Il mito è lì, a portata di mano. E si chiama Valentino Mazzola. Al ‘Gallo’ Belotti sarà sufficiente cantare ancora quattro volte, nelle sei giornate che rimangono alla fine del campionato, per raggiungere il capitano del Grande Torino con 29 reti segnate in un campionato. Entrando così definitivamente nella storia granata.

Sei giornate per prenderlo o magari superarlo. I compagni hanno già detto che giocheranno per lui: per farlo diventare capocannoniere, certo, ma anche e soprattutto per diventare il miglior bomber di sempre del Toro in una singola stagione. In 29 partite – tre le ha saltate per infortunio e squalifica – Andrea Belotti ha segnato 25 gol. Non è riuscito a guidare la squadra all’obiettivo Europa League, ora sarà la squadra a giocare per lui e per raggiungere l’obiettivo prestigioso.

Se per il trono dei bomber, ci sono Dzeko e Higuain da tenere a bada, per essere alla pari con Mazzola dipende tutto ed esclusivamente da Belotti. Valentino riuscì a segnare 29 reti in una singola stagione nel 1946/47, in piena epopea granata, in un club fortissimo. Il nostro, se ci riuscirà, lo avrà fatto in un Toro decisamente più modesto di quello che, al Filadelfia, rifilava goleade un po’ a tutti. E dire che il Gallo ha pure fallito tre calci di rigore quest’anno, contro Milan, Bologna e Fiorentina, altrimenti Mazzola sarebbe a un passo soltanto.

I numeri, in ogni caso, sono dalla sua parte. E allora si capisce anche perché Cairo abbia deciso di blindare il suo bomber con una clausola di 100 milioni. Vale oro Belotti. E dall’estero hanno fatto già sondaggi. Pare che il Chelsea di Antonio Conte abbia fatto pervenire una proposta da 60 milioni che, con i bonus, diventerebbe di 80 milioni. In Premier League stravedono per l’attaccante del Toro pure Arsenal e Manchester United, ma attenzione all’Inter che, nell’ipotesi di perdere Mauro Icardi, avrebbe intenzione di bussare alla porta granata. Certo, il ‘Gallo’ da bambino era tifoso del Milan, dunque la maglia nerazzurra la vede un po’ come quella bianconera della Juventus. Ma chissà, le vie del mercato sono infinite.

Una formazione del Grande Torino

Ai tifosi del Toro, al momento, interessa festeggiare un record. Che comparirebbe per sempre negli almanacchi di ogni buon fan granata. Con la faccia di Andrea Belotti al posto di quella di Valentino Mazzola. Il che non offuscherebbe affatto il mito del capitano dei cinque scudetti consecutivi. Ma rinfrescherebbe un po’ le pagine ingiallite delle imprese del Torino.

Il calendario può dare una mano all’attaccante della Nazionale italiana. A parte il Napoli e la Juventus, le altre sfide sono piuttosto agevoli, l’ideale per segnare. Pardon, per far segnare il ‘Gallo’. Dicevamo dei numeri che sono dalla parte di questo 23enne, che un paio di anni fa pareva un po’ sgraziato, di sicuro non in grado di diventare l’uomo su cui pure Gian Piero Ventura si affida per i Mondiali del 2018. Belotti, in ogni partita, tira in porta 3,5 volte e segna praticamente una rete a match, con una media dello 0,9. Il suo non è però solo il lavoro dell’attaccante, che se ne sta fisso in area ad aspettar palloni da sbattere in porta; assolutamente! Il Gallo lotta, pressa, si sbatte per il campo. Come un attaccante moderno deve fare.

Andrea Belotti Italia

Se poi credete alle coincidenze o alle stelle, per lo zodiaco cinese il 2017 è proprio l’anno del Gallo. Non solo delle acquisizioni di club milanesi. Che sia dunque un anno di grazia per il ‘Gallo’ granata? Sta di fatto che di testa o con entrambi i piedi, Andrea Belotti è letale. Immarcabile quando ha la palla tra i piedi, vede la porta benissimo. Negli ultimi 25 anni di serie A, prima del torinista, solo in quattro attaccanti italiani hanno raggiunto i 25 gol in un singolo campionato: Luca Toni, Francesco Totti, Beppe Signori e Antonio Di Natale. E scusate se è poco.

Insomma, guardarsi da Dzeko e Higuain per il trono di bomber dell’anno. E sarebbe l’undicesima volta che un giocatore del Torino diventerebbe capocannoniere in serie A. Prima di lui, l’onore è toccato a Schonfeld (1923/24), Libonatti (1927/28), Rossetti (1928/29), Gabetto (1945/46), Mazzola (1946/47), Pulici tre volte (72/73, 74/75 e 75/76), Graziani (76/77), Immobile (2013/2014). Ma puntare a Valentino, anche per ricordare chi ha scritto la gloriosa storia granata. Proprio nell’anno in cui il Filadelfia sta per tornare agibile (cerimonia d’inaugurazione il 25 maggio). Altra coincidenza, forse, di un destino che con il Toro spesso è stato cinico e baro.

Uomo dei record, dunque, Belotti è l’unico under 24 – a parte Shevchenko – ad aver segnato più di 20 gol in serie A. Nel solo 2017, ha messo la firma su 13 segnature. Ma il record più grande è lì, a quattro gradini di distanza. Se poi dovesse arrivare, vedi caso, nel derby contro la Juventus, la festa granata sarebbe davvero completa. In fondo, in una stagione di coincidenze, questa sarebbe la prova provata che lassù qualcuno è tornato ad amare il Toro dopo tante vicissitudini.

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