Una parte di Manchester è già ai piedi del profeta catalano del tiki-taka; l’altra, illusa dal buon avvio dei Reds, patisce il momento di sofferenza della nuova creatura di Mourinho. Questa la fotografia dell’inizio di stagione, vista con gli occhi dei tifosi della seconda capitale del calcio inglese. Un inizio dai due volti, ma che riserverà sicuramente spettacolo e colpi di scena sino alle battute finali, anche grazie alla sfida nella sfida tra Pep Guardiola e José da Setubal, con quest’ultimo che può contare su un forte e motivato alleato (e ogni riferimento a Ibrahimovic e alla sua idiosincrasia per Guardiola non è puramente casuale).

city

Per il momento, però, lo stratega lusitano è già in ritardo di un’incollatura. Se Atene non ride – con lo United reduce da tre ko di fila (1-2 nel derby, primo rendez vous stagionale, 1-0 dal Feyenoord nell’esordio di Europe League e 3-1 dal Watford di Mazzarri in campionato) – infatti, Sparta gioisce grazie a un percorso netto, impronosticabile alla vigilia anche dai più ottimisti. La stagione del City è iniziata con il 5-0 a Bucarest, contro la Steaua, nei preliminari di Champions League, è proseguita con il 4-1, sempre a domicilio, all’esordio in Premier contro lo Stoke City; quindi sono arrivati l’1-0 nel ritorno di Champions e il pass per la fase a gironi, il 3-1 alla seconda giornata di campionato contro l’ostico West Ham, ma soprattutto la vittoria del derby in casa dello United di Mourinho (1-2) e i due 4-0, nel giro di tre giorni (dal 14 al 17 settembre), tra Borussia Moenchengladbach in Europa e Bournemouth in Inghilterra.

Una macchina da guerra che stupisce per produzione offensiva (23 gol in 7 gare), solidità difensiva (appena 3 al passivo), ma soprattutto per la rapidità con cui ha mandato a mente, in così poco tempo, i dettami del nuovo tecnico, abile a importare anche Oltremanica, dopo Spagna e Germania, la sua idea di calcio manovrato e ragionato, capace di coniugare spettacolo e vittorie; anzi di raggiungere le seconde passando necessariamente per il primo. Una filosofia che ha già conquistato oltre a pubblico e commentatori, anche i diretti interessati, ovvero i giocatori: da Aguero, già autore di 9 reti (di cui 6 in due soli match di Champions), a De Bruyne, mai visto prima così efficace e continuo, sino all’esperto Zabaleta e al 19enne Iheanacho, lanciato nelle ultime gare, è tutto un coro di elogi per Pep.

aguero

Non ho mai avuto un allenatore capace di dare un’impronta di questo genere a una squadra“, ha attacco El Kun, seguito a ruota dal talento belga: “Guardiola si è fatto capire in modo chiaro dal primo giorno di lavoro. Ha la capacità di spiegare bene quello che vuole” e dall’esterno difensivo spagnolo: “Il tecnico responsabilizza i giocatori e li coinvolge nel progetto. Si lavora a un’idea chiara di gioco, con la partecipazione di tutti“.

Iheanacho, invece, ha fatto parlare sinora il campo, continuando a confezionare numeri da record: 922 minuti di impiego, spalmati in 30 presenze tra la scorsa stagione e questa, 35 tiri in porta e 10 gol, l’ultimo proprio contro il Bournemouth, a cui ha aggiunto anche un assist per Sterling, a margine di una prestazione di squadra in cui è venuta fuori l’abilità di Pep di infondere la propria filosofia, coinvolgere tutti e tenerli costantemente sul pezzo.

Insomma lo spettacolo è solo alle battute iniziali, ma De Bruyne, Sterling, Aguero e il resto dei Light Blues sembrano garantire per un prosieguo di alto profilo e un finale con i fiocchi.

 

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