Sabato 23 settembre, minuti finali di Juventus-Torino: con il derby della Mole sul punteggio di 3-0 (terminerà in poker per il centro di Dybala nel recupero) e i granata in 10 uomini per l’espulsione di Baselli nella prima frazione, i bianconeri giocano con un solo obiettivo: far segnare il loro centravanti, fresco di ingresso in campo al posto di Mario Mandzukic. Una “non-notizia”, tanti e tali sono i casi simili nel calcio. Il bomber in difficoltà o agli esordi, supportato dalla squadra, consapevole a sua volta dell’importanza della rete per un attaccante. Una notizia, se pensiamo che quel centravanti indossa la maglia numero 9 e ha un nome e cognome discretamente ingombranti: Gonzalo Higuain.

Pipita d’oro opaco

Già, perchè la situazione del Pipita in questa prima parte della seconda stagione con la maglia della Juventus sulle spalle è ben nota a tutti: meno esplosivo e più nervoso del solito, con sole (è il caso di dirlo, quando si parla di attaccanti di questa classe) 2 reti all’attivo in 8 partite stagionali tra serie A, Champions League e Supercoppa Italiana. Come se il filo rosso con la finale di Cardiff, dove era stato annullato da Sergio Ramos e compagni, fosse rimasto ancora vivo: al Real Madrid si sono sostituite nell’ordine Lazio, Cagliari, Genoa, Chievo Verona, Barcellona, Sassuolo, Fiorentina e appunto Torino, ma l’esito non è mutato. Opaco, poco dinamico e immalinconito. L'”onta” della panchina per scelta tecnica è quasi una novità per lui a queste latitudini: l’aveva conosciuta all’arrivo nell’estate 2016, contro Fiorentina -con rete decisiva per il 2-1- e Lazio.

E ora?

Questa sera, allo Stadium contro l’Olympiacos, la scelta di Massimiliano Allegri potrebbe ripetersi: ancora Mandzukic al centro dell’attacco, per dare maggiore ampiezzza alla manovra e favorire la vena di Paulo Dybala, praticamente una sentenza negli ultimi 25 metri. Il rischio, concreto, è quello di “deprimere” Higuain: lo sforzo, calcolato, è quello di stimolare le corde di uno squalo dell’area di rigore, capace di realizzare 34 reti stagionali nella prima annata a Torino. D’altronde, il conte Max ha spesso ribadito un concetto: la squadra al centro di tutto. Soprattutto in una partita che la Juventus dovrà assolutamente vincere, complice il ko del Camp Nou nel match di esordio della fase a gironi. Diciamocelo chiaro, Higuain è un problema che il 99 per cento dei club europei vorrebbe avere.

Albiceleste, un dolce ricordo

Nell’uno per cento, allargando lo sguardo agli altri continenti, oggi si posiziona il Ct dell’Argentina Jorge Sampaoli. Lo stesso che nel ruolo di centravanti gli antepone Mauro Icardi e che dall’alba dell’estate non sta considerando Gonzalo per il cuore di un attacco atomico, che annovera Messi, Dybala e Aguero: l’ha escluso sia dalla lista dei convocati per le partite contro Uruguay e Venezuela della prima sosta, sia da quella per gli scontri decisivi contro Perù ed Ecuador del prossimo 5 e 10 ottobre.  Peccato che a volte gli sia passato davanti anche…Pratto, non proprio la reincarnazione di Batistuta. La storia di Higuain parla da sola. 121 reti in 264 partite nel Real Madrid. 91 in 146 nel Napoli. 31 in 69 con l’Argentina (5 in Coppa del Mondo). 34 in 63 nella Juventus. Andando oltre la copertina, però, emergono dei dati che raccontano di un centravanti meno decisivo man mano che l’asticella si alza: anche in Champions, nella scorsa stagione, ha messo a segno 5 reti, di cui solo due realmente “pesanti”, contro Lione e Monaco.

Bomber diesel, Allegri lo aspetta

“Più cerca di segnare, più i compagni lo spingono a fare gol e meno lo fa. Il gol non deve diventare un ossessione”

Parola di Massimiliano Allegri, allenatore del Pipita. Lo stesso che sa che Higuain non può essere un problema. È vero, si innervosisce quando le cose non girano e impiega più tempo degli altri a entrare in forma, ma per la Juventus resta un elemento centrale. Non più della squadra, però, un concetto che dalle parti della Torino bianconera è valso per tutti, Alessandro Del Piero e Roberto Baggio inclusi. Due numeri 10, stessi galloni sulle spalle di Paulo Dybala, che in quest’avvio di stagione sta realizzando un centro ogni 37 minuti, sopperendo all’astinenza del connazionale. Chissà che proprio dalla Joya non possano arrivare gli assist per sbloccare Higuain. Che di certo non ha dimenticato come si fa gol. La Juventus può fare a meno di Higuain? Domani, no. Questa sera, chissà.

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