10 al campionato di serie A, mai così bello ed equilibrato. Più volte lo avevamo pronosticato, ma così è oltre ogni ragionevole speranza di divertimento. Comanda la Roma, con soli due punti su quattro squadre; ogni settimana uno scontro al vertice. Dopo Napoli-Fiorentina e Fiorentina-Roma ci attendono Inter-Roma e Roma-Lazio.


9 per Mohammed Salah. Uno stadio e una città lo aspettano con cori di scherno e fischi, che non lo abbandonano mai fin dal riscaldamento. Gioca una gara di straordinario sacrificio, condita dalla perla che consente alla Roma di sbloccare e giocarsela nel modo che ama di più. E non esulta. Alza solo troppo il braccio nel finale e si fa espellere, ma la tensione accumulata fa propendere per la giustificazione. 24 partite di A 11 gol. Grande giocatore.


8 a Paulo Dybala. La pressione di Salah era ambientale, la sua, invece, generale. L’allenatore lo usa poco e tutti lo vogliono in campo. Ha i numeri dalla sua parte e la partita con l’Atalanta ha dimostrato, inequivocabilmente, che ha anche una grande personalità. Prima la Juve gli consegna l’attacco, prima si ripagherà l’enorme sforzo economico estivo. Gol, assist, rincorse agli avversari. Sempre nel vivo. E per il bene della Juve, mai più in campo solo 11 minuti.


7 era il suo numero l’anno scorso. Oggi ha il 10 e come tale gioca. Felipe Anderson è una delle cose più belle che girano per la nostra serie A. Anche lui ha fatto i conti con le panchine (troppe!) all’inizio dell’anno. Ma oggi Pioli lo mette in campo sempre. E i risultati dicono che la Lazio vola, 8 vittorie su 8 in casa (5+3) e secondo posto in classifica.


6 a Ciccio Lodi. Non tanto per la punizione, perché ne ha segnate di più belle. Ma per la voglia di rimettersi in discussione, la capacità di ritrovarsi e di diventare fondamentale per una squadra senza regista di qualità. Ci sono pochi ruoli così importanti nel calcio, e con Lodi l’Udinese può certamente riuscire a salvarsi senza soffrire.


5 alla Fiorentina e a Paulo Sousa, per una volta tra i bocciati. La settimana dell’1-2 si è conclusa. Era quella della maturità e sia con Napoli che Roma sono arrivate sconfitte onorevoli e con bel gioco. Sconfitte di misura, ma sempre sconfitte. Con l’aggravante del maxi turnover di giovedì coi polacchi che costringe la squadra ad inseguire la qualificazione avendo due partite in trasferta.


4 a Lorenzo Lollo. Il Carpi vince un match fondamentale per la stagione, che può far allungare in classifica su un’avversaria diretta e lui trova il modo di prendere 2 gialli in mezz’ora e farsi cacciare. Una follia che potrebbe far svoltare in negativo il Carpi e in positivo il Bologna.


3 al Chelsea. Ancora sconfitto, ancora polemiche, ancora con un espulso. Certamente qualcosa all’interno non funziona. Mourinho non è entrato sotto pelle ai giocatori come nelle sue precedenti avventure, la squadra mentalmente è debole e la fortuna, stranamente, ha abbandonato il portoghese. La stagione sta prendendo una piega inquietante.


2 a Marc Marquez. Ha restituito la foto di Icardi bambino con Maxi Lopez al Barcellona, un’immagine vecchia e poco significativa. 7 anni fa idolatrava Valentino (come ogni centauro dovrebbe fare) e da qualche settimana non solo lo sta danneggiando, ma sta rovinando l’immagine propria e di uno sport fantastico, nuocendo anche a Lorenzo. Non sarà mai Valentino Rossi, per carisma, talento e popolarità, se ne facesse una ragione. E preghi che non succeda l’incredibile all’ultima gara.


1 a Valentino, proprio per l’ultima riga su Marquez. Difficile che qualcuno possa essere come lui. E quindi seppur giustamente arrabbiato, seppur volgarmente provocato, non può fare quello che ha fatto. Perché i campioni sono tali soprattutto sotto pressione, perché la figura è internazionale, perché è un simbolo dello sport. E per quanto parecchi italiani pensino (pensiamo) che abbia fatto una cosa sbagliata ma comprensibile, se ci togliamo la bandiera dal collo e la analizziamo con distacco, possiamo solo condannare. E tifare perché all’ultima gara vada a vincere proprio in Spagna e ci regali un’impresa così grande da cancellare quel piccolo grande folle calcetto…