Sabato inizia l’edizione 98 del Giro d’Italia che, questa volta, non parte da terra straniera ma dalla Liguria. Si chiuderà il 31 maggio, dopo aver attraversato l’Italia da Nord a Sud e poi ancora verso il settentrione, