Non è stata certo un’estate facile per il Barcellona, a prescindere da quanto accaduto in città. Il pagamento della clausola rescissoria di Neymar da parte del Paris Saint-Germain ha provocato uno scossone nel club catalano, che sta trovando molte difficoltà sul mercato per sostituire l’asso brasiliano e a livello di risultati in campo ne sta risentendo, con la pesante sconfitta in Supercopa de España contro il Real Madrid. La domanda è lecita: e se dopo dodici anni di successi il ciclo del Barça fosse finito?

Neymar PSG

VORAGINE SCOPERTA

Il durissimo colpo dell’addio di Neymar ha avuto un effetto devastante. Il Barcellona si è ritrovato con 222 milioni in cassa ma totalmente spiazzato, perché non si aspettava l’addio del brasiliano e sta incontrando grosse difficoltà per sostituirlo. È stato appena ufficializzato Ousmane Dembélé dal Borussia Dortmund per 105 milioni più (tanti) bonus, dimostrazione di come tutti gli altri club (giustamente) abbiano iniziato a tirare a dismisura il prezzo dei propri giocatori richiesti dal Barça, sapendo dell’enorme disponibilità economica catalana (il Liverpool per Philippe Coutinho per ora ha retto nonostante offerte sopra i cento milioni). Il presidente Josep Maria Bartomeu, molto contestato dai tifosi, proverà in quest’ultima settimana di mercato a regalare al nuovo allenatore Ernesto Valverde altri acquisti per una rosa competitiva, ma i grandi campioni che nell’ultimo decennio hanno trascinato il Barcellona (su tutti Andrés Iniesta, Lionel Messi e Gerard Piqué) hanno trent’anni o più e non saranno certo eterni. Sostituirli, così come Neymar, sarà impresa non certo facile, soprattutto perché nel passato queste cose sono andate piuttosto male…

Zlatan Ibrahimovic Barcellona

PRECEDENTI DA PAURA

Quando il Barcellona ha dovuto sostituire un suo leader attraverso il mercato le difficoltà sono state evidenti. Per Ronaldinho, ceduto al Milan nel 2008, questo problema non c’è stato perché in casa c’era già Lionel Messi pronto a subentrare, ma un anno dopo Samuel Eto’o è stato sacrificato per avere Zlatan Ibrahimović, dando all’Inter anche 48 milioni di euro (Massimo Moratti ancora ringrazia, è uno dei motivi che hanno portato al Triplete). Lo svedese non ripaga le attese e la Champions League è sfumata proprio coi nerazzurri in semifinale, con Ibra spettatore non pagante in campo in entrambe le partite e girato al Milan ad agosto.

È andata ancora peggio con Luís Figo: nel 2000 il Real Madrid paga la clausola rescissoria di quello che a oggi resta uno dei trasferimenti più clamorosi nella storia del calcio spagnolo, prendendosi il miglior giocatore dei rivali. Joan Gaspart, appena diventato presidente, butta i soldi di Figo su Marc Overmars ed Emmanuel Petit dall’Arsenal più Alfonso Pérez dal Real Betis (oltre a ricompare l’ex canterano Gerard dal Valencia), ma nessuno di questi rende. Arriva il quarto posto nella Liga, ma l’anno dopo gli acquisti sono un nuovo disastro: Roberto Bonano, Philippe Christanval, Geovanni, Fábio Rochemback e Javier Saviola fanno flop, come Gaizka Mendieta nel 2002. Servirà il nuovo presidente Joan Laporta, nel 2003, e l’acquisto di Ronaldinho proprio dal PSG per svoltare, con una memorabile rimonta nel girone di ritorno di Liga 2003-04.

Lionel Messi Barcellona

I 40 milioni spesi per Paulinho, che stava svernando in Cina al Guangzhou Evergrande, fanno intuire come il Barcellona non abbia imparato dagli errori del passato e stia nuovamente spendendo tanti soldi su giocatori non certo funzionali. Negli ultimi anni il Barça sul mercato si è spesso mosso malissimo (i 20 milioni per Jérémy Mathieu, da poco passato gratis allo Sporting CP, gridano vendetta) e solo l’apporto dei suoi fenomeni (nello specifico la MSN e i grandi vecchi) ha permesso al club di rimanere ai vertici anche continentali. Il campanello d’allarme del doppio Clásico non è da sottovalutare e l’esordio “morbido” in Liga (2-0 al Real Betis) può essere fuorviante, il rischio che sia una stagione molto difficile come il 2002-2003 c’è.

SIMILAR ARTICLES