L’ inizio di stagione del Chelsea è stato un disastro su tutti i fronti: 16° posto in Premier League, alla pari con un Bournemouth all’esordio assoluto nella massima serie. Due sole vittorie in 8 partite e già 2 sconfitte in casa; 3 punti su 6 disponibili in Champions League, per via della sconfitta sul campo del Porto; il KO per 1-0 nel Community Shield di agosto contro l’Arsenal: questo il magro bottino dei londinesi, che hanno collezionato numeri assurdi ed impensabili per una squadra che solo cinque mesi fa festeggiava con quattro turni d’anticipo la vittoria del campionato e che veniva accreditata come la principale pretendente per il titolo nelle varie preview estive.

Per spiegare questo crollo verticale, molti hanno parlato di “maledizione del terzo anno di Mourinho“, scaricando le colpe sul portoghese: ma è proprio così?

La delusione dei giocatori del Chelsea durante la partita di Premier League persa contro il Southampton.

TUTTA COLPA DI MOURINHO?

Fosse così, ci sarebbe una soluzione logica seppur costosa e dolorosa: esonerare José Mourinho e cambiare rotta. Nonostante tutto, il club ha confermato la propria fiducia nei confronti di squadra e manager con un comunicato ufficiale sul proprio sito, ritenendo che il portoghese sia ancora in grado di cambiare le sorti della stagione e che abbia una rosa capace di farlo. In effetti non si può dire che la squadra sia scarsa (i titolari dell’anno scorso sono rimasti tutti e le uniche partenze hanno riguardato riserve come Filipe Luís e Cuadrado), ma guardando le partite del Chelsea si nota come sia disunito e poco concentrato, quasi come se avesse perso le motivazioni.

C’è chi dice che Mourinho “sprema” i suoi giocatori nei primi due anni e che alla terza stagione abbiano un inevitabile calo fisico e mentale, ma nelle precedenti due esperienze in cui era rimasto così tanto su una panchina non ha mai avuto un tracrollo simile: con Chelsea e Real Madrid, infatti, ha chiuso al 2° posto, vincendo comunque le coppe nazionali. C’è altro da esaminare quindi.

mourinho

DIFESA SOTTO ACCUSA

Le principali note dolenti della stagione del Chelsea arrivano dalla difesa: 17 gol subiti in 8 partite, 2 in più di tutto il campionato 2004-05 (il primo di Mourinho), tenendo la porta inviolata solo contro l’Arsenal e prendendo almeno 2 reti in tutte le altre. L’infortunio del portiere Courtois non può essere l’unica causa, perché Asmir Begović è comunque un secondo di valore: sono perciò i difensori i principali responsabili. I titolari Azpilicueta, Terry, Cahill e Ivanović, più la prima riserva Zouma, stanno offrendo un rendimento imbarazzante, con il capitano già finito due volte in panchina, il serbo umiliato sabato scorso da Mané del Southampton e con gli altri due centrali, Cahill e Zouma, colpevoli in diverse reti subite.

Non si spiegano i quasi venti milioni di euro spesi per Baba, terzino sinistro ex Augsburg, ancora fermo a zero minuti in campionato ed in mezzo serviva un ricambio in più: John Stones, il principale obiettivo, non si è mosso dall’Everton. Sicuri che non ci fosse un piano B?

John Terry e Branislav Ivanović dopo la sconfitta del Chelsea nel Community Shield contro l'Arsenal.

SQUADRA COSTRUITA MALE

Ecco il vero motivo del grottesco inizio di stagione del Chelsea: è una squadra costruita male, senza capire quali fossero i ruoli da migliorare. I disastri difensivi sono stati ampiamente trattati nel precedente paragrafo, ma non è che davanti le cose vadano meglio: Diego Costa e Radamel Falcao, i due centravanti, hanno messo infatti insieme la miseria di tre gol, con il colombiano in clamoroso declino, non ancora ripresosi dall’infortunio al ginocchio di quasi due anni fa. Eden Hazard e Cesc Fàbregas, poi, non stanno ripetendo la splendida passata stagione, mentre Pedro ha iniziato benissimo segnando al debutto, ma poi si è perso. Inoltre Oscar gioca poco, e a centrocampo Nemanja Matić sta avendo una pericolosa involuzione (col Southampton è entrato in campo dopo l’intervallo ed è stato sostituito al 73′).

I Blues giocano contratti e sono facilmente attaccabili, soprattutto se puntati da avversari rapidi, non c’è filtro in mezzo al campo e ci sono troppi errori individuali in difesa: un’alternativa al 4-2-3-1 potrebbe essere una soluzione temporanea, ma il sospetto è che sia la fine del ciclo.

Chelsea-Arsenal, Diego Costa contro l'arbitro Mike Dean.

A conti fatti, è la peggior partenza del Chelsea nella storia della Premier League e per trovare un inizio così negativo bisogna tornare indietro alla First Division 1978-79, quando alla fine retrocesse. José Mourinho non aveva mai avuto un inizio di stagione così difficile e le sue squadre non erano mai state così vulnerabili in casa, oltre che in difesa, dove solo il Sunderland ultimo ha preso più gol (18).

Il nervosismo nell’ambiente è palese e lo dimostrano le accese discussioni sia in campo, come quella di Diego Costa contro l’Arsenal, che fuori dal campo, con la nota vicenda dell’esclusione dell’ex medico Eva Carneiro, avvenuta dopo la prima giornata di campionato.

La stagione è cominciata malissimo e sarà difficile rimediare, perché nella storia del campionato inglese nessuna squadra ha finito tra le prime quattro dopo aver racimolato 8 punti nelle prime 8 giornate. Ci sarebbe una soluzione per non ritenere quest’annata fallimentare, ossia vincere la Champions League, ma al momento sembra alquanto improbabile. Tuttavia lo era anche nel 2011-12 e poi arrivò il trionfo di Monaco: qualcuno se la sente di scommetterci?

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