Sono bastati i 12 gol di coppia equamente distribuiti tra Higuain e Insigne, in queste prime otto giornate di campionato, a farci balenare l’idea di misurare le ambizioni-scudetto del Napoli anche attraverso il confronto tra la forza del suo tandem d’attacco e quelli della storia della serie A. Un’operazione ambiziosa, forse inizialmente presa sotto gamba sull’onda dell’entusiasmo di ricostruire interi pezzi di storia calcistica in un periodo in cui va di moda la famigerata “Operazione nostalgia“. Ma è bastato misurarsi concretamente con la materia, confrontarsi con altri “nostalgici”, raccogliere i primi elementi in ordine sparso per esclamare in stile Giovanni nel mitico “Tre uomini e una gamba”: “Non ce la faccio, troppi ricordi“.

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Vien da sé, dunque, che il nostro approfondimento sarà per forza di cose tutt’altro che esaustivo, ma vi diremo di più: non ha nemmeno lontanamente l’ambizione di esserlo. Servirebbe un lavoro di ricerca enciclopedico, ma per quello ci sono gli almanacchi. Ci basterebbe, dunque, trasmettervi l’emozione provata nel ricostruire epoche diverse, recenti e meno, del nostro calcio per essere soddisfatti del lavoro svolto. Doverosa premessa a parte, la carrellata non può che cominciare proprio dalla riva del Golfo di Napoli che, nel passato recente, ha avuto modo di emozionarsi grazie alle giocate di un altro argentino: quel Diego Armando Maradona, capace di comporre un tandem imprendibile con il brasiliano Antonio Careca. Le stagioni migliori tra il 1987 e il 1990 con 28 (rispettivamente 15 e 13), 27 (9 e 19) e 26 (16 e 10) gol che contribuirono alla conquista di due storici scudetti.

Ma la coppia in assoluto più prolifica e longeva è probabilmente quella composta da Trezeguet e Del Piero in maglia Juventus: dieci stagioni insieme, compresa una in serie B, nelle quali hanno confezionato – contando anche le coppe – la cifra astronomica di 355 realizzazioni. Ineguagliabili o quasi, anche se nello stesso periodo, tra il 2001 e il 2009, i milanisti Shevchenko e Inzaghi hanno dato parecchio filo da torcere, toccando quota 199 e strappando, tra le altre cose, la Champions League del 2003 ai rivali. A proposito di Champions poi, la mente vola inevitabilmente al Triplete nerazzurro e a quella fantastica coppia, griffata Mourinho, composta da Eto’o e Milito, capaci di segnarne 45 nelle tre competizioni del 2009-2010.

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Proseguendo nel nostro schizofrenico incedere, facciamo un balzo all’indietro con gli indimenticabili “gemelli” del Torino Pulici e Graziani: gol e successi in maglia granata con il periodo di maggior splendore individuato tra il 1973 e il 1979 con la sequenza di 23 (17+6), 26 (14+12), 36 (21+15), 37 (16+21), 23 (12+11) e 19 (10+9) reti griffate a imperitura memoria di una delle tifoserie più nostalgiche del mondo. Più di recente, nel 2013-2014, Immobile e Cerci hanno provato a seguirne le orme toccando quota 35 (22+13), ma si sono poi rivelati fugaci come una stella cadente, sia per l’immediato abbandono della maglia granata, sia per l’incapacità di ripetersi altrove. Almeno sino ad ora.

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E a proposito di storia, non si può prescindere da altri due gemelli del gol: i doriani Vialli e Mancini, capaci di condurre la Samp di Boskov alla vittoria di uno storico scudetto e sino all’altrettanto epica finale di Coppa dei Campioni, persa solo al supplementare contro il Barcellona. Tante le stagioni trascorse sotto lo stesso tetto, ma tre in particolare ne consacrarono la grandezza, tra il 1988 e il 1991, con 23 (14+9), 21 (10+11) e 31 (19+12) centri in tandem. Tandem che poi si sciolse nell’estate del 1992 con il passaggio alla Juventus dell’attuale opinionista televisivo e con Bobby-gol che continuò a divertirsi facendo gol e consacrando talenti: prima Enrico Chiesa nel 1995-1996 con cui realizzò 33 gol (22 per l’attaccante semi-esordiente in A), poi  Vincenzo Montella, l’anno dopo, con cui il computo salì sino a 36 (21 per l’Aeroplanino).

Entrambi bomber con i fiocchi che proseguirono le rispettive carriere a Parma, dove Chiesa compose un altro meraviglioso tandem con Crespo (73 sigilli, contando solo il campionato, tra il 1996 e il 1999) e a Roma, dove Montella ha vinto anche uno storico campionato nel 2000-2001, addirittura in trio con Batistuta e Totti (20 reti per l’argentino, 13 a testa per gli altri due). A proposito di terzetti, come dimenticare Bierhoff, Amoroso e Poggi? Assoluti mattatori di quel 3-4-3 del precursore Zaccheroni, furono capaci di portare i friulani alla prima storica qualificazione in Europa. Di loro si ricordano in particolare le stagioni 1996-1997 con 38 gol (rispettivamente 13, 12 e 13) e 1997-1998 con 42 (27, 5 e 10).

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Tornando al già citato Batistuta, l’eroe di Firenze ha scritto le più belle pagine soprattutto in coppia con il portoghese Rui Costa, uno che ai gol ha sempre preferito gli assist ma che nelle stagioni 1994-1995 e 1998-1999 riuscì comunque a realizzarne 9 e 10, utili a rinsaldare il bottino del Re Leone, capace negli stessi campionati di siglarne 26 e 21. E restando in casa viola, ricordiamo l’altro splendido tandem composto da Toni e Mutu, che nel 2006-2007 ne piazzarono 32 equamente distribuiti. Ma il romeno si ricorda anche in coppia con un giovanissimo Adriano, ai tempi di Parma, quando nel 2002-2003 i gol furono 33 (15 per il brasiliano).

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Ultime annotazioni a margine, ad alto tasso “nostalgico”, per le coppie d’attacco del calcio di provincia o quasi. Menzione d’onore di diritto per i reggini Rolando Bianchi e Nicola Amoruso che, in quell’incredibile 2006-2007 con Mazzarri in panchina, riuscirono con i loro 35 gol nel capolavoro di salvare la squadra dello Stretto nonostante la partenza ad handicap da -11. Non andò così bene ai baresi Igor Protti e Kennet Andersson che, dodici anni prima, non riuscirono a mantenere la A con i Galletti, nonostante 36 gol in coppia e il titolo di capocannoniere del primo (non era mai successo che una squadra con il miglior marcatore del campionato andasse in B). Non è finita: impossibile dimenticare Baggio-Hubner di Brescia (2000-2001, 10+17), ma anche Signori-Baiano del mitico Foggia di Zeman (1991-1992, 11+16), Corradi e Marazzina del Chievo dei miracoli (2001-2002, 10+13) e ultimi, ma non ultimi, i mitici Skuhravy-Aguilera di quel Genoa capace di sbancare il Liverpool ad Anfield in Coppa Uefa, arrivato a toccare il cielo con un dito anche grazie ai loro bomber.