti al Sassuolo in casa. La curva li chiama ‘Indegni’, i giocatori non vedono l’ora che sia estate. Per l’ennesima stagione che doveva essere del riscatto e si è rivelata una delle peggiori dal Triplete in poi. Da metà marzo a metà maggio, l’Inter ha viaggiato con una media punti da ultima in classifica.

deboer

Dunque, Genoa e Inter in comune hanno più di qualcosa. Anche se, a dire il vero, in Liguria dobbiamo aggiungerci pure un particolare: la squadra fatta e disfatta a gennaio da un Enrico Preziosi che, ormai, non ha più neanche un amico in curva. Ripetiamo: due punti sulla terzultima, il Crotone, che fino a poche settimane fa era dato ormai per spacciato. All’orizzonte, il confronto interno con il Torino, da vincere senza ‘se’ e senza ‘ma’, il che potrebbe anche voler dire salvezza. Ma senza festeggiamenti, immaginiamo.

Da fine campionato in poi Inter e Genoa prenderanno strade diverse. I cinesi di Suning hanno promesso investimenti massicci sul mercato per costruire la squadra che deve puntare a vincere (ma quante volte l’abbiamo sentito pure sotto la gestione Moratti salvo poi ritrovarsi a fine anno con un pugno di mosche in mano e tanti miliardi spesi?). Il Genoa cerca padrone, ma al momento nessuno si è fatto avanti per rilevare la proprietà. O meglio: le voci sono tante, ma di concreto c’è poco o nulla.

Da vedere anche chi si prenderà la responsabilità di allenare in due piazze bravissime a bruciare pure gli allenatori. Luciano Spalletti all’Inter? Chissà. Nella Genova rossoblù bisognerà prima risolvere le beghe societarie: quasi impossibile proseguire con Preziosi. E allora chi? Un socio forte, tipo Aldo Spinelli, che qui ha lasciato buoni e cattivi ricordi prima di dedicarsi al Livorno? Lui ha smentito. Forse Alberto Zangrillo, conosciuto per essere il medico personale di Silvio Berlusconi? Prima, però, c’è da prendersi la salvezza naturalmente. E mica in tanti sono ottimisti.

Preziosi vattene

Ecco, Inter e Genoa differiscono per la questione societaria. In casa nerazzurra, la situazione se non altro è chiara, con un proprietario forte come Suning che, però, ora deve tirare fuori i soldi, stare più vicino alla squadra e dimostrare di non essere nel mondo del calcio solo per questioni speculative. Chiaro che per entrambi i club interessi di più il futuro, a questo punto. I tifosi premono, espongono striscioni di scherno, sono indignati, svuotano le curve. Come sono lontani i tempi in cui il Genoa divertiva e se ne andava addirittura in Europa e l’Inter sollevava al cielo la Champions League.

Naturalmente, non ne abbiamo ancora parlato, ma era implicito: le rose verranno rivoluzionate. A caccia di quell’alchimia che faccia di nuovo la differenza. Bisognerà pure riacquistare il pubblico, desolatamente deluso, benché la San Siro nerazzurra abbia fatto segnare le presenze più alte di media della stagione in serie A. Ma siamo sempre lì: le aspettative erano ben altre. I tifosi hanno sottoscritto gli abbonamenti sognando di dar fastidio a tutti, compresa la Juventus. Gli altri, a loro volta, hanno gioito nei piedi di Simeone jr., il ‘Cholito’, assoluto protagonista al banchetto contro la Juve, e non solo. Ma anche lui, poi, calato inaspettatamente. Da lui, in estate, si presume arriveranno soldi destinati al mercato e questa, tutto sommato, è l’unica buona notizia: aver valorizzato un giocatore che è arrivato senza trombe e proclami.

Suning

Tanto per chiudere il cerchio, non è detto che Simeone non finisca per accomunare ancora una volta i due club. Da una parte, il figlio, dall’altra magari il padre. Uno in campo, l’altro in panchina. Ma queste sono storie che vanno al di là, al momento. Sogni. Che uno rimanga, che l’altro arrivi. Di sogni, purtroppo, i tifosi di Genoa e Inter ne hanno fatti anche troppi negli anni, svegliandosi sempre troppo presto. Ora sarà il caso di programmare, con gli uomini giusti nei posti giusti: saranno in grado di farlo?

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