Chi ama il calcio e il romanticismo delle storie che sa regalare, non può che rabbrividire all’idea di un movimento che segua solo logiche economiche. Decidere a tavolino vita, morte e miracoli di un campionato (o più) in funzione delle dimensioni di una piazza e dell’indotto che riesce produrre è quanto di più lontano dall’idea di sport e di sana competizione. È per questo che, dopo aver messo in fila le 10 squadre provinciali che hanno fatto la storia degli ultimi 30 anni (in barba a quel che pensa Lotito, diciamolo!), oggi vogliamo indicarvi i 10 talenti di provincia pronti al salto in una “big”. Prima di lasciarvi all’elenco, però, val la pena precisare che abbiamo evitato di proporre nomi “scontati” quali Zaza, Berardi, ma anche Darmian (con tutto il rispetto per il Torino che sta gradualmente tornando agli antichi fasti) che, di fatto, hanno già conquistato la Nazionale o hanno comunque un percorso segnato davanti a sé.

1. RUGANI (Empoli)

Classe ’94, ha bruciato le tappe alla velocità della luce. Sfornato dal florido vivaio toscano, ha disputato un intero campionato da titolare in B, lo scorso anno, alla prima esperienza da professionista e ora sta strappando applausi anche nella massima serie. Sempre titolare, sempre con quell’eleganza e quello stile che hanno fatto innamorare di lui la Juventus, prontissima a battere tutti sul tempo e ad acquistarne la comproprietà in vista della stagione 2015-2016. La Nazionale di Conte è il passo successivo.

2. ZAPPACOSTA (Atalanta)

Compagno di Rugani in Nazionale Under 21, di due anni più grande (’92), è alla prima esperienza in A, dopo essersi formato alla corte dell’Avellino tra Prima Divisione e Serie B (rispettivamente due e una stagione). A inizio campionato ha patito il salto di categoria, non ha reso come avrebbe potuto e si è fatto coinvolgere nel cattivo momento degli uomini di Colantuono. Poi la svolta: l’avanzamento a centrocampo, i primi gol (al momento sono tre)  e quella continuità di rendimento che lo aveva contraddistinto nelle passate stagioni. Si mormora che sulle sue tracce ci siano diverse big, non resterà che scegliere la migliore destinazione. In alternativa segnaliamo, nello stesso ruolo ma in B, il barese Sabelli (’93): scuola Roma, Under 21 anche lui, deve solo maturare ed evitare quelle punte caratteriali che lo portano a collezionare cartellini rossi; per il resto è uno dei migliori prospetti nel ruolo di esterno.

3. GONZÁLEZ (Palermo)

Non è più di primo pelo (classe ’88), ma alla prima esperienza fuori dal territorio americano (è un nazionale costaricano) ha sùbito rapito l’attenzione di numerosi osservatori. Centrale difensivo, dotato di anticipo, lettura di gioco, abilità in marcatura e buone capacità anche nel guidare l’intero reparto. Dopo la partenza di Munoz è l’unico punto fermo della retroguardia di Iachini.

4. DEFREL (Cesena)

Francesino tutto pepe, cresciuto alla scuola italiana. Gli esordi al Parma, poi il Foggia in Prima Divisione, quindi il Cesena dove ha spiccato il volo, contribuendo alla promozione in A dei romagnoli. Baricentro basso, ottima tecnica: evidente la predilezione per un calcio meno muscolare e più ragionato. Non sarà un caso che nella massima serie, disputando la metà delle partite, abbia già segnato più dello scorso anno in B (cinque reti al momento). In alternativa, nello stesso ruolo in B, puntiamo su Leonardo Spinazzola (’93), scuola Juventus, ora al Vicenza: attaccante esterno, brevilineo e con grande senso del dribbling; deve solo trovare maggiore continuità.

5. VALDIFIORI (Empoli)

È il più “anziano” della compagnia (’86), ci ha messo un po’ ad arrivare ad alti livelli, ma si è conquistato sul campo tutti i riconoscimenti che la critica gli sta tributando quest’anno. È stato ribattezzato il “Pirlo dei poveri”, per visione di gioco, capacità di essere un punto di riferimento costante per i compagni e per l’abilità nel dettare i ritmi e le giocate. Architrave del gioco di Sarri, è il terzo miglior assistman del campionato e il secondo per numero di azioni pericolose create a beneficio dei compagni. Può raggiungere palcoscenici importanti e magari affacciarsi anche in Europa.

6. ZUKANOVIĆ (Chievo)

Anche lui contribuisce ad innalzare l’età media della nostra top ten (classe ’87), ma merita a tutti gli effetti la menzione per l’impatto avuto nelle situazioni tattiche dei clivensi. Con serietà e buona predisposizione al sacrificio, è riuscito a conquistare una maglia titolare in una retroguardia che da anni sembrava cristallizzata sulle stesse facce. Bravo nelle due fasi, lungo la fascia destra è capace di spingere e rinculare offrendo maggiore copertura al reparto centrale. In aggiunta ha mostrato un sorprendente killer instinct sotto porta e capacità balistiche anche da calcio piazzato (per info chiedere al Parma).

7. JOSÉ MAURI (Parma)

È il più giovane della compagnia (’96), ma la stagione balorda del Parma ha fatto passare in secondo piano il suo exploit nel centrocampo emiliano. Promosso titolare sin dagli albori del campionato, è l’unico che tra i numerosi alti e bassi della squadra ha saputo mantenere la barra dritta. Mediano dotato di tecnica e capacità di inserimento, ha geometrie, visione di gioco e anche una discreta botta dalla distanza. Si ricollocherà in fretta sia che il Parma fallisca, sia che riesca a sopravvivere.

8. LARIBI (Bologna)

Ha già assaggiato la serie A con il Sassuolo proprietario del cartellino, ma dopo le esperienze con Latina e Bologna ci tornerà senza dubbio, adesso con un bagaglio di maggiore consapevolezza e cattiveria. Esterno sinistro, con buone propensioni offensive, lo scorso anno ha guidato i laziali sino alla finale playoff; a Bologna, invece, ha già realizzato sette gol, rivelandosi una delle realtà più belle della serie cadetta. Classe ’91, a fine stagione il suo valore di mercato sarà quanto meno raddoppiato. In alternativa suggeriamo il barese Galano, anche lui del ’91, quest’anno meno efficace dello scorso, sia perché coinvolto in una stagione poco felice della sua squadra, sia perché rimasto controvoglia in B. Esterno mancino con colpi da campione: 13 gol nel 2013-2014, solo due quest’anno. Pronto per il grande salto, ma caratterialmente ancora da inquadrare.

9. MBAKOGU (Carpi)

Classe ’91, nigeriano d’origine ma di formazione calcistica italiana, ha mosso i primi passi in provincia di Venezia, per poi approdare al Padova e quindi alla Juve Stabia dove, tra Prima Divisione e Serie B, ha messo insieme una media di 20 gare a stagione senza mai raggiungere la doppia cifra in termini di gol. Lo scorso anno a Carpi 7 reti (in 28 presenze) che quest’anno, con quattro gare in meno, ha quasi doppiato (quota 13). Questo, di fatto, è l’anno della sua consacrazione. Attaccante fisico, rapace d’area, capace di far gol in tutti i modi e di giocare per la squadra. Farà comodo a tanti.

10. VIVIANI (Latina)

Under 21 scuola Roma, ancora di proprietà dei giallorossi, sta maturando preziose esperienze in serie B, dove ha esordito nel 2012 con il Padova, dopo aver collezionato anche sei gettoni nella massima serie alla corte di Luis Enrique, che si era calcisticamente invaghito di questo regista che deve a Stramaccioni (ai tempi degli Allievi della Roma) l’impostazione nel ruolo davanti alla difesa. Ottimo elemento, capace di dettare ritmi e giocate, ha un piede dolcissimo sui calci piazzati: quest’anno ha già realizzato cinque gol.