Manca ormai soltanto la certezza dell’aritmetica, ma la Juventus si sta avviando verso il suo quarto scudetto consecutivo, risultato che potrebbe ottenere già domenica in caso di successo nel derby col Torino e di sconfitta delle due romane. Riuscire a rimanere al vertice per così tanto tempo non è una consuetudine nel panorama calcistico italiano: nei primi anni del Novecento ci riuscirono il Genoa (due volte) e la Pro Vercelli, ma dal 1929-1930, quando è stata istituita la Serie A a girone unico, soltanto in cinque occasioni una squadra è riuscita a diventare Campione d’Italia per almeno tre anni consecutivi.

JUVENTUS 1931-1935

È la prima vera grande striscia vincente del calcio italiano, cinque scudetti di fila dal 1931 al 1935. La Juventus dei primi anni Trenta dominava non solo in Italia ma anche in campo internazionale, e l’ossatura principale della rosa bianconera fu la base della nazionale di Vittorio Pozzo che conquistò i Mondiali del 1934 con ben nove juventini convocati. Allenata da Carlo Carcano e nell’ultimo anno da Carlo Bigatto (che da giocatore vinse il primo dei cinque scudetti) la Juve fu praticamente imbattibile per tutto il cosiddetto Quinquennio d’oro, con una formazione normalmente composta da Gianpiero Combi portiere di grande affidamento, Umberto Caligaris e Virginio Rosetta centrali difensivi nel 2-3-2-3 noto come WW o Metodo, il centromediano Luis Monti (tra i primi oriundi azzurri), le mezzali Renato Cesarini (famoso per i suoi gol allo scadere) e Giovanni Ferrari, l’ala Raimundo Orsi (pure lui oriundo) e il centravanti Felice Borel, capocannoniere nel 1933 e nel 1934. L’egemonia bianconera fu stoppata dal Bologna, che vinse quattro dei successivi sei tornei.

TORINO 1943-1949

Il Grande Torino continua a essere una leggenda a sessantasei anni di distanza, e questo fa capire quanto fosse straordinaria quella squadra che, se non fosse tragicamente scomparsa nel disastro aereo di Superga, avrebbe probabilmente superato il record di cinque campionati di fila. Il primo titolo arrivò nel 1943, poi la Serie A si fermò per la guerra e riprese nel 1946 con un torneo diviso in due: i granata demolirono tutti gli avversari spesso di goleada (125 gol nel 1947-48, record assoluto), e vederli giocare al Filadelfia era uno spettacolo. Cambiò tre allenatori ma non gli interpreti: la formazione Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Ossola, Loik, Gabetto, Mazzola e Ferraris (sostituito nel 1949 da Menti) rimase sempre la stessa fino al 4 maggio 1949, quando di ritorno da Lisbona dopo un’amichevole col Benfica l’aereo che riportava la squadra a Torino si schiantò sulla Basilica di Superga: morì l’intera rosa esclusi due giocatori non convocati, lo staff tecnico e tre giornalisti. La federazione assegnò ai granata il campionato del 1949 d’ufficio.

Una formazione del Grande Torino.

MILAN 1992-1994

L’equilibrio quarantennale in Serie A fu scosso dal Milan di Silvio Berlusconi, che rivoluzionò il concetto di ciclo vincente aggiungendo ai trionfi italiani anche quelli internazionali, prima con l’era di Arrigo Sacchi (otto titoli fra il 1988 e il 1991, su tutti uno scudetto e due Coppe dei Campioni) e poi con quella di Fabio Capello, con tre campionati di fila e la Champions League 93-94 con lo storico 4-0 sul Barcellona in finale. A guidare il primo esempio di squadra dalla rosa ampia e composta da giocatori di altissimo profilo erano i tre olandesi: Ruud Gullit, Frank Rijkaard e Marco van Basten erano i migliori al mondo nei propri ruoli, e nel 91-92 il Milan chiuse il campionato imbattuto. Il tricolore 92-93 fu l’ultimo degli olandesi, ma nel 93-94 i rossoneri rimasero competitiva anche grazie a una difesa strepitosa (Sebastiano Rossi non subì gol per 929 minuti di fila) formata da Franco Baresi, Alessandro Costacurta, Paolo Maldini e Mauro Tassotti, restando ben cinquantotto giornate senza perdere. Nel 94-95 vinse la Juventus, ma nel 1996 Capello trionfò ancora prima di andare al Real Madrid.

La rosa del Milan per la stagione 92-93.

INTER 2006-2010

L’inizio del ciclo vincente dell’Inter è dato dalla giustizia sportiva: nel 2006 lo scandalo di Calciopoli porta alla retrocessione della Juventus e alla penalizzazione del Milan, perciò i nerazzurri ottengono il primo scudetto a tavolino. Con i bianconeri in Serie B il 2006-2007 è una cavalcata quasi senza avversari, chiusa con diciassette vittorie consecutive, novantasette punti e +22 sulla Roma seconda, Roberto Mancini poi vince l’anno dopo all’ultima giornata a Parma e lascia la panchina a José Mourinho, campione nel 2008-2009 al primo tentativo. Zlatan Ibrahimović, protagonista dei tre scudetti “sul campo”, viene ceduto al Barcellona in cambio di Samuel Eto’o e soldi e da lì Massimo Moratti costruisce il capolavoro del Triplete: con il camerunense e Diego Milito i nerazzurri conquistano, fra il 5 e il 22 maggio 2010, Coppa Italia e Serie A a spese della Roma e soprattutto la Champions League, battendo 2-0 il Bayern Monaco al Bernabéu con doppietta dell’attaccante argentino. Il calo inizia con l’addio di Mourinho: Benítez e Leonardo vincono tre trofei nel 2010-11, poi finora più nulla.

JUVENTUS 2012-in corso

Dopo due anni deludenti la Juventus punta su Antonio Conte per riportare ai vertici la squadra e il tecnico leccese fa un’impresa sensazionale, diventando il primo a finire un campionato a venti squadre imbattuto oltre che campione. Il secondo anno arriva Paul Pogba a parametro zero dal Manchester United e lo scudetto viene bissato pur non avendo un attaccante da venti gol a stagione, lacuna colmata nel 2013 con gli arrivi di Fernando Llorente (pure lui a scadenza) e Carlos Tévez, con cui la Juve diventa ancor più una corazzata e stravince la stagione 2013-2014 toccando la mostruosa vetta dei centodue punti, cinque in più del record precedente dell’Inter 2006-2007, vincendo trentatré partite fra cui tutte quelle in casa. Le improvvise dimissioni di Conte al secondo giorno di ritiro fanno pensare alla fine del ciclo, arriva Massimiliano Allegri fra il malumore dei tifosi ma il risultato non cambia, e anzi i bianconeri oltre a essere a un passo dal quarto scudetto consecutivo sono anche tornati in semifinale di Champions League a dodici anni dall’ultima volta.

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