Esultanze momenti d’estasi. In cui si perdono i freni inibitori. Esultanze che restano nella storia (vedi l’urlo di Tardelli e la corsa di Grosso). Ma pure esultanze provocatorie o addirittura offensive. I calciatori, dopo un gol, non si contengono. Quelli più abituati a segnare, preparano vere e proprie scenette, talvolta divertenti e altre volte incomprensibili. Anni fa, andava di moda mettersi la maglia sopra alla testa – ricordate Fabrizio Ravanelli – o togliersela proprio quella maglietta (cosa che succede ancora oggi e costa il cartellino giallo). Quando un calciatore è arrabbiato, è pericoloso. Perché può mandare messaggi al mister che l’ha tenuto troppo a lungo in panchina, ai tifosi avversari che lo avevano fischiato incessantemente, agli stessi supporter che, appunto, non lo avevano supportato adeguatamente nelle settimane precedenti.

L’ultimo caso arriva dall’Argentina, in River PlateRosario Central. Gutierrez pareggia al ‘Monumental’ e, da ex, ben lungi dal non festeggiare, va sotto la curva del River e ‘disegna’ con le mani il simbolo della squadra di casa, in modo sprezzante. Inutile dire che segue una vera e propria rissa, con tanto di caccia all’uomo. In un derby Torino-Juventus, l’allora giovanissimo Enzo Maresca fece qualcosa di molto simile: segnò il 2-2 per i bianconeri quasi allo scadere e poi iniziò a correre con due dita sopra al capo a simulare le corna. Chiaro sbeffeggiamento del Toro e del modo di esultare granata, in particolare di Marco Ferrante. Allora, furono gli stessi compagni di Enzino a dover portare via, sotto scorta, il giocatore.

ZLATAN IBRAHIMOVIC

Maestro dello sfottò è Zlatan Ibrahimovic, girovago del pallone. Lo svedese non ha paura di nessuno, in campo. Quando la sua carriera all’Inter volgeva ormai al termine, dopo un gol si rivolse ai suoi stessi tifosi, guardandoli negli occhi in segno di sfida, zittendoli e facendo pure un gestaccio: era il 2009, l’attaccante aveva segnato e fornito l’assist a Muntari per il 2-0 alla Lazio. Il ‘mal di pancia’ era esploso anche pubblicamente, i tifosi lo avevano fischiato per alcuni errori nel primo tempo.

Ibra se l’è presa ancora con i tifosi all’Inter quando è passato ai cugini del Milan e ha trasformato il rigore dell’1-0 contro la sua ex squadra. Braccia alzate ed esultanza polemica proprio sotto la Curva Nord: era il 14 novembre del 2011.

SAMUEL ETO’O

Josè Mourinho ti definisce un giocatore finito e tu cosa fai? Segni, esulti e scherzi con chi ti aveva criticato. Il ‘vecchietto’ secondo Mou, ossia Samuel Eto’o, si appoggia sulla bandierina del calcio d’angolo, come fosse un bastone, fingendo di avere mal di schiena proprio come un pensionato. E fa ridere un po’ tutto lo stadio, tranne lo stesso portoghese immaginiamo. È il 2014, il 34enne del Camerun gioca nel Chelsea: Mourinho è ‘costretto’ a schierare l’ex Inter dal primo minuto e l’attaccante di colore segna uno dei quattro gol al Tottenham, facendo poi la sceneggiata, con tanto di zoppia per sembrare ancora di più un vecchietto malandato.

JIMMY BULLARD

Campionato inglese, anno di grazia 2009. Jimmy Bullard gioca nell’Hull City e segna contro il Manchester City, prendendosi una grande rivincita contro l’allora tecnico Phil Brown che, un anno prima, aveva mortificato i suoi dicendo che giocavano “da cani”. Convoca tutti i compagni, li fa sedere intorno a lui e poi imita il coach, che con la scenata li aveva umiliati. Bullard è passato alla storia non tanto per la carriera, ma proprio per questa esultanza. Ed è stato definito ‘Jimmy il pazzo’.

FRANCESCO TOTTI

Ce ne sono diverse che riguardano il capitano della Roma. Una delle più famose è quella della maglietta con la scritta ‘Vi ho purgato ancora’, rivolta ai tifosi della Lazio. Poi c’è il “4 zitti e a casa” rivolto invece ai giocatori della Juventus, sconfitti dai giallorossi con il pesante risultato finale. Dopo la vittoria nel derby 2-1 contro la Lazio, ancora Francesco Totti protagonista. In realtà, questa volta non segna il numero 10, ma al fischio finale mostra la maglietta con sopra scritto: “Stai sempre a parlà, adesso che ti inventi?”. Dietro, invece, c’è stampato “Game Over”. La settimana era stata piena di polemiche con i laziali che avevano chiesto e ottenuto di giocare lunedì. Era la Roma di Garcia. Indimenticabili anche Totti che si appropria della telecamera per riprendere la curva e Totti che si scatta un selfie con la Sud come sfondo: sempre contro la Lazio.

