L’Ulisse di James Joyce nacque tra i banconi del Bailey, storico pub di Dublino che lo scrittore era solito frequentare, l’Ercole che ha permesso a Martin O’Neill e la sua banda di superare le colonne di qualificazione a Euro 2016 ha invece radici…inglesi. Viene da Moreton, piccola cittadina nei pressi di Liverpool, e si chiama Jonathan Walters: è stato lui, un trentaduenne brizzolato che gioca nello Stoke City, non proprio la squadra più fashion d’Inghilterra, a regalare un sogno ai tifosi della Repubblica d’Irlanda. Riavvolgiamo il nastro fino a novembre 2015: dopo l’1-1 dell’andata, all’Aviva Stadium arriva la Bosnia per gara-2 degli spareggi di accesso alla kermesse francese. Ed è allora che Walters, mai a segno più di otto volte in stagione con le maglie di club (Hull City, Crewe Alexandra, Barnsley, Scunthorpe United, Wrexham, Chester City e Ipswich Town), trova la doppietta che cambia la storia recente dei Boys in Green, e del generoso attaccante classe 1983.

Irlanda, festa
La festa irlandese alla qualificazione

Spirito di sacrificio, consapevolezza delle proprie qualità, ma soprattutto dei propri limiti. Walters è il manifesto calcistico della nuova Repubblica d’Irlanda. Collettivo frutto di un percorso di crescita avviato con Giovanni Trapattoni in panchina, passato per stop imposti da mani de (a)dieu, come quella con la quale Titì Henry regalò il pass per i Mondiali sudafricani alla Francia in uno spareggio che ha fatto la storia, fino a una ripresa sportiva andata di pari passo con quella economica del Paese: la squadra operaia si è conquistata la propria fetta di gloria a modo suo, con fatica, sacrificio e perseveranza. Un deciso passo in avanti rispetto alle ombre sul prestito di 5 milioni concesso dalla Fifa alla federazione irlandese per il caso-Henry e alle prospettive calcistiche del terzo millennio, dove la Nazionale aveva centrato sin qui solo l’accesso a Euro 2012, competizione salutata al primo turno.

La storia calcistica della Repubblica d’Irlanda è sicuramente meno appassionante di quella politica: sin qui ha partecipato a tre edizioni del Campionato del mondo (1990, 1994, 2002), raggiungendo come miglior risultato i quarti di finale nel 1990. Tre sono anche le partecipazioni agli Europei, tra le quali spicca quella ottenuta nel 1988: essa si concluse nel primo turno, col terzo posto conquistato nel Gruppo B alle spalle di URSS e Paesi Bassi, poi finaliste del torneo. I fasti dei primi anni ’90, quando la nazionale toccò addirittura il sesto posto nel ranking FIFA, sono lontani, ma ancor più distante è il 70esimo posto toccato nel giugno 2014, peggior risultato della storia.

Irlanda, Shay Given
Shay Given, una sicurezza tra i pali

A guidare Robbie Keane, immarcescibile bomber passato anche per l’Italia, e compagni, è…un nordirlandese: Martin O’Neill, passato tra le altre per il Leicester di inizio secolo, Celtic, Aston Villa e Sunderland, prima dell’esperienza da Ct avviata nel novembre 2013. È il terzo “straniero” della storia della Repubblica d’Irlanda dopo il Trap e Jack Charlton, decimo tra i 24 allenatori in lizza in Euro 2016 per stipendio (un milione all’anno), che ama disporre i suoi con un pragmatico 4-4-2: pochi svolazzi e tanti muscoli al servizio di una rosa che non brilla per tecnica e si fonda sull’esperienza di O’Shea, Given e Keane per nascondere le lacune di un centrocampo con poco fosforo. In avanti tutto si reggerà sulle spalle di Shane Long, mentre in difesa spicca la gamba di Seamus Coleman dell’Everton.  A  pagare le precarie condizioni fisiche è stato Marc Wilson, “tagliato” dalla lista dei 23, mentre arrivano al rettilineo di partenza con qualche acciacco di troppo Daryl Murphy e Jeff Hendrick, di ritorno da lunghi stop.

Irlanda, Martin O'Neill
Martin O’Neill, ct dell’Irlanda

I dubbi in sede di convocazione non sono stati pochi, come il numero di pre-allertati (ben 35) ha dimostrato: alla fine O’Neill ha evitato scommesse rischiose -vedi alla voce Callum O’Dowda, nazionale Under 21 che gioca in quarta divisione inglese con l’Oxford United- e ha puntato sull’esperienza e l’orgoglio di chi viene da un cammino aspro e lungo. Di certo, chi partirà per la Francia potrà stare vicino anche alla sua compagna, nonostante lo scivolone sessista nel quale lo stesso O’Neill è incappato a marzo (“Le Wags in ritiro? Se sono donne attraenti, sono assolutamente le benvenute. Per quelle brutte, invece, ho paura che non ci sia spazio”). Il girone E, con Belgio, Italia e Svezia, vede i Green partire in quarto piano. Ma a Dublino sono abituati a sconvolgere le gerarchie: nel 2015 l’economia del Paese è cresciuta del 7,8%, accelerando nell’ultimo trimestre dell’anno addirittura al 9. Per il secondo anno consecutivo (era cresciuta del 7% nel 2014), è la ripresa più forte d’Europa; e ora ha superato perfino Cina e India. E mentre in campo interno il pericolo maggiore si chiama “Brexit”, sul campo da calcio Keane e compagni mirano a restare in Europa il più possibile.

Lista dei convocati

Portieri: Shay Given (Stoke City), Darren Randolph (West Ham United),  Keiren Westwood (Sheffield Wednesday)

Difensori: Seamus Coleman (Everton), Cyrus Christie (Derby County), Ciaran Clark (Aston Villa), Richard Keogh (Derby County), John O’Shea (Sunderland), Stephen Ward (Burnley), Shane Duffy (Blackburn).

Centrocampisti: Aiden McGeady (Sheffield Wednesday), James McClean (West Bromwich Albion), Glenn Whelan (Stoke City), James McCarthy (Everton), Jeff Hendrick (Derby County), David Meyler (Hull City), Stephen Quinn (Reading),  Wes Hoolahan (Norwich City), Robbie Brady (Norwich).

Attaccanti: Robbie Keane (LA Galaxy), Shane Long (Southampton), Daryl Murphy (Ipswich Town), Jonathan Walters (Stoke City).

 

Calendario dell’Irlanda ad Euro 2016

1^ giornata
Repubblica d’Irlanda-Svezia (lunedì 13 giugno, ore 18:00) Parco dei Principi, Parigi

2^ giornata
Belgio-Repubblica d’Irlanda (sabato 18 giugno, ore 15:00) Stade de Bordeaux, Bordeaux

3^ giornata
Italia-Repubblica d’Irlanda (mercoledì 22 giugno, ore 21:00) Stade Pierre Mauroy, Lille