10 a Napoli-Fiorentina. Fino a questo momento la partita migliore delle prime otto giornate. Qualità di gioco, tecnica, tattica ispirata e rispettata alla perfezione. Il trionfo del calcio e delle idee. Non inganni lo 0-0 dei primi 45′, non era figlio della paura, ma della corsa e dell’intensità che prevalevano sul talento. Uscito fuori nel secondo tempo coi soliti noti: Insigne, Kalinic, Higuain. Bravi tutti.


9 a Miralem Pjanic. I primi anni non tirava sempre le punizioni, nel rispetto delle gerarchie. Ora quando c’è un calcio di punizione, sul pallone i compagni evaporano. Calcia lui. Punto. Dai tempi di Marcos Assuncao la Roma non aveva uno specialista così forte in materia. 8 gol della Roma arrivano da palla inattiva: sarà un caso?


8 al Sassuolo che continua a disturbare le grandi, ultima la Lazio. E prima la Roma e l’anno scorso Juve, Milan e Inter. Applausi alla società lungimirante, all’allenatore preparatissimo e ai giocatori. Alcuni predestinati (Berardi), alcuni recuperati (Missiroli), più tante certezze.


7 per il Genoa. Gasperini ogni anno si ritrova a doversi inventare la squadra dall’inizio, o addirittura a stagione in corso. Il lavoro è sempre egregio, la salvezza arriva presto e, conti permettendo, potrebbe arrivare in Europa. Lo ha fatto pochi mesi fa, perché non sognare il bis?


6 per il Frosinone, ultimo dei promossi di questa ottava giornata. Le partite si vincono con il gioco e con la voglia, non con i nomi, e Stellone e i suoi lo dimostrano settimana dopo settimana, grazie al fatto di aver imbrigliato, pur perdendo, la Roma, aver pareggiato a Torino con la Juve e aver ottenuto due vittorie preziose al Matusa.


5 a Inter-Juventus. L’opposto di Inter-Fiorentina. Tanta fisicità, poche idee, poco gioco, pochissimo divertimento. L’Inter conferma la sua solidità senza spettacolo e con un gioco non riconoscibile; la Juve, invece, le sue doti di tenacia, ma numericamente pur recuperando un punto sul primo posto, ne perde altri due su Roma e Napoli.


4 al Verona che non sa vincere. I pareggi muovono la classifica, ma molto poco nell’era dei tre punti. Sono le vittorie a fare la differenza e il Verona ne sembra allergico. Buona notizia il ritorno al gol di Pazzini, meno buona l’ennesimo errore di Rafael. La strada è lunga e in salita.


3 al Bologna come i suoi punti in classifica. Bologna inteso anche come società, perché una squadra che non ha un’anima deve inevitabilmente cambiare allenatore, non potendo cambiare 20 giocatori. Un immobilismo preoccupante, quasi più dell’orientamento classifica. La rosa è buona, serve più cattiveria e, temo, un altro allenatore.


2 ai detrattori di Neymar. Su questa pagina ne parliamo da tempo, la prestazione di sabato (con annesso stop da sconsigliare ai cardiopatici) dovrebbe averli spenti definitivamente. Il miglior brasiliano degli ultimi 20 anni. Escluso, ovviamente, Ronaldo Luiz Nazario da Lima.


1 al Marsiglia, che giocava in Champions League e non proteggendo Bielsa è finito nel dimenticatoio. Nove punti in 10 giornate, e piena zona retrocessione. La società ha sbagliato con Bielsa, portandolo alle dimissioni, ed è stata lenta nel riorganizzarsi. Una svegliata può evitare una stagione senza coppe che sarebbe economicamente (e non solo) fallimentare…