Quello di domani non sarà un derby come i precedenti centosettantuno. A Manchester va in scena una delle stracittadine più attese di una rivalità lunga oltre un secolo: il primo a livello ufficiale si è giocato nel 1891, 5-1 per quello che all’epoca si chiamava Newton Heath (vecchio nome del Manchester United) in un turno preliminare di FA Cup. Nel corso degli anni si sono viste sfide memorabili, dal 4-3 del 20 settembre 2009 col gol di Michael Owen al 96′ fino al tennistico 1-6 del 23 ottobre 2011 con Roberto Mancini in panchina e Mario Balotelli in campo a mostrare la maglia “Why always me?”, ma la gara che avrà inizio alle ore 12.30 locali (le 13.30 italiane) avrà un sapore speciale rispetto al solito, perché segna ufficialmente l’inizio di un nuovo capitolo dell’infinita contesa fra Pep Guardiola e José Mourinho.

Tifosi di Manchester City e Manchester United in occasione di un derby.

DI NUOVO UNO CONTRO L’ALTRO

Il primo di sedici incroci diretti è avvenuto in Italia, quando ancora la rivalità non era così accesa. Prima giornata dei gironi di Champions League, Inter-Barcellona 0-0 del 16 settembre 2009, gara famosa per il rientro a Milano da ex di Zlatan Ibrahimović un mese e mezzo dopo la cessione al club catalano. Nonostante i primi screzi in occasione della successiva semifinale (in cui fu l’Inter, e quindi Mourinho, ad avere la meglio) è in Spagna che si è consolidato lo scontro frontale tra i due, con il portoghese sulla panchina del Real Madrid (lui che era stato assistente di Bobby Robson e Louis van Gaal al Barça quando Guardiola era ancora giocatore) e Pep ovviamente sulla sponda opposta, quella blaugrana. Il bilancio complessivo dice sette vittorie Guardiola, tre Mourinho e sei pareggi, ma il portoghese ha vinto di più (ventitré trofei a ventuno).

La vetta inarrivabile resta la serie di quattro partite giocate in diciotto giorni: dopo l’umiliante 5-0 del Camp Nou datato 29 novembre 2010 il Real aveva l’obbligo di riscattarsi e lo fece nel secondo incontro, la finale di Copa del Rey vinta 1-0 ai tempi supplementari con gol di Cristiano Ronaldo. Il bilancio di quelle tre settimane ad altissima tensione pende però dalla parte di Guardiola, per via della qualificazione in finale di Champions League strappata al rivale con un complessivo 3-1, maturato di fatto al Bernabéu dove Lionel Messi fece a pezzi la difesa dei blancos con un gol memorabile e Mourinho esplose durante e dopo la partita, venendo allontanato dall’arbitro per proteste e inveendo in conferenza stampa con i celebri ¿Por qué?. Da lì in avanti Guardiola-Mourinho è diventato un evento mediatico oltre che un incrocio di calcio, con accuse e frecciate senza esclusione di colpi. Ora la sfida si sposta in Inghilterra, per la prima volta nella stessa città.

Marcus Rashford festeggia il gol vittoria in Hull City-Manchester United 0-1.

PERCORSO NETTO, FINORA

Il primo mese delle due squadre di Manchester è stato contrassegnato da un dato comune: solo vittorie nelle partite ufficiali. Lo United ha un leggero vantaggio: non in classifica, dov’è davanti il City solo per differenza reti, ma nel conto dei trofei, perché i Red Devils si sono aggiudicati il Community Shield battendo 2-1 il Leicester City. A Wembley, nel suo esordio, la scena se l’è presa come al solito Zlatan Ibrahimović, alla prima in maglia rossa e subito autore del gol decisivo; lo svedese si è ripetuto poi nelle prime due giornate con tre reti ed è rimasto all’asciutto solo prima della sosta in casa dell’Hull City, dov’è stato Marcus Rashford in pieno recupero a dare i tre punti a Mourinho permettendogli così di arrivare alla pari allo scontro diretto di domani.

Per il Manchester City il mattatore è stato senza dubbio Sergio Agüero, tre gol in altrettante giornate più due alla Steaua Bucarest nell’andata dei play-off di Champions. L’argentino però non ci sarà, colpa di una gomitata a Winston Reid del West Ham punita per tre turni con la prova TV, perciò Guardiola dovrà inventarsi nuove soluzioni per una squadra comunque già rivoluzionata dopo l’era Pellegrini. Le alternative di certo non mancano, perché sul mercato lo sceicco ha speso oltre duecento milioni di euro per rinforzare una squadra già forte, con Nolito, John Stones, Leroy Sané, İlkay Gündoğan e Claudio Bravo che si aggiungono ai vari De Bruyne, Sterling, David Silva e Jesús Navas. Detto che lo United ha comunque speso tanto, con la cifra record per Paul Pogba in testa, non sarà il mercato a fare la differenza: ora conta solo il campo.

Manchester City-West Ham

Il fischio d’inizio di Mark Clattenburg darà il via al primo di una serie di scontri diretti che, anche a distanza, caratterizzeranno la Premier League 2016-2017, dove i Red Devils vogliono risollevarsi dopo gli anni bui del post-Sir Alex Ferguson (troppi risultati negativi sotto Moyes e van Gaal) e i Citizens puntano a consolidare la supremazia cittadina presa nel recente periodo. La vigilia, resa lunghissima dalla pausa per le nazionali, sta finalmente per concludersi: Guardiola e Mourinho non attendono altro, sarà uno spettacolo da non perdere.

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