Le 24 squadre ai nastri di partenza, la magica epopea dell’Islanda, la indegna eliminazione di Inghilterra e Spagna, i pantaloni del pigiama di Kiraly, le lacrime di Srna. I protagonisti in Euro 2016 non sono affatto mancati: ma se un giorno mi dovessero chiedere “allora di quel giugno francese cosa ricordi?”, beh risponderei con nove semplici lettere: Will Grigg, all’anagrafe William Donald Grigg. A chi scorrerà gli almanacchi e leggerà che nelle quattro storiche partite giocate dalla sua nazionale, l’Irlanda del Nord, Grigg non ha mai messo piede in campo, risponderò di alzare il volume del proprio smartphone/pc/tablet e di ascoltare cosa questo 25enne nato a Solihull ha suscitato nei tifosi di Belfast e dintorni. Un coro, più che un uomo:”Will Grigg is on fire, you’re defence is terrified!”, e cioè “Will Grigg è in palla, la tua difesa è terrorizzata”. Versi contagiosi, cantati a ripetizione come un inno mentre i cugini irlandesi balzavano alle cronache per la “serenata” di gruppo per una ragazza francese, Carla, per le strade di Parigi: attimi entrati nella mente di ogni tifoso e ormai parte del patrimonio di bizzarrie e sfumature che solo la storia del calcio sa concedere.

Will Grigg, esultanza

Ma chi è Will Grigg? Sappiamo che in questi giorni le ricerche sul suo profilo Wikipedia si sono quasi centuplicate, il suo profilo Facebook è stato preso d’assalto dalle richieste di amicizia, è persino nata una pagina ad hoc – Will Griggs on fire – che ha raccolto oltre 400mila like, i followers su Twitter sono schizzati a quota 34mila. I colleghi più famosi, da Piquè a Cantona, attraversando lo sport trasversalmente fino a Wimbledon, hanno scherzato e cantato incessantemente sulle note di “Freed from desire”, la hit dance di fine anni Novanta della cantante milanese Gala Rizzatto. Lui resta il ragazzo semplice cresciuto nel Birmingham, prendendosi la copertina nella stagione 2012/2013, quando vinse il premio di miglior calciatore dell’anno in League One nelle West Midlands. La maglia era quella del Wallsall, il cuore quello di un nordirlandese dal passaporto inglese. Nel luglio 2013 il passaggio al Brentford, dove non lasciò certo il segno: 4 reti in 34 partite, condividendo l’attacco con Marcello Trotta, oggi noto alle latitudini di Sassuolo.

Mandatory Credit: Photo by JMP/REX (4081803y) Milton Keynes Dons' Will Grigg celebrates his second goal of the game MK Dons v Manchester United, Capital One Cup Football, Stadium MK, Britain - 26 August 2014

Attaccante discreto, da bassa seconda serie. Il ritratto di Will vien fuori ingrigito dalla nebbia londinese: sembra uno di quei giocatori destinati a stagnare nelle serie minori. Anche con la nazionale nord-irlandese le cose non vanno bene: dopo aver giocato con Under 19 e Under 21, l’anno di Brentford ha frenato a cinque le presenze con i “senior”. Appare fuori dal giro. Finché l’estate 2014 non cambia qualcosa. Il suo demiurgo ha un nome e un cognome: è Karl Robinson, manager del Milton Keynes Dons, uno che ha scoperto anche un certo Dele Alli, oggi faro del centrocampo del Tottenham. La notte magica è di quelle insolitamente calde nel Regno Unito: 26 agosto 2014, allo “Stadium” arriva il Manchester United per il secondo turno di EFL CUP: due categorie di differenza, ma poco conta. L’MK Dons vince 4-0 e Will Grigg è…on fire. Doppietta e prime pagine conquistate.  Gli altri due centri li segna Benik Afobe, che quest’inverno è passato al Bournemouth di Eddie Howe.

Will Grigg con la maglia del Wigan

Le porte scorrevoli però fanno parte degli appartamenti di Will: così l’annata 2014/2015 termina con 20 reti ma senza conferme (era in prestito dal Brentford). Rivede la maglia della Green and White Army, anche se solo per una chiamata: la telefonata più importante però è un’interurbana, e arriva dalla Greater Manchester, nord-ovest del Regno Unito. È la dirigenza del Wigan, che lo preleva per un milione di sterline. In una città dove “non puoi che fare sport, altrimenti c’è davvero poco (citazione dell’abitante medio di Wigan)” risponde presente e chiude la stagione da bomber principale della League One con 25 gol, che hanno contribuito a far tornare il Wigan in Championship. È qui che entra in gioco Sean Kennedy: tifosissimo dei Latics, realizza un video, ripensa a una hit degli anni ’80 e dà vita a un tormentone. I tifosi la cantano nelle strade, i video diventano presto virali in rete. Non credevo potesse diventare virale, è nato tutto per gioco: e dire che ci sarebbe anche la versione sulle note di Alicia Keys scherza Sean. Wigan ha omaggiato il tifoso in questione con un abbonamento gratuito per la prossima stagione, l’Irlanda del Nord ha premiato Grigg con la convocazione per gli Europei. E poco conta se non ha visto il campo. Per la cronaca, Grigg che con l’Irlanda ha debuttato nel 2012, finora ha giocato otto partite con la nazionale segnando un solo gol, contro la Bielorussia nell’ultima amichevole prima di Francia 2016. Resta un idolo, e ora i tifosi dell’Amburgo hanno addirittura lanciato una petizione sul sito ‘openpetition.de’ col chiaro scopo di portare Will Grigg in Bundesliga all’HSV. 8000 le firme raccolte, con 25 giorni a disposizione: chissà che il favoloso mondo di Will non sia con vista sul Mare del Nord. Intanto si gode il rientro in patria, dove qualche giorno fa Belfast cantava così.

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