Insigne

10 e lode al Napoli, protagonista del film “Una settimana da Dio“. Prima ha battuto la Juve coi titolari. Poi ha ruotato e vinto a Varsavia. Poi ancora coi titolari ha insegnato calcio a San Siro. La notte di Napoli-Bruges potrebbe aver cambiato la storia dei campani in questo campionato. Un po’ di solidità e forza mentale e questo Napoli ha tutto per giocarsela. Tutto davvero. Giocatori, allenatore, tifo.


borja

9 alla Fiorentina, impossibile tenerla fuori dal pagellone. Gioca, diverte, si diverte. Segna tanto e subisce poco. Chiunque giochi sa cosa fare col pallone. Paulo Sousa continua ad incantare col gioco, con la classifica e con le dichiarazioni. Ha rimesso Borja al centro di tutto e recuperato Bernardeschi, Kuba e Astori, dopo annate difficili. Spettacolo


kun

8 ad Aguero, che ha visto Lewandoski e si è arrabbiato. Perché lui si e io no? C’ha messo qualche minuto in più, ma ha cappottato da solo il Newcastle, con una prova impressionante. Qualcuno diceva che non era decisivo, che segnava poco, che era raccomandato da Maradona. In realtà non ci sono 10 attaccanti migliori di lui. Al mondo.


sanchez

7 era il numero di Sanchez all’Udinese, giocatore che per molti non era un top. Ha giocato nel Barcellona prima, è l’arma impropria dell’Arsenal oggi. Per il calcio di Wenger, avere il Nino maravilla in forma, vuol dire poter competere per il titolo anziché per il quarto posto. Bello e inarrestabile, deve solo darsi continuità.


khedira

6 è invece il numero di maglia da sempre di Khedira. Un centrocampista che raramente ruba l’occhio, anche se sa segnare, ma che in un centrocampo in confusione e in una squadra con sbalzi d’umore inquietanti ha saputo dare forza fisica e mentale dove davvero la Juve mancava.


sassuolo

5 al Sassuolo, ma per stima. Una squadra con un gioco, con qualità, con giudizio, deve anche saper trovare la cattiveria. È la continuità a fare la differenza: se non si trova quella si rischia di rimanere una meteora. Se l’obiettivo è stupire, il fare 1 punto in 2 gare, con Chievo ed Empoli, rischia di frenare la corsa prima ancora di partire.


correa

4 al povero Correa. L’errore è da top five horror, ma proprio da sigla. Manca di concentrazione sul più bello e sbaglia un gol da raccontare ai nipoti. Forse paga anche l’emozione e si smarrisce nel match. Ma sono convinto che sia un giocatore destinato ad esplodere, il talento non gli manca e lo ritroveremo in alto in futuro.


destro

3 al Bologna. Sia per i punti in classifica e sia per il non gioco. I guizzi di Mounier non possono bastare, le partite durano 90 minuti e difendendo male e attaccando peggio ci sono poche alternative all’ultimo posto in classifica. Serve una scossa, la gestione Delio Rossi già dal finale dello scorso anno non pare centrata. Potrebbe essere ora di cambiare.


miha

2 per il Milan. Un quinto della stagione doveva dare un primo verdetto e non è davvero positivo. Il coraggio di Mihajlovic nel puntare sui giovani in difesa non sta dando buoni risultati: con 13 gol presi, solo il Carpi ha fatto peggio (16). Il gioco latita e Luiz Adriano-Bacca non sembra una coppia. Forse il 4-3-3 potrebbe diventare un’opzione, ma c’è tanto lavoro da fare.


chelsea

1 anzi One (poco Special) al Chelsea. Un problema che va oltre i già citati demeriti dell’allenatore; una squadra che psicologicamente è fragilissima e che non riesce neanche ad esprimersi a livello offensivo. Sembra in coma, incapace di svegliarsi, tra polemiche, errori e brutte figure.