Dopo aver piazzato tre semifinaliste nelle ultime due edizioni di Europa League l’Italia punta a ottenere almeno un posto nella finale di Basilea del 18 maggio 2016. Nella scorsa stagione Fiorentina e Napoli si sono fermate a un passo dalla gloria, così come aveva fatto la Juventus nel 2014 e con tante recriminazioni soprattutto per gli azzurri, adesso le prime due ci riprovano assieme alla Lazio, uscita dai play-off di Champions League e chiamata al riscatto nella seconda competizione UEFA. I club italiani hanno dribblato i rischi dell’urna e si sono guadagnate dei gironi tutto sommato agevoli, evitando di finire nel Gruppo A (Ajax, Celtic, Fenerbahçe, Molde) e nel Gruppo J (Tottenham, Anderlecht, Monaco, Qarabağ), i due raggruppamenti più insidiosi. Tutte e tre sono grandi favorite per vincere il proprio girone, ma dovranno fare attenzione perché in Europa League la sorpresa è sempre dietro l’angolo, specialmente quando bisogna affrontare trasferte lunghe o squadre poco conosciute, e già in passato varie italiane hanno pagato caro.

GRUPPO D

Napoli, Club Brugge, Midtjylland, Legia Varsavia

L’inizio di campionato in salita, con due punti in tre partite e sei gol subiti, ha fatto proseguire un periodo negativo che per il Napoli dura ormai da maggio, quando sfumarono la finale di Europa League col Dnipro e il terzo posto in Serie A. I partenopei hanno l’occasione di riscattarsi in coppa visto che il girone è morbido, con due sfidanti abbordabili e soltanto una di livello, il Club Brugge di Michel Preud’homme che però si presenterà al San Paolo reduce da quattro sconfitte nelle precedenti cinque partite. I belgi hanno giocatori interessanti in tutti i reparti, dal terzino destro Thomas Meunier all’esterno offensivo Felipe Gedoz passando per Víctor Vázquez, Abdoulay Diaby (il centravanti) e Lior Refaelov, segnano tanto ma raramente mantengono la porta inviolata, un po’ come gli azzurri. Il Legia Varsavia potrebbe dare fastidio soprattutto nelle gare in casa (attenzione massima per chi vuole fare la trasferta, visto quanto accaduto due anni fa con i tifosi della Lazio) ma l’unico vero pericolo è il trequartista slovacco Ondrej Duda, in estate vicino all’Inter, mentre il Midtjylland, probabile vittima sacrificale, ha una squadra modesta dove emerge il giovane di origini ugandesi Pione Sisto.

Uno dei due gol di Gonzalo Higuaín in Napoli-Sampdoria 2-2, seconda giornata di Serie A 2015-2016.


GRUPPO G

Dnipro, Lazio, Saint-Étienne, Rosenborg

L’obiettivo numero uno per la Lazio è ben definito: dimenticare la delusione di Leverkusen. I biancocelesti devono lasciare alle spalle l’eliminazione dai play-off di Champions League e cercare di giocare da protagonisti l’Europa League. La squadra di Stefano Pioli ha il girone meno agevole delle tre italiane ma può comunque giocarsela con ottime probabilità di passarlo: l’ostacolo principale è rappresentato dal Dnipro, finalista a sorpresa dello scorso anno ma che difficilmente potrà ripetersi, avendo perso in estate Kalinić e Konoplyanka senza sostituirli adeguatamente, col peso dell’attacco ora tutto su Yevhen Seleznyov e la partita casalinga con la Lazio da giocare a porte chiuse. Il Saint-Étienne allenato dall’ex Monza Christophe Galtier è una buona squadra, difficile da battere in casa e che prende pochi gol, magari senza grossi nomi (il migliore è Jean-Christophe Bahebeck, in prestito dal PSG) ma con un’ottima organizzazione che la rende difficile da affrontare. Per il Rosenborg sono lontani i fasti degli anni Novanta: a Trondheim il vero pericolo sarà il freddo (si gioca il 5 novembre), per il resto la rosa non è un granché e spicca l’ex Blackburn Morten Gamst Pedersen.

Lucas Biglia, Stefan de Vrij e Ştefan Radu.


GRUPPO I

Basilea, Fiorentina, Lech Poznań, Belenenses

Il girone della Fiorentina sembra fatto su misura per Paulo Sousa, che torna a Basilea dove ha allenato fino allo scorso giugno e nel suo Portogallo per giocare contro il Belenenses. I viola hanno pescato una delle avversarie meno forti fra le teste di serie, perciò anche qui il passaggio del turno dovrebbe essere poco più di una formalità. Il Basilea, semifinalista nel 2013, è uscito dai play-off di Champions League col Maccabi Tel Aviv e ha cambiato molto, con l’ex Pescara Birkir Bjarnason e l’interessante olandese Jean-Paul Boëtius oltre al ritorno di Zdravko Kuzmanović. La difesa è da sempre il punto debole degli svizzeri nelle coppe, nonostante la presenza dell’altro ex interista Walter Samuel la cui età inizia a farsi sentire, di contro in attacco occhio allo scattante Breel-Donald Embolo, classe 1997. Il Lech Poznań, che ritrova il Basilea dopo il preliminare di Champions League, non è più la squadra che eliminò la Juventus nel 2010 e sta passando un brutto momento anche in campionato (è penultimo con quattro punti in otto giornate), la sorpresa invece potrebbe essere il Belenenses, club di Lisbona guidato dall’esperto centrocampista Carlos Martins, ex Benfica, e dal buon attacco.

La formazione della Fiorentina per la partita di Serie A 2015-2016 contro il Milan.