Il 2015 sarà ricordato come l’anno dei grandi “vecchi” dello sport italiano. Alcuni, con un sorprendente colpo di coda hanno glorificato una carriera già di altissimo profilo; altri, invece, hanno mancato il bersaglio grosso in extremis dispensando ugualmente emozioni difficili da dimenticare. Nel primo gruppo c’è ben iscritto in calce il nome di Flavia Pennetta. La 33enne brindisina, sollevando il trofeo degli US Open 2015 a New York, ha compiuto un’impresa senza precedenti per il tennis italiano, a margine di un torneo da favola che ha visto due azzurre giocarsi la finale, sul campo in cemento di Flushing Meadows, con buona pace dei tifosi della regina di casa, Serena Williams, sconfitta in semifinale da una commovente Roberta Vinci. Le due pugliesi hanno mandato in tilt un’intera nazione facendo trepidare milioni di italiani davanti alla tv. Al momento della premiazione, poi, l’ennesimo colpo di scena: Flavia ha annunciato il ritiro, ufficializzando una decisione che meditava da tempo, resa più dolce da quel trofeo che il giorno seguente avrebbe sollevato al cielo anche dal punto più alto dell’Empire State Building.

cagnotto

Ma il 2015 dello sport italiano ha visto anche un’altra protagonista al femminile compiere un’impresa storica, a un passo dalla sua ultima Olimpiade a Rio 2016. Ai Mondiali in Kazan, Tania Cagnotto ha battuto per la prima volta le extraterrestri cinesi nella disciplina dei tuffi dal trampolino di un metro, ottenendo così l’oro che mancava alla collezione di trofei che l’ha resa la tuffatrice europea con il maggior numero di podi in carriera. Ora mancherebbe solo il primo posto olimpico. Non sarà impresa facile, ma l’auspicio è potersi ritrovare tra un anno esatto a celebrare il ritiro in bellezza di un’altra grande gloria nazionale. Nel frattempo non resta che continuare a godersi le sue performance.

Non si vive di solo lieto fine, però. Come sempre nella vita, c’è un rovescio della medaglia con cui fare i conti e il 2015 è stato anche l’anno della grande beffa di Valentino Rossi. A un passo dal decimo trionfo mondiale in carriera, il campione di MotoGP si è visto mettere i bastoni tra le ruote dal più giovane Marc Marquez che, uscito troppo presto dalla contesa per il titolo, ha scelto di prendervi parte con l’unica finalità di ostacolare il rivale. E così si è assistito prima alla battaglia dialettica dopo Philip Island, con Rossi che ha denunciato l’atteggiamento scorretto dello spagnolo nella conferenza post-gara, e poi allo scontro di Sepang con caduta del più giovane e conseguente squalifica di Rossi; infine alla rimonta impossibile di Valencia, con il Dottore costretto a partire in fondo alla griglia e solo quarto sul traguardo dietro l’egemonia spagnola che ha regalato il titolo all’altro pilota Yamaha, Lorenzo.

juve

E sul traguardo si è fermata anche la Juventus di un altro grande ‘vecchio’, quell’Andrea Pirlo che avrebbe voluto chiudere una carriera già splendida sollevando un’altra Champions League, in finale contro il Barcellona. Una finale arrivata a gran sorpresa, ad opera di una squadra che dal 2003 non andava così in fondo nella massima competizione continentale per club e che sembrava non riuscire a esprimere in Europa il dominio applicato in Italia. I bianconeri, dopo aver superato gli ostacoli Borussia Dortmund e Real Madrid, ha dovuto chinare il capo di fronte ai marziani del Barcellona, ma per circa un’ora la squadra di Allegri ha accarezzato un’impresa che avrebbe avuto dell’incredibile. Il mancato successo, in ogni caso, non offusca una cavalcata che ha ugualmente regalato spolvero al bistrattato calcio nostrano.

Una nota positiva e una negativa a margine: da una parte il nuotatore Gregorio Paltrinieri che, con i suoi 21 anni, sembra destinato a seguire le orme dei vari Rosolino, Brembilla e Magnini e ai Mondiali in Kazan si è già portato a casa l’oro nei 1500; dall’altra l’Italia del basket che, agli ultimi Europei, nonostante la presenza contestuale dei 4 big americani (Gallinari, Bargnani, Belinelli e Datome) e anche a fronte di una chimica di squadra per la prima volta convincente, si è dovuta arrendere ai quarti di finale, costretta a conquistarsi l’accesso a Rio in un prossimo torneo pre-olimpico.

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