Solo una preghiera: non chiamatelo predestinato. È il post-it in copertina sul libro della vita di Daniele Rugani, 22enne di Lucca che si sta lentamente prendendo la Juventus. L’anticipo giocato sabato sera dai bianconeri allo Stadium contro l’Atalanta doveva essere la sua partita, e così è stato: Bonucci e Barzagli in infermeria, la difesa reduce dalle tre scoppole incassate dal Genoa, i primi crepitìi della BBC davanti a un monumento come Buffon. AAA Soluzioni Cercansi: e Daniele, il “cucciolo” – come lo chiamavano nonostante (sembra) lui non gradisse a Empoli, dove ha espresso i primi vagiti calcistici – ha risposto presente. Petagna annullato, Gomez limitato e porta di Sportiello battuta, con un colpo di testa che ha indirizzato dopo 18 minuti la partita sul 2-0. E scusate se è poco.

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Empoli, culla bianconera

Toscano di nascita e di formazione calcistica, nato pochi giorni dopo che un simbolo della difesa all’italiana come Franco Baresi aveva dato vita a un recupero-lampo dal ko al menisco nella finale mondiale di Pasadena, Rugani è cresciuto nelle giovanili dell’Empoli: andata e ritorno per Torino, sponda bianconera, ed ecco l’impatto con il calcio che conta, nella Toscana biancoazzurra dove si erano già fatti le ossa Marchisio e Giovinco. Biennio 2013/2015, beniamino del “Castellani” in serie B prima e nella massima serie poi. 78 presenze, 5 reti e una pulizia di gioco e intervento che traspare dal volto dai tratti angelici: una sola ammonizione in 38 partite di A, dato inedito per un difensore. “Non sarà troppo buono?” si chiedeva qualcuno quando Daniele è tornato dalla Vecchia Signora, questa volta per restarci. Dubbi legittimi, ma raramente legittimati: nei momenti di difficoltà – vedi il ko per 3-0 in Coppa Italia nello scorso marzo a Milano, contro l’Inter – Rugani ha trovato i consigli di Leonardo Bonucci, Giorgio Chiellini e Andrea Barzagli. Maestri e guide, che surrogano Allegri nella crescita del ragazzo, che la Juve sta gestendo con oculatezza e garantendogli un processo di crescita graduale, senza bruciare le tappe.

Parola d’ordine: smitizzare

Consigli per l’uso: smitizziamo Rugani. Daniele è un ragazzo di 22 anni ed è già una riserva affidabile in una delle squadre più forti del Continente. Alla sua età, pochi, pochissimi difensori, erano già titolari in una grande squadra e sono i campioni (vedi alle voci Maldini, Nesta, Cannavaro, Scirea) che hanno segnato la storia del nostro calcio. Questo non vuol dire che Rugani non lo potrebbe diventare: Barzagli, a 22 anni, giocava tra Ascoli e Chievo e prima di diventare uno dei migliori interpreti nel suo ruolo è passato tra avventure e disavventure. Bonucci, nel 2009, alla stessa età di Daniele oggi, retrocedeva dalla serie B con il Pisa. Mai entusiasmarsi, abbattersi mai: è il mantra che Allegri gli trasmette nello spogliatoio.

Ma, al netto del viso d’angelo, Rugani in campo non ha paura di nessuno: che di fronte ci fossero Tevez o Totti, Higuain – oggi suo compagno di squadra in bianconero – o Icardi, lui risponde con testa alta e ricerca ossessiva dell’anticipo. La specialità della casa. Abile anche nel disimpegnarsi o nell’avanzare palla al piede, grazie alla sua statura eccelle nei colpi di testa, arma con cui può rendersi utile in fase offensiva. E le due reti realizzate in stagione contro Cagliari e Atalanta ne sono degna testimonianza.

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Nella Smart non c’è più posto

Di fatto, quella Smart che per due anni lo ha accompagnato nel tragitto da Monteboro, sede dei canterani empolesi, fino al “Castellani” ha lasciato il posto a un’auto più potente, così come sono aumentati i giri nel motore di Rugani. Da riserva ad affidabile alternativa, che si giochi a 4 o a 3: la pensa nello stesso modo anche il Ct Ventura, che gli ha dato fiducia – con buoni riscontri – nell’amichevole giocata dalla Nazionale a San Siro contro la Germania. Punto di ripartenza importante, dopo aver compiuto tutta la trafila dalla Nazionale Under 17 fino all’Under 21, Al momento non è semplice sbilanciarsi su quanto potrà essere prestigiosa la carriera di questo giovane difensore, quel che è certo è che la Juventus ha massima considerazione per Rugani: per la gioia di papà Ubaldo, principale artefice della fede bianconera del figlio, tanto da dedicargli su Facebook una lettera aperta nel giugno 2015, data del ritorno ufficiale alla base.

 

Era importante ripartire subito, felice per il gol ma soprattutto per il risultato.. ⚪️⚫️

Una foto pubblicata da Daniele Rugani (@daniruga) in data:

Una passione, quella per la Juventus, che Daniele divide con l’amore maniacale per il tennis: ai tempi di Empoli ci giocava di nascosto, anche dopo la doppia seduta di allenamento. E un giovedì, dopo la seduta mattutina, salì in auto per raggiungere Roma, dove si giocavano gli Internazionali d’Italia. Biglietti comprati, come uno qualunque, partite viste sugli spalti, a letto nella Capitale e ritorno a Empoli in macchina il giorno dopo. Il suo idolo? Roger Federer. Due volti dello sport sano e pulito. Come il suo amore per Michela Persico, storia che riempie il suo profilo Instagram.  Lei è una sexy giornalista dal fisico mozzafiato, che non passa certo inosservata: sempre sorridenti,  che sia sul mare di Porto Venere o su un’isola deserta.

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E ora il rinnovo

Con Bonucci e Barzagli a tifare per i compagni dalla tribuna, il difensore numero 24 non ha fatto rimpiangere le loro assenze, anzi. E gli toccherà farlo almeno fino alla fine del 2016, con il derby di Torino, il big match contro la Roma e la Supercoppa italiana da contendere al Milan all’orizzonte. Preciso, attento, aggressivo, puntuale negli anticipi: adesso sta al ragazzo confermarsi, il passo più difficile per un ventiduenne che veste la maglia della Juventus. L’allenatore crede in lui ciecamente, tanto da spingersi qualche tempo fa in una profezia: “Resterà a Torino per tanti anni“. E lo stesso dicasi per la società: sul piatto c’è il rinnovo del contratto fino al 2021, che il giocatore firmerà a breve, tanto che in Corso Galileo Ferraris è già fissato un appuntamento con il suo procuratore. Il cucciolo è diventato adulto, e vuole governare nella Savana bianconera.

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