Fantasmi in Inghilterra. Ma non nei castelli e nei manieri che, tutto sommato, fanno anche atmosfera (e turismo). No, negli stadi di almeno due squadre di Premier League. Non pensate a strani esseri con il lenzuolo bianco addosso, ma ad autentici spettri contro cui rischiano di scontrarsi – da subito – le velleità da titolo del Tottenham e di una stagione senza patemi per il West Ham.

Come molti sapranno, gli Speroni caldi di Tottemham hanno dovuto temporaneamente abbandonare il loro storico impianto, White Hart Lane, teatro di battaglie e di successi, per trasferirsi nel maestoso Wembley di Londra. Che poi è pure la casa della Nazionale inglese. Ma se qui questi ultimi spesso hanno costruito le loro imprese, non altrettanto si può dire per la squadra di Maurizio Pochettino, che se non era superstizioso qualche mese fa, ora forse un po’ lo sarà diventato.

L’inizio del campionato è stato di quelli per l’appunto spettrali. Sconfitta contro i campioni in carica del Chelsea di Antonio Conte, negli ultimi minuti di gioco per la doppietta di Marcos Alonso. E dire che l’esordio era stato niente male, 2-0 a favore, ma a Newcastle. Qualcuno dirà: contro i Blues una sconfitta ci può stare. Una settimana dopo, però, la malasorte (o gli spiriti maligni) ci hanno messo di nuovo la zampa, di nuovo a Wembley, con il Burnley che ha strappato l’1-1. E se il Chelsea l’aveva fatta franca all’88’, il piccolo Burnley ha racimolato un punto addirittura a tempo scaduto.

Troppo poco per parlare di fantasmi, sogni di titolo (in soffitta) e voglia, tanta voglia di tornare a giocare in casa? Beh, sappiate che Wembley si era chiuso come un sarcofago sulle speranze di gloria di Pochettino & C. pure l’anno passato e sempre contro la bestia nera Chelsea. All’epoca erano le semifinali di Fa Cup e Conte festeggiò il 4-2. Proprio Don Antonio, uno che punta sulle motivazioni dei calciatori e crede poco alle favole paurose, ha in realtà smontato le paure che si stanno facendo strada nei tifosi del Tottenham, spiegando che in realtà Wembley è talmente grandioso da stimolare oltremodo l’avversario. Insomma, sarebbe questo il segreto. Ma si sa, Conte arriva da Lecce, mica dall’Inghilterra dei castelli infestati dai fantasmi.

Wembley spauracchio, White Hart Lane fortino: pensate, l’anno scorso gli Spurs finirono imbattuti, con solo due pareggi (con Leicester e Liverpool) e ben 17 vittorie. Se non saranno fantasmi, saranno streghe. E bisogna spezzare presto questo sortilegio perché Wembley quest’anno sarà lo scenario (si spera non da incubo) che Harry Kane e compagni vedranno una settimana sì e una no.

C’è anche chi tira in ballo White Hart Lane come se fosse un essere umano. Prossimo alla morte, avrebbe lottato fino alla fine al fianco dei suoi prodi calciatori, spingendoli oltre ogni limite. Insomma, siamo sempre nel campo della mistica, del paranormale.

L’unica consolazione per quelli di Tottenham è che qualcun altro sta passando qualcosa di simile. Il West Ham, infatti, nel suo Upton Park difficilmente faceva cilecca. Spostatosi nel nuovo impianto, l’Olimpico, già sul finire della Premier League 2016/2017, ha cominciato a prendere schiaffi e goleade. Solo un caso? Oppure anche qui si nascondono fantasmi e streghe? A proposito, Upton Park è stato distrutto. Dunque, gli Hammers devono in fretta dimenticare ciò che si vocifera se non vogliono finire nel calderone, proprio come se vecchie megere preparassero un pasto con i calciatori del West Ham quale portata principale. Ma se siete ancora scettici, lasciateci parlare un altro po’ di strane coincidenze, che proprio normali non sono.

Upton Park ha chiuso i battenti il 10 maggio 2016 e sapete come è andata? Il West Ham ha rifilato un indimenticabile 3-2 al Manchester United in rimonta, con rete di Winston Reid a cinque minuti dalla fine. Poi, è stato dato l’addio a un mito, con tante leggende presenti, che resisteva da 112 anni. All’epoca nessuno pensava che l’Olimpico sarebbe stato invece un prato così dispettoso con i padroni di casa, che già ad agosto si sono accorti di non essere più nel salottino benedetto: hanno perso infatti il treno per l’Europa League contro l’Astra Giurgiu e hanno rischiato persino la retrocessione.

Ma noi insistiamo perché siete ancora scettici. Sapete cosa è venuto fuori mentre si demoliva Upton Park? I resti di quello che potrebbe essere il castello di Anna Bolena (l’altro nome dello stadio era ‘Boleyn Ground’). Un castello, appunto.

Se ora vi siete convinti che il West Ham giochi anche contro spiritelli e folletti, torniamo di nuovo un momento al Tottenham. L’anno passato, gli Spurs erano stati abbondantemente avvertiti dalla sorte: lasciate perdere Wembley. In cinque esibizioni, l’anno scorso, qui i londinesi persero tre competizioni. Come se all’entrata ci fosse scritto ‘Lasciate ogni speranza o voi che entrate’, rivolto però a Pochettino. Volete sapere lo score? In Champions sconfitte con Monaco e Bayer e vittoria inutile contro il Cska Mosca; 2-2 con il Gent dopo lo 0-1 subito in Belgio e addio Europa League; poi il 2-4 con il Chelsea di cui abbiamo già parlato. Insomma, un esorcismo ci potrebbe stare bene. Visto che un Rozzi che butta il sale è roba da commedia italiana anni ’80 e non da English establishment.

Non è neanche la prima volta che il calcio deve fare i conti con superstizioni e avvenimenti apparentemente inspiegabili. Il più famoso è sicuramente l’anatema lanciato dall’allenatore Bela Guttmann, che il primo maggio del 1962 disse: “D’ora in avanti, il Benfica non vincerà più una coppa internazionale, per almeno 100 anni”. Com’è andata secondo voi? Che all’ultimo atto i portoghesi ci sono arrivati spesso, dieci volte, ma che mai hanno portato a casa il trofeo. Troppe sconfitte per pensare che sia solo un caso. Potrebbe essere un condizionamento psicologico, direbbero quelli razionali. Tutti gli altri sono liberi di pensare che i fantasmi, nel calcio, sono pure peggio degli arbitri.

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