Sarà Real Madrid-Kashima Antlers la finale dell’edizione 2016 del Mondiale per club FIFA, attualmente in corso di svolgimento in Giappone. Si tratta di un epilogo a sorpresa, perché i padroni di casa partiti dal primo turno hanno eliminato l’Atlético Nacional con un netto 3-0 in semifinale, e perciò l’esito della sfida di Yokohama (domenica alle 11.30 ora italiana) appare scontato. Nonostante alcuni recenti tentativi di ridare lustro a questo torneo, ultimo in ordine di tempo l’inserimento del VAR (Video Assistant Referee), da quando il Mondiale per club ha sostituito la Coppa Intercontinentale ha perso gran parte del suo fascino, e sarà inevitabile un nuovo cambio di rotta a breve per renderlo nuovamente attraente.

Benzema Club América-Real Madrid.

PRONOSTICO NON RISPETTATO

Per la terza volta nella storia della manifestazione non si vedrà una finale fra Europa e Sud America. Dopo il Mazembe nel 2010 (battuto 3-0 dall’Inter) e il Raja Casablanca nel 2013 (battuto 2-0 dal Bayern Monaco) tocca al Kashima Antlers provare a interrompere l’egemonia europea, visto che dopo le prime tre edizioni (inclusa quella sperimentale del 2000) con successi di altrettante formazioni brasiliane, solo nel 2012 chi ha vinto la Champions League non si è ripetuto anche a dicembre, col Corinthians campione sul Chelsea. I giapponesi sono la prima finalista asiatica, hanno superato Auckland City, Mamelodi Sundowns e soprattutto Atlético Nacional, formazione campione della Copa Libertadores e finalista della Copa Sudamericana (poi assegnata d’ufficio alla Chapecoense dopo la tragedia aerea di due settimane fa) che sembrava avere tutte le carte in regola per giocarsela fino all’ultimo. Davanti ci sarà il Real Madrid schiacciasassi, imbattuto da trentasei partite e vittorioso sul Club América per 2-0 in semifinale: per Zinédine Zidane e i suoi dovrebbe essere tutto in discesa, i vari Cristiano Ronaldo e Karim Benzema sperano di alzare un altro trofeo domenica.

Doi del Kashima Antlers.

FORMULA DA RIVEDERE

Dal 1960 al 1979 era una doppia sfida, andata e ritorno, fra la vincitrice della Coppa dei Campioni e quella della Copa Libertadores, ma spesso si assisteva a rinunce o sostituzioni in corsa. Così, nel 1980, la Toyota decise di sponsorizzare l’evento e, assieme a un’agenzia di marketing, lo spostò in Giappone e in gara unica, con il Nacional di Montevideo primo campione della rinnovata Coppa Intercontinentale (1-0 sul Nottingham Forest di Brian Clough). Gli anni Ottanta e Novanta sono stati i più luminosi per il trofeo, con sfide spesso tiratissime per l’assegnazione del titolo di campione del mondo, finché nel 2005 è cambiato tutto in peggio. La FIFA, spinta dalla mania di gigantismo, ha voluto includere una squadra da ciascun continente, ma la modifica del formato e il cambio di nome non ha dato i frutti sperati, con pochissimo equilibrio e crescente disinteresse generale, anche da parte delle stesse squadre europee che vedono l’evento come una settimana poco allenante nel mezzo della stagione. Forse è arrivato il momento di riorganizzarlo, stavolta in meglio.

Milan Coppa Intercontinentale

L’idea di Gianni Infantino, nuovo presidente della FIFA, è spostare il Mondiale per club dall’attuale metà di dicembre a giugno, ogni due anni quando non si giocano Europei e Mondiali, rendendolo una sfida vera fra i vari campioni continentali con girone iniziale e fase a eliminazione diretta, tipo la Champions League. Non è scontato né che la proposta vada in porto né che così facendo si torni ad avere quell’importanza che veniva data alla Coppa Intercontinentale in gara secca fra Europa e Sud America, ma di certo qualcosa va fatto. A oggi il torneo è ai minimi storici, e non saranno certo delle sporadiche sorprese in finale a riportarlo in auge.

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