L‘Inter è diventata cinese. Al di là delle battute – ora si chiamerà Intel? – si tratta di una svolta epocale per la Società nerazzurra. Dopo tre anni, l’indonesiano Erick Thohir cede la maggioranza del club al ‘Suning Holdings Group’, ma resta presidente (almeno per ora) con il suo 31 per cento di quote. Chi esce completamente di scena è Massimo Moratti, il presidente – patron – tifoso, dopo 21 anni.

Come cambiano gli scenari societari e di mercato adesso? Il Fair Play Finanziario condizionerà la nuova Società? Chi è il magnate cinese che ha deciso di investire nel calcio italiano? L’Inter tornerà Grande Inter dopo anni di magra? Abbiamo deciso di analizzare tutto ciò, partendo dalla felice conclusione della trattativa.

Suning

INTER, CESSIONE LAMPO

Altro che Milan, l’Inter ha scelto e deciso velocemente. Il ‘Suning Holdings Group’ ha comprato il 68,55% delle azioni per 270 milioni di euro. E i nuovi proprietari hanno avuto parole al miele per l’Fc Internazionale: “È la Società che per prima ha aperto al mercato cinese”. Ovviamente, i buoni uffici di Erick Thohir hanno permesso di arrivare in fretta alla stretta di mano decisiva. E anche i debiti e la necessità di ripianare hanno spinto l’indonesiano a non perdere tempo. Tre anni è durato l’inter-regno dell’imprenditore indonesiano. Ora tocca al Suning, multinazionale che si occupa di elettronica e che ha interessi in tanti settori, tra i quali naturalmente il calcio.

Massimo Moratti

MORATTI, I ROMANTICI E LA REALTÀ

Massimo Moratti ha ripercorso, in parte, il percorso di suo papà. Ha portato l’Inter a vincere – 16 trofei – nei suoi 21 anni, di cui 16 da presidente, al timone dell’armata nerazzurra. Ha fatto e disfatto, circondandosi per tanto tempo di troppi collaboratori. E non tutti preparati. L’Inter ha vinto quando è esplosa Calciopoli. È riuscita a rimanere sulla cresta dell’onda per cinque anni circa, andando pure a fare il Triplete con Josè Mourinho in panchina. È quello il punto più alto dell’era Moratti, prima della discesa (a parte il Mondiale per club). L’ultimo dei romantici: rimarrà questo concetto inciso nella storia nerazzurra. Ma oggi serve l’impresa anche nel calcio.

SUNING, FAIR PLAY E MERCATO

In attesa di analizzare più nel dettaglio il mercato nerazzurro, va detto che la Società è penalizzata dal Fair Play Finanziario, una sorta di mannaia pronta ad abbattersi se i conti non saranno quelli formalizzati a tavolino tra Inter e Uefa. Ma proprio il cambio di proprietà permette di rinegoziare un nuovo accordo sul FFP. Che, però, non dovrebbe permettere spese pazze già in questa sessione di mercato. L’input resta infatti l’abbattimento del debito. Gli effetti dei nuovi capitali cinesi sono destinati a sentirsi nel mercato di riparazione e poi in quello estivo della stagione 2017-2018.

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MANCINI, ATTENTO A LEONARDO

Roberto Mancini al 99 per cento resterà in panchina. Il Suning non può che presentarsi ai tifosi con un tecnico amato dalla piazza e spendibile a livello internazionale. Il Mancio gode pure della stima di Thohir. Impensabile fare il passo più lungo della gamba, adesso. Nonostante Leonardo si sia proposto, facendo sapere che il nuovo progetto lo intriga (se è uscito così allo scoperto, significa che i primi contatti con i cinesi sono già avvenuti).

Più probabile che Leo entri di nuovo a far parte dell’Inter come dirigente. Magari al posto di Ausilio per gestire il mercato e non solo. Il brasiliano è più abituato a interagire con le cordate internazionali dopo il Paris Saint Germain.

I SACRIFICATI

Fair Play Finanziario significa andare a caccia di plusvalenze (almeno 50 milioni di euro). E crearsi un piccolo tesoretto da cui attingere per raggiungere poi gli obiettivi di mercato. L’Inter uomini in questo senso ne ha, sacrificabili. Ecco perché l’elenco dei partenti rischia di essere piuttosto lungo. Se Ljajic, Telles e Jovetic dovrebbero venire riscattati per rimanere, Brozovic (l’Inter non lo lascerà partire per meno di 32–35 milioni), Murillo e Handanovic (per sostituirlo in prima posizione c’è Sirigu) sono quelli che possono far fare cassa. Pezzi pregiati pure Andreolli, Bardi, Santon, Juan Jesus, Dodo, Ranocchia, Felipe Melo, Biabiany e Gnoukouri. Non partiranno tutti, naturalmente, altrimenti la squadra sarebbe interamente da rifare. Ma di incedibile, al momento, ce n’è uno solo: Mauro Icardi.

Sono già arrivati Banega ed Erkin, Yaya Touré continua a essere il chiodo fisso di Roberto Mancini. Che, per la difesa, vorrebbe Zabaleta o van der Wiel. Ansaldi è una battaglia a due con la Roma. Poi attenzione alla partnership con la squadra di Nanchino, lo Jiangsu Suning, che potrebbe ‘prendersi’ gli esuberi nerazzurri, così come acquistare campioni da girare poi prestito alla Beneamata, aggirando di fatto il FPF.

Inter-Juventus serie A

CHI È ZHANG JINDONG

È l’uomo da 3,9 miliardi di dollari di patrimonio. Secondo la classifica di ‘Forbes‘, è al 403esimo posto tra gli uomini più ricchi del pianeta. Proprietario del gruppo ‘Suning Commerce Group‘, fondato nel 1996, impernia il suo business su elettronica ed elettrodomestici (gestisce il 20% del mercato cinese). Ha alle dipendenze 13 mila dipendenti, 1.600 i negozi in più di 700 città cinesi, di Hong Kong e del Giappone. Il valore complessivo del gruppo è di 16,2 miliardi di dollari.

Il dominio Suning.com, nato solo nel 2009, in pochi anni è diventato uno dei principali siti di e-commerce in Cina. Nell’estate del 2015, come non bastasse tanta ricchezza, Suning si è alleato con Alibaba (che ha acquistato il 19,99% delle azioni, sborsando 4,63 miliardi di dollari).

DAI CONDIZIONATORI AL CALCIO

La fortuna, Zhang Jindong, l’ha fatta vendendo condizionatori. Ma il magnate è anche membro del parlamento cinese. Il marchio è stato quotato in Borsa nel 2004, nel 2013 il Suning Commerce Group è diventata la prima società straniera di sviluppo e ricerca della Silicon Valley. Lo sbarco nel mondo del calcio è recente: a fine 2015, infatti, lo Jiangsu Suning diventa di Jindong. E subito sono acquisti faraonici: Ramires, Jo e Alex Teixeira per fare tre nomi. Luiz Adriano e Guarin svaniscono all’ultimo momento.

Lo Jiangsu è attualmente terzo nel campionato cinese, a -6 dallo Guangzhou Evergrande, l’ex squadra di Lippi e Cannavaro. L’impero, però, ha colpito ancora. E in un altro settore: quello dei media. È nata infatti PPTV, web tv con un investimento da 350 milioni di euro che per cinque anni si è presa la Liga spagnola.

Javier Zanetti nel sorteggio della Champions League.

INTER COME IL PSG

I tifosi, com’è giusto, sognano. L’Inter come il Paris Saint Germain, capace di prendere chi e quando vuole? Leonardo pare vedere proprio questo futuro per la Società nerazzurra: “Scetticismo? Pure al Psg, all’inizio, i tifosi erano diffidenti. Ma la proprietà qatariota ha saputo toccare i loro cuori. E non soltanto spendendo soldi”.

Serve gente capace di comunicare. E per questo i cinesi si affideranno a gente che di Inter già ne sa a sufficienza. Uno è Javier Zanetti, l’altro potrebbe essere il brasiliano: “Io non mi pongo limiti. Sono adattabile. Ho fatto tante esperienze che fanno parte di me. Potrei essere un allenatore con esperienza dirigenziale e un dirigente che capisce quel che succede in campo. Se l’Inter si mette in casa un gruppo così importante, vuol dire che il progetto è forte. E senza un architetto che lo segua, anche nelle difficoltà quotidiane, mandare avanti un’azienda di calcio è impossibile”.

L’ITALIANO DIETRO AI CINESI

I cinesi del Suning sono stati indirizzati da un italiano, Andrea Radrizzani, già socio di Riccardo Silva, nella Mp&Silva, agenzia che detiene i diritti tv del calcio, poi fondatore della Aser, holding con interessi in media, sport e intrattenimento. “Ho consigliato agli amici di Suning di entrare nel calcio in un certo modo, con la maggioranza delle quote”. In Italia “c’è una passione viscerale per il calcio, la pressione di media e tifosi è enorme. Ho spiegato ai cinesi che dovranno integrarsi con questa cultura e che sarebbe importante avere un management italiano”.

Calcio cinese

LA CINA SOGNA I MONDIALI

Lo sbarco in Europa per i cinesi è anche un modo per prendersi un certo vantaggio in vista della decisione su chi ospiterà i Mondiali di calcio del 2030. È il governo di Pechino che c’è dietro alle acquisizioni di club. La Cina è ambiziosa: vuole ospitare la rassegna iridata e, un giorno, provare a vincerla. La Chinese Super League è cresciuta tantissimo, Wanda e Suning all’estero stanno facendo massicci investimenti proprio nel mondo del pallone. Insomma, il piano è ‘invadere’ l’Europa, dove sta il centro dello spettacolo, per farsi un nome. Per imparare. E per vincere. Il richiamo, proprio in Cina, sarà fortissimo.