MAURO ICARDI

Delle polemiche tra Mauro Icardi e Maxi Lopez per questioni di donne (Wanda Nara per la precisione) già sappiamo tutto. Quando l’argentino tornò a Marassi, contro la Sampdoria, dopo il primo dei due gol segnati si mise la mano all’orecchio, come a dire: “Urlate più forte che non vi sento”. L’arbitro non potè esimersi dal mostrargli il cartellino giallo.

MARIO BALOTELLI

“Why always me?”. Mario Balotelli se la prende con chi lo prende di mira. E lo fa in un’occasione particolare, dopo aver realizzato la rete del vantaggio nel derby contro il Manchester United. Le accuse, in Inghlilterra, non mancavano per ‘Bad Mario’: frequenta troppe ragazze, sfascia le macchine, lancia le freccette contro i compagni più giovani, ha dato quasi fuoco a casa sua sparando fuochi d’artificio. Lui reagisce così, a modo suo. Fosse ancora in Inghilterra, forse lo accuserebbero pure per la Brexit.

ROBBIE FOWLER

Famosa l’esultanza di Robbie Fowler, presunto utilizzatore di droga. Di cocaina, in particolare. Nel derby tra Liverpool e Everton lui risponde segnando su rigore ed esultando facendo finta di sniffare la linea di fondocampo. È passata alla storia, ma l’attaccante si è preso quattro turni di squalifica e 60 mila sterline di multa.

PAUL POGBA E CARLOS TEVEZ

Juve di Antonio Conte al ‘Franchi’ contro gli eterni nemici della Fiorentina. Paul Pogba e Carlos Tevez fanno volare la Signora nel primo tempo: 2-0. E si improvvisano ‘Batigol’, ovvero sbeffeggiano la leggenda argentina dei Viola facendo la mitraglia, il gesto tipico del goleador quando giocava in Toscana. Nel secondo tempo, il destino sarà impietoso con loro e con la Juve tutta: la Viola vincerà clamorosamente 4-2.

ERIC CANTONA

Anno 1996: Eric Cantona sta giocando le ultime stagioni della sua gloriosa carriera. A Manchester cominciano a dubitare di lui, ma ‘The King’ fa fuori mezza difesa del Sunderland e poi deposita in rete. Si gira su se stesso, si guarda intorno e pare chiedere qualcuno: “Chi c*** ha parlato”? Per gli inglesi, questa è tuttora The Celebration, l’esultanza. Che verrà presa in prestito dall’australiano Mark Bresciano: immobile, come paralizzato dopo ogni segnatura, in attesa dell’abbraccio dei compagni.

PAUL GASCOIGNE

Europei del 1996, a Wembley Paul Gascoigne segna alla Scozia in un derby vero e proprio. Ci sono tutti allo stadio, pure la Regine Elisabetta. L’ex Lazio dà vita all’esultanza della ‘dentist chair’, sedia del dentista. È uno dei giochi preferiti dagli inglesi un po’ ubriachi: ti siedi in posizione orizzontale e, a turno, gli amici ti svuotano in gola ogni genere di alcolico. Allo stadio, l’alcol è sostituito dall’acqua. Gazza esulta così perché, poche settimane prima a Hong Kong, era stato beccato mentre si sbronzava con alcuni compagni. Purtroppo, nella sua vita, il geniale centrocampista inglese farà troppo speso uso e abuso di alcolici.

CRISTIANO LUCARELLI

Andiamo sul porno con Cristiano Lucarelli. Accusato di aver preferito restare a Livorno invece che accettare un miliardo di lire e trasferirsi in una grande, il simbolo del Livorno che fa? Nel 2004 segna contro il Piacenza un gol che vale praticamente la promozione in serie A, si toglie la maglia, corre verso la curva, posa l’indumento per terra e lo usa per fare cose …indicibili. Quando si dice “orgasmo da gol”. E da maglietta, in questo caso.

PABLO OSVALDO

Da buon ex, nel 2014 segna alla Roma con la maglia dell’Inter. La Sud lo aveva bersagliato per tutto il match, lui mette il dito davanti alla bocca al momento del 2-2 (vincerà comunque la Roma per 4-2) per zittire l’intero Olimpico. Aveva fatto lo stesso con la maglia della Juve, sempre in casa della Roma e da ex, segnando il gol dell’1-0 quando Antonio Conte fece il record di punti in serie A (102).

DAVID TREZEGUET

Con la Juve in serie B, David Trezeguet segna a raffica. Ma non si parla di rinnovo di contratto e il francese, allora, dopo aver segnato per la quindicesima volta, si gira verso la tribuna d’onore e fa segno polemicamente con le dita ’15’. E poi un altro gesto classico che significa: “Ma me ne vado”.

PAOLO DI CANIO

Un altro ‘cattivo ragazzo’ chiude questa rassegna. Segna con la maglia della Lazio contro la Roma e corre, corre verso la Curva Sud, covo giallorosso. È il 1989, Paolo ha 21 anni ed è la sua prima stracittadina della capitale. Aveva scommesso con il massaggiatore che avrebbe fatto gol e avrebbe avuto gli attribuiti per andare sotto la Sud. In realtà, si fermerà dopo aver saltato i cartelloni pubblicitari: “Mi sono pentito. Sarei dovuto andare fin sotto”. Cose da derby.

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