Uno è muscoloso, grosso e potente, l’altro è piccolino, veloce e a tratti imprendibile per gli avversari. Il primo è una giovane promessa che sta (finalmente) mantenendo i patti con il suo talento, il secondo è un capitano all’apice della sua carriera, con un occhio strizzato al calciomercato e l’altro a una piazza che l’ha ormai adottato. Andrea Petagna e Alejandro Gomez sono la “coppia di fatto” che sta destabilizzando i piani alti della classifica e sta guidando l’Atalanta verso il sogno europeo, ormai non più un’utopia con 42 punti in classifica e legittime ambizioni in tasca.

Come vecchi compagni di scuola

Ficarra e Picone,  Cip e Ciop, Stanlio e Olio, Super Mario e Luigi, Batman e Robin. Tanti sono i duetti che hanno ispirato il “Papu”, come in Italia lo conosciamo dai tempi del suo atterraggio a Catania dal San Lorenzo, e l’”Orsetto”, come lo stesso Gomez chiama scherzosamente Petagna: otto anni di differenza tra i due, ma un’intesa da vecchi compagni di scuola. Dentro e fuori dal campo. Otto reti Gomez, cinque l’attaccante scuola Milan. Merito anche della palestra: quella che ha irrobustito l’esterno argentino, rendendolo più agile nei contrasti, unica pecca di un repertorio potenzialmente da top player, e di quella che ha invece “rivisto” Petagna, che nell’ultimo ritiro ha perso peso e diminuito una massa muscolare più da lottatore che da centravanti.

Petagna

L’oro, di Napoli

E pensare che l’alba della stagione non era stata ricca di luce, per entrambi: il “Papu” soffocato dagli schemi di Gasperini e da un 3-5-2 che lo voleva molto vicino ad Alberto Paloschi, prima scelta per l’attacco e colpo del mercato estivo dei bergamaschi. E se per Gomez presenza in campo e fascia da capitano al braccio non sono mai stati in discussione, a Petagna andava addirittura peggio: dopo un peregrinare in B con le divise di Vicenza, Latina e Ascoli era arrivata la chance di tornare in A. Ma da terza scelta, dopo appunto Paloschi e Pinilla. Posizioni scalate in meno di un mese: “prima” da titolare il 26 settembre sul neutro di Pescara, in Crotone-Atalanta 1-3. 120 secondi e un gol di potenza e precisione lo rilanciava nelle gerarchie del Gasp.

Ma la vera svolta è maturata la settimana dopo, il 2 ottobre: all’”Atleti Azzurri d’Italia” arriva il Napoli e Gasperini decide di dare fiducia ai suoi ragazzi. Gagliardini e Caldara da carneadi a titolari, il “toro” Petagna confermato nel cuore del tridente completato da Kurtic e Gomez. E Andrea risponde: tiene in ambasce l’intera difesa azzurra e realizza la rete della vittoria. Finalmente, si parte.

Gol in campo, scherzi sui social

Si parte. Per un viaggio che non coinvolge solo la Dea, ma anche i tifosi. Già. Perché Petagna e Gomez sono amici anche fuori dal campo: e lo dimostrano su Instagram, dove sono diventati rapidamente degli influencers. “Petagna è un grande giocatore, un orsetto grosso con tanti peli” lo irride simpaticamente il numero 10. “Gomez è il mio ottavo nano” sorride Petagna, che qualcuno nello spogliatoio chiama “Il tronista” per il fisico possente e il sorriso da playboy.

E sul web viaggiano anche gli schemi: no, nessuna rivelazione sul modulo nerazzurro, ma schietti suggerimenti. Come quando il centravanti è ricorso alla celebre lavagnetta dei Simpson per dare un suggerimento al partner d’attacco: “Devo fare più assist per Petagna, devo fare più assist per Petagna”. Un mantra, servito a poco domenica scorsa contro il Cagliari, quando in occasione della seconda rete è stato ancora il centravanti a ispirare Gomez per il destro a giro che ha chiuso i giochi. Furbo, smaliziato e decisivo: come “Quel nano infame”, come la locandina photoshoppata da Petagna sui social ha ribattezzato il suo capitano.

Petagna e Gomez, twins

Twins

Danny De Vito e Arnold Schwarzenegger: cos’ha in comune questa coppia del cinema con Gomez e Petagna? Un fotomontaggio che li coinvolge, facendo il verso al film “Twins” di Ivan Reitman. Ma gemelli lo sono anche a filo d’erba: la loro intesa sconvolge per rapidità e fluidità dei meccanismi. A goderne sono anche Kurtic, Conti e Kessie, altri inediti goleador dell’Atalanta che stupisce. Il Papu largo a sinistra tiene sotto pressione almeno due avversari, Andrea difende con il corpaccione i palloni sporchi e gli interni e il laterale opposto – Conti appunto – ne possono approfittare con inserimenti sul secondo palo.

Chiedere agli avversari incrociati dagli orobici da ottobre in avanti. L’attaccante che con il Milan aveva esordito sia in Champions che in Serie A non guarda indietro (“Tifo per il Milan e lo ringrazierò a vita per avermi fatto debuttare tra i professionisti, ma ora sto benissimo a Bergamo”) e ringrazia il suo attuale allenatore, il Papu ha ammesso di guardare a una “big”, ma per ora si “accontenta” di guidare una flotta scatenata, stupendo con le sue mutevoli fasce da capitano.

Gomez e Petagna for men

Pronti per “Mission Impossible”

Già, perchè Messi e Ronaldo sono per ragazzi, Gomez e Petagna per gli uomini, come scherza una locandina diventata presto virale su pc e smartphones. Come novelli Robinson Crusoe, hanno preso per mano l’Atalanta alla “ricerca della felicità”, altra locandina scherzosamente bistrattata da questa strana coppia. La più bella dei social, come Sandra e Raimondo. Esempio vivente di intesa, una delle componenti fondamentali del calcio: come la tecnica, il fisico e la tattica si può migliorare con l’allenamento e il tempo, ma spesso è una questione di affinità naturale. Come per Gomez e Petagna.

Intanto l’Atalanta ha già chiesto al Sassuolo ospitalità al Mapei Stadium di Reggio Emilia in caso di Europa League. Oggi l’Europa, dalle parti di Bergamo, non è più solo un sogno, ma un obiettivo che si può raggiungere. Allora, Papu e Andrea, siete pronti per girare il remake di “Mission Impossible”?

 

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