Mancano otto giornate al termine della Serie A ma, a differenza di altre stagioni, non c’è ancora un verdetto sicuro, anche se ormai il Verona sembra destinato alla retrocessione in Serie B. Il pari di sabato sera fra Roma e Inter ha mantenuto invariato il distacco dei giallorossi sulle altre due pretendenti per il terzo posto, i nerazzurri e la Fiorentina, mentre il Milan appare ormai troppo lontano e fuori dalla corsa. Dando per scontate le qualificazioni di Juventus e Napoli, la lotta per il piazzamento che garantisce la partecipazione ai play-off di Champions League 2016-2017 è ridotta a tre squadre, con i giallorossi davanti a tutti e favoriti. Non è ancora detta l’ultima parola comunque e il derby alla ripresa del campionato potrebbe già modificare la classifica.

Radja Nainggolan esulta per il gol dell'1-1 in Roma-Inter del 19 marzo.

TERZO POSTO CON RUOLINO DI MARCIA DA PRIMO

Da quando esiste la Serie A a venti squadre con tre punti a vittoria soltanto in due circostanze alla trentesima giornata la terza in classifica aveva avuto almeno sessanta punti: nel 2005-2006 l’Inter girò a sessantacinque e chiuse a settantasei (sempre terza, poi campione per i fatti di Calciopoli), mentre nel 2013-2014 il Napoli arrivò a sessantuno per poi terminare a settantotto, record assoluto nel campionato dei centodue punti della Juventus prima.

Dalla stagione 2011-2012, quando cioè l’Italia ha perso un posto in Champions League, soltanto nel primo caso chi era terzo in classifica alla trentesima giornata non si è poi qualificato: in quella circostanza la Lazio, ferma a quota cinquantuno (quota più bassa in assoluto), venne scavalcata a fine anno dall’Udinese, che a otto turni dal termine era quinta a quarantotto e chiuse a sessantaquattro, due punti sopra i biancocelesti. Questi dati, che danno fiducia alla Roma, possono essere letti ottenendo un’altra conclusione: a maggio chi fra le tre pretendenti vorrà arrivare terza dovrà tenere più o meno il passo di chi vincerà il campionato. La quota si è alzata.

Ivan Perišić dopo aver fatto gol in Roma-Inter.

IL CALENDARIO DELLE SFIDANTI

L’ultimo mese e mezzo di campionato prevede un calendario simile per Fiorentina, Inter e Roma, senza più scontri diretti ma con sfide che possono spostare gli equilibri. Tutte e tre devono sfidare una delle pretendenti al titolo: i viola hanno la Juventus (24 aprile), le altre due il Napoli (16 aprile i nerazzurri, 25 aprile i giallorossi). La quartultima giornata potrebbe decidere la volata: sabato Inter-Udinese, domenica Fiorentina-Juventus, lunedì Roma-Napoli; un altro turno fondamentale è però già il prossimo, perché dopo la sosta ci saranno Inter-Torino, Fiorentina-Sampdoria e soprattutto il derby di Roma.

La squadra di Spalletti è l’unica che non dovrà incontrare una delle tre formazioni al momento in zona retrocessione (Sousa ha il Palermo, Mancini il Frosinone), mentre potrebbero fare la differenza scontri con avversari senza obiettivi di classifica (Fiorentina e Roma, per esempio, hanno il Chievo già salvo). Da non sottovalutare l’ultima giornata: non dovesse decidersi in anticipo, ultimi 90′ di fuoco con Lazio-Fiorentina, Milan-Roma e Sassuolo-Inter. Arrivo a pari punti? Tra Fiorentina e Inter, davanti i viola; tra Inter e Roma i nerazzurri; Roma-Fiorentina, i giallorossi. A tre? Roma terza, Fiorentina quarta, Inter quinta.

Nikola Kalinić in Frosinone-Fiorentina.

LA FORMA FISICA E MENTALE

Delle tre a oggi la Fiorentina è senza dubbio quella che sta peggio: i viola non vincono dal 2-3 di Bergamo del 21 febbraio quando erano terzi, poi sono arrivati tre pareggi e il pesante KO dell’Olimpico nello scontro diretto. I gigliati, che a inizio stagione sembravano inarrestabili, pagano il calo di forma di tanti uomini decisivi, su tutti Josip Iličić e Nikola Kalinić, che Paulo Sousa dovrà recuperare in fretta per aumentare le possibilità di riprendere la Roma.

L’Inter dal punto di vista fisico non è stata in difficoltà nemmeno nel terribile mese di gennaio, dove invece a mancare è stata la componente mentale, visti i tanti errori banali che hanno fatto subire gol a Samir Handanović soprattutto nei minuti finali. Mancini ha dalla sua giocatori in grande spolvero (Perišić in primis), ma pecca nella solidità difensiva (solo due gare a porta inviolata nel 2016 dopo un girone d’andata impeccabile) e non ha ancora avuto nemmeno un gol da Éder.

La Roma, infine, ha un mix positivo su entrambi i fronti e cinque punti da gestire: Luciano Spalletti però non può stare tranquillo, perché ora dovrà gestire la pressione e reagire dopo la fine della serie di otto vittorie consecutive.

640′ al traguardo: il terzo posto non è ancora deciso.

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