Repubblica Ceca, Genova, lo stadio di Marassi come palcoscenico, l’urlo di 30000 tifosi, che sembrano almeno il doppio, dopo ogni gol. Un coro, “Con le sue reti si vola, facci la capriola, facci la capriola”.

Tomáš Skuhravý, per i tifosi del Genoa, è qualcosa in più di un attaccante capace di segnare 57 gol e di portare i colori rossoblu a un passo dalla finale di Coppa Uefa. Skuhravý è un idolo senza tempo, l’altra metà della mela di una coppia, quella con “Pato” Aguilera, che ancora oggi viene presa come prototipo del duo offensivo perfetto. Il gigante di 1 metro e 90, generoso e potente, il piccolo tecnico e imprendibile e un’intesa che sfiora la telepatia.

Repubblica Ceca, Genova, lo stadio di Marassi, stavolta dal versante blucerchiato. Un ragazzino di 20 anni, alto quasi 1 e 90, nato nello stesso paese di Skuhravý e partito dalle giovanili dello Sparta Praga (il club in cui il gigante di Přerov nad Labem ha iniziato a bucare le porte) è arrivato alla Samp senza grossi squilli di tromba. Si chiama Patrik Schick, e solo chi segue un po’ le Nazionali Under 21 sa che ha segnato 8 gol nelle prime 7 partite giocate con la propria nazionale giovanile. Schick è del ‘96 e non può aver visto le partite del suo connazionale con la maglia del Grifone, non era ancora nato. Forse le ha recuperate su Youtube.

Il suo percorso è tanto simile quanto diverso da quello di Skuhravý. Schick è arrivato in Italia dopo un buon campionato giocato in prestito al Bohemians, squadra di media classifica del campionatocCeco, il suo predecessore sbarcò in Italia a 25 anni da vicecapocannoniere dei Mondiali delle “Notti Magiche”, dietro solo a un signore di nome Totò Schillaci. Era un altro calcio, oggi uno come Skuhravý potrebbe essere il centravanti di Juve, Napoli o Roma e giocare per vincere il campionato.

Patrik ad oggi è un prospetto ancora tutto da formare e davanti ha giocatori di livello assoluto come Muriel e Quagliarella, ma nelle poche occasioni in cui Marco Giampaolo lo ha schierato in campo ha già dimostrato di avere un potenziale incredibile. I centravanti del suo paese erano spesso giocatori generosi, del fisico imponente, a volte ben oltre il metro e 90 di altezza. Skuhravý, il gigantesco Jan Koller, 202 cm di tecnica e sapienza calcistica, Lokvenc, meno famoso degli altri due ma che allo Sparta e in Germania ricordano bene, hanno segnato un’epoca nel loro paese.

Schick, da un punto di vista tecnico e strutturale, rappresenta l’evoluzione del centravanti ceco. Non solo alto e generoso, ma capace di giocate di tecnica sopraffina e veloce a tal punto da saltare l’uomo grazie ad una rapidità degna di un brevilineo. Una dimostrazione? Guardate gli highlights della partita di Coppa Italia della scorsa settimana contro il Cagliari.

Il velo sul gol di Alvarez, un gol di piatto sinistro dopo un controllo al volo e un altro gol, che forse è quello che spiega meglio che tipo di giocatore può diventare. Lato destro dell’area, con un movimento fulmineo salta il difensore avversario e, dopo un uno-due con un compagno, scarica col suo mancino nell’angolo della porta avversaria. Quelli di un metro e 90 prima queste cose potevano solo sognarle (a parte Van Basten, che era 20 anni avanti), ma nel calcio di oggi giocatori del genere esistono e fanno la differenza, vedi Ibra (l’idolo di Patrik, manco a farlo a posta) o Lewandowski.

Schick può arrivare a quel livello? Difficile, ma non impossibile. Molto dipenderà dalla voglia di allenarsi e migliorare costantemente, ma intanto ha segnato al suo esordio in Nazionale maggiore e domenica, a pochi minuti dall’ingresso in campo, ha chiuso la partita con il Torino. Altro fatto da non trascurare: ha segnato un gol contro la Juve allo Stadium con un sinistro angolato degno di un grande centravanti, segno che la personalità non manca di certo. L’ultimo quasi coetaneo a bucare la difesa dei Campioni d’Italia nel loro stadio in maglia Samp ora indossa la fascia di capitano dell’Inter e segna con discreta continuità.

E chissà cosa pensa Skuhravý del suo connazionale, se lo ha visto giocare e gioire per i gol segnati finora. Dopo più di 20 anni un altro attaccante ceco sta diventando protagonista a Marassi, con la maglia della rivale cittadina del Genoa. Sulle orme di Thomas, ma con un percorso ancora tutto da costruire. Un percorso che però può portare Schick lì dove nemmeno il suo predecessore è mai arrivato.

 

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