Gli ultimi 6 mesi del 2017, anche per un ragazzo giovane, talentuoso e con la testa sulle spalle come Patrick Schick, sono stati tutto fuorché come ci si aspettava. La stagione da rivelazione con la maglia della Sampdoria, gli 11 gol segnati giocando spesso spezzoni di partita, la voglia di consacrarsi come uno dei maggiori talenti emergenti del calcio mondiale ha attirato su di lui l’interesse di grandi club italiani e stranieri. Alla fine sembrava averla spuntata la Juve, tanto che il calciatore ceco aveva già ricevuto la benedizione di Pavel Nedved e si era fatto fotografare mentre svolgeva le visite mediche.

Sorrisi, dichiarazioni di circostanza, tutto come da copione. Quando sembrava tutto fatto però è accaduto l’imponderabile: la diagnosi di un’infiammazione cardiaca, la Juve non più convinta di prenderlo, la ricerca di altre soluzioni in attesa che quel problema fosse risolto. Schick si è ritrovato in una situazione anomala, spiazzante, senza certezze di alcun tipo. Alla fine è arrivata la Roma, che ha scelto di soddisfare le richieste di Ferrero pur di fargli vestire subito la maglia giallorossa, convinta in ogni caso che quel problema temporaneo non avrebbe creato troppi fastidi.

Poi però, quando sembrava in rampa di lancio, ci hanno pensato un paio di fastidiosi infortuni muscolari a frenare il suo inserimento. Dopo qualche partita da subentrante e l’esordio da titolare nello sfortunato 0-0 contro il Chievo è arrivato anche il primo gol, anche se non è servito ad evitare l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino. Quando stava per raggiungere la fine del lungo tunnel di difficoltà, ecco poi l’incredibile gol sbagliato all’Allianz Stadium, contro quella Juventus che sembrava prima averlo scelto e che poi ha preferito ritornare sui suoi passi.

Ormai quell’azione è stata vista, vivisezionata, e ha lasciato un segno nell’ambiente giallorosso. I bianconeri sono l’avversario per eccellenza, la rivale che da troppi anni vince e lascia le briciole agli altri. A Torino poi la squadra allenata da Di Francesco non vince da troppo tempo (la Juventus, prima dell’ultima sfida, veniva da sei vittorie consecutive in casa contro i giallorossi, vittorie nelle quali per ben 4 volte non hanno subito neanche una rete. Il trend, quindi, è stato più che confermato) e un pareggio, nell’ottica di un campionato combattuto come mai negli ultimi anni, avrebbe significato tantissimo.

Dopo quella sera Schick è diventato una specie di capro espiatorio, il bersaglio di critiche preferito di molti dei suoi stessi tifosi. Il giocatore costato più di 40 milioni, il miglior talento giovane espresso dalla Serie A, nei pochi secondi intercorsi tra l’errore di Benatia e Alex Sandro e il pallone tirato sui piedi di Szczesny è passato da possibile eroe a sopravvalutato/scarso. Come può uno così sbagliare un gol del genere? In fondo è il calciatore più pagato nella storia del club, quindi dovrebbe essere quasi infallibile. E via con i dubbi sul suo reale valore e con offese varie. Come se quell’errore dovesse essere l’unico elemento di giudizio per un ragazzo alla sua seconda stagione vera tra i professionisti.

Si, Patrick Schick è un ragazzo, che ha passato dei mesi molto difficili che sta provando a mettersi alle spalle, e metterlo alla berlina in questo modo è davvero ingiusto. In molti hanno dimenticato i suoi problemi, i periodi di inattività dovuti prima al cuore e poi alla fibrosi muscolare che ne ha complicato il recupero in questi mesi. Hanno dimenticato anche la lezione avuta con Dzeko, etichettato già come fallimento di mercato e diventato poi capocannoniere della Serie A e finalista nella classifica del Pallone d’oro.

Per tornare il giocatore capace di incantare l’Olimpico a suon di numeri da giocoliere e gol da bomber vero, per sviluppare al meglio il suo incredibile potenziale, il ragazzo di Praga ha bisogno di essere sostenuto da tutte le parti in causa, anche dai tifosi. Ha la totale fiducia di Di Francesco (c’è chi dice che stia pensando a un modulo con il doppio attaccante, con lui e Dzeko accentrati e due esterni offensivi a supporto), così come dei suoi compagni e della società. La Roma ha la miglior difesa del campionato, è solida ed equilibrata, ma lì davanti con la partenza di Salah e il periodo di appannamento del bomber bosniaco il bilancio non è dei più positivi.

Proprio per questo, nella lunga corsa che si prospetta da qui a maggio, poter contare sul talento di Patrick Schick al meglio può fare la differenza tra l’ennesimo buon piazzamento finale e la vittoria tanto rincorsa.

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