C‘era una volta la Mitropa Cup, e dall’anno prossimo ci sarà ancora, anche se si chiamerà in un’altra maniera. Nel duello al primato della Serie B, Cagliari e Crotone si stanno giocando anche questo prestigioso obiettivo: disputare un torneo internazionale. Un cocktail fra passato e futuro, e le suggestioni delle antenate Mitropa Cup e Coppa Anglo-Italiana. Cinquantadue edizioni disputate, ben undici i successi italiani, anche se nell’ultima annata di questa competizione a trionfare furono gli jugoslavi del Borac Banja Luka, in una finale tutta straniera contro gli ungheresi del Budapest; l’ultima italiana ad alzare la Mitropa Cup al cielo fu il Torino nel 1991. L’anno prima fu il Bari a superare, in una finale tutta italiana, il Genoa con un gol di Carletto Perrone, in uno stadio Della Vittoria pieno in ogni ordine di posto.

63523_488145448672_70736238672_5871143_6849505_n

Nel triennio della coppa Anglo-Italiana, invece, l’ultima squadra a vincere fu proprio il Genoa, che nell’albo d’oro è susseguita a Cremonese e Notts County. All’epoca, però, a partecipare appunto furono solo queste due nazioni e la formula vedeva 8 italiane (le prima quattro di Serie B e le quattro retrocesse della Serie A) e 8 inglesi (tutte provenienti dalla vecchia Championship, ovvero la Division One). Dopo oltre trent’anni tornerà nel panorama calcistico internazionale una manifestazione che ha tra le vincitrici illustri (ma non ricordatelo ai suoi tifosi) anche il Milan.

L’annuncio è stato dato dal presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi durante l’ultima assemblea dello scorso agosto. Un passo importante per esportare oltre i confini domestici e mettere a confronto stili di gioco ben precisi: capiremo così quanto la nostra serie B è competitiva rispetto alla Championship, il campionato più fisico d’Europa e alla Zweite Bundesliga, un torneo certamente molto competitivo visto che da due anni i “paperoni” della Red Bull di Lipsia non riescono a spiccare il volo verso la Bundes. Certo, mancano Francia e Spagna, che per il momento non hanno aderito al progetto ma non è escluso che nelle edizioni degli anni successivi accettino di aggregarsi per realizzare una piccola, grande Champions League di provincia. 


LAPR0346-khQH-U1308238653718GH-620x349@Gazzetta-Web_articolo

C’è ancora molto da lavorare in fase organizzativa. Anzitutto sul marketing e sull’interesse da costruire intorno a questo torneo, i cui antenati “morirono” proprio per un costante snobismo generale manifestato dai media. Ma parliamo di un’altra epoca: sono cambiate le coppe e nelle seconde divisioni ci sono città molto grandi e ambiziosi, motivo per cui la “geolocalizzazione” di questo mini torneo potrebbe fornire spunti molto interessanti: se in Italia è evidente che il posto se lo giocheranno il Cagliari e il Crotone con i sardi leggermente favoriti non solo per il punto in più in classifica ma anche per la qualità dell’organico, in Championship il favorito Birmingham è molto in ritardo, e a giocarsi il primo posto saranno il Burnley, il Brighton e Middlesbrough che fu di Fabrizio Ravanelli quando si era messo in testa di dominare la Premier. Curiosità: a difendere i pali del Boro c’è l’ex portiere della Triestina e del Cagliari Michael Agazzi, in attacco l’ex bomber della Reggina Stuani. A completare il quadro degli “italiani”, l’ex centrocampista del Bologna Gaston Ramirez.

Middlesbrough 3 Aston Villa 2 3/5/97 Fabrizio Ravanelli celebrates the first goal pic: Tony O'Brien Action Images

Più combattuta la situazione della Zweite Liga dove Friburgo e Red Bull Lipsia si giocano a pari punti il primo posto assieme al vecchio Norimberga in un campionato dove soffrono maledettamente compagini storiche come il Bochum, il Duisburg (ultimo), il Monaco 1860 e il Kaiserslautern, compagine capace di vincere ben due scudetti negli anni ’90.  Se il Friburgo sembra squadra più quadrata, la “nuova” polisportiva di Lipsia è una delle Società che ha investito di più negli ultimi anni.

Storia particolare quella della ex Lokomotive Lipsia che ha cambiato colori, nome e forse identità tanto che i tifosi dell’Union Berlino, in trasferta a Lipsia, hanno osservato un minuto di raccoglimento per la fede calcistica. Niente nomi altisonanti per Lipsia: in cinque anni Dietrich Mateschitz ha costruito un centro sportivo, acquistato alcune della migliori promesse del calcio giovanile tedesco e assunto molti manager rampanti. Strategicamente non si può dire che il progetto non sia lungimirante: la novità dell’est contro le potenze dell’ovest, la rinascita (non solo sportiva) di una città, la scalata dal basso, i talenti sconosciuti. Nonostante questo a Lipsia non sono pochi i nostalgici che guardano alla RB Lipsia come ad un’operazione di marketing e sono tornati a tifare per la “loro” Lokomotive.

l43-bull-calcio-germania-130729093113_big

Ma giocare nel moderno Zentralenstadion, 44.000 posti, sarà certamente affascinante per una delle nostre compagini. Anche se non giocheranno questa piccola Champions, è interessante vedere che in Spagna sta lottando per tornare a giocare la Liga l’Alaves che, alla fine degli anni ’90, perse un’incredibile finale di Coppa Uefa contro il Liverpool, mentre in Francia il Dijon se la gioca con il Nancy dove giocò l’ex juventino Zavarov. Se il format comprendesse più di tre campionati ci sarebbe davvero da divertirsi. Avremo voglia di onorare questa manifestazione o le nostre squadre saranno troppe preoccupate dal campionato nazionale?

 

 

ARTICOLI SIMILI

0 167