Il derby in terra monegasca fra le due milanesi per aggiudicarsi Geoffrey Kondogbia, finito all’Inter dopo un weekend ricco di colpi di scena, è solo l’ultimo capitolo di una lista di operazioni riguardanti nerazzurri e rossoneri: a partire dagli anni Novanta questa tendenza si è accentuata e ha portato a trasferimenti da una parte all’altra dei Navigli, colpi bassi, giocatori “scippati” a un passo dalla firma e veri e propri dispetti di mercato. Qualche volta è andata bene all’Inter, altre volte invece è stato il Milan a fare un affare ai danni della concorrenza, di certo il “patto di non belligeranza sul mercato” fra i due club, ipotizzato la settimana scorsa a seguito di una presunta telefonata di Adriano Galliani a Marco Fassone, non c’è mai stato e probabilmente non esisterà mai. Non solo Kondogbia quindi: ecco un riassunto delle altre operazioni che hanno fatto la storia.

ANDREA PIRLO

La madre di tutte le trattative pro-Milan. È l’estate del 2001, Pirlo ha da poco compiuto ventidue anni ed è reduce da una stagione passata per metà in prestito al Brescia, dove Carlo Mazzone lo porta a giocare per la prima volta da regista anziché da trequartista. All’Inter è in esubero e così negli ultimi giorni di giugno il Milan lo acquista per trentacinque miliardi di lire: è la svolta della carriera, perché Pirlo in rossonero diventa uno dei centrocampisti più forti del mondo, vince tutto tra cui due Champions League e i Mondiali 2006 con l’Italia.

MAURIZIO GANZ

Più che una trattativa fra le due sponde di Milano è una rivincita personale. Nella stagione 97-98 l’arrivo di Ronaldo all’Inter toglie spazio all’attaccante friulano, autore di trentacinque gol nelle due stagioni precedenti, e lui chiede di essere ceduto: va al Milan per soldi più la seconda metà di Francesco Moriero e un mese dopo segna in un derby di Coppa Italia finito 5-0, diventando un traditore agli occhi dei suoi ex tifosi per l’esultanza sfrenata. Vince lo scudetto nella stagione 98-99 risultando decisivo nel 3-2 alla Sampdoria della 31ª giornata.

FRANCESCO COCO – CLARENCE SEEDORF

È passato alla storia come uno degli scambi più scriteriati della gestione Moratti, assieme a Cannavaro-Carini con la Juventus. Dopo due anni e mezzo di alti e bassi Seedorf lascia l’Inter per andare al Milan in cambio di Coco, di ritorno dal prestito al Barcellona e voluto da Héctor Cúper. Il terzino in nerazzurro gioca pochissimo, fermato dagli infortuni, mentre l’olandese diventa una colonna portante del Milan di Carlo Ancelotti (decisivo nella Champions League 2006-07) e firma il 3-2 in rimonta nel derby di febbraio 2004 con un gol memorabile.

ZLATAN IBRAHIMOVIĆ

Come accaduto con Kondogbia è successo altre volte che Adriano Galliani si facesse soffiare un giocatore importante dall’Inter all’ultimo momento. Con la Juventus retrocessa in Serie B per Calciopoli Ibrahimović vuole andarsene e sembra tutto fatto con il Milan, ma quando i rossoneri sono impegnati col preliminare di Champions League contro la Stella Rossa Branca si inserisce e chiude l’affare in nottata. Ibra fa le fortune di Mancini e Mourinho (anche con la cessione per soldi più Eto’o), al Milan ci finisce nel 2010 dal Barcellona.

GIACOMO BONAVENTURA

Ultimo giorno della sessione estiva di calciomercato per la stagione 2014-2015: Inter e Milan sono alla caccia di un centrocampista, i nerazzurri trattano Bonaventura con l’Atalanta mentre i rossoneri chiudono lo scambio tra Biabiany e Zaccardo col Parma, clamorosamente saltato quando il francese aveva già fatto le prime foto. Galliani sfrutta il fatto che l’Inter stia temporeggiando con l’Atalanta perché deve prima cedere Fredy Guarín e approfitta della presenza di giocatore e dirigenti orobici a Milano per strapparlo ai cugini all’ultimo istante.

ALESSIO CERCI

La scorsa stagione sono state due le volte che il Milan ha preso un dichiarato obiettivo di mercato dell’Inter, una a settembre e l’altra a dicembre: se per Bonaventura si è trattato di un affare non si può dire lo stesso di Cerci, flop in piena regola e tutt’altro che rimpianto dagli interisti, nonostante fosse richiesto da Roberto Mancini. L’idea nasce grazie a Fernando Torres, che dopo quattro mesi pessimi vuole tornare all’Atlético Madrid: lo scambio di prestiti viene annunciato alla vigilia di Natale ma il ritorno in Italia di Cerci è incolore.

CHRISTIAN VIERI

Dopo sei ottime stagioni in nerazzurro con 123 gol messi a segno l’Inter e Vieri si lasciano con una rescissione consensuale. La punta è quindi un parametro zero e Adriano Galliani, sempre attento a queste occasioni, non perde tempo e il 5 luglio 2005 gli fa firmare un biennale, facendolo diventare un traditore a tutti gli effetti. Per Bobo le cose in rossonero vanno male: segna due gol, solo uno in Serie A all’Empoli, fa molta panchina, a gennaio passa al Monaco ma prima si fa superare di testa da Adriano che segna al 91′ il gol del 3-2 nel derby.

DAVID SUAZO

Uno dei pezzi pregiati dell’estate 2007 è David Suazo, in uscita dal Cagliari. Massimo Cellino annuncia il 13 giugno la sua cessione all’Inter per quattordici milioni più Acquafresca. A sorpresa però nella notte fra il 18 e il 19 è Milan Channel che annuncia dell’ingaggio dell’honduregno, dando il via ad alcuni giorni di litigi verbali fra le due società, con Galliani che fa capire di essersi preso una rivincita per la vicenda Ibrahimović. Alla fine il giocatore spinge per voler andare all’Inter e il Milan si ritira, dopo aver preso atto di un contratto già firmato.

FABIO CANNAVARO – ALESSANDRO NESTA

Una sorta di Sliding Doors ambientato a Milano, con i difensori più forti dell’epoca che vedono i propri destini incrociarsi in pochi giorni. Cannavaro sembra conteso fra Juventus e Milan ma ai primi di agosto si inserisce l’Inter, che nel frattempo non riusciva a chiudere Nesta con la Lazio e aveva urgenza di un difensore per fare i preliminari di Champions League contro lo Sporting. I biancocelesti devono cedere per problemi finanziari, nonostante le smentite di Silvio Berlusconi all’ultimo giorno di mercato Nesta diventa rossonero: affare Milan.

RONALDO

Il Fenomeno è stato il grande colpo di mercato dell’era Moratti, ma dopo la cessione al Real Madrid i rapporti si raffreddano. Nel 2006, perso Ibrahimović, il Milan prende Ricardo Oliveira ma è un flop, a gennaio 2007 serve un altro attaccante e la scelta incredibilmente ricade su Ronaldo, preso per 7.5 milioni di euro dopo una settimana di trattative. È però un altro giocatore rispetto a quello ammirato dal 1997 al 2002, gioca poco e chiude con un nuovo infortunio al ginocchio col Livorno. Segna al primo derby da avversario ma vince l’Inter 2-1.

ARTICOLI SIMILI

0 210

0 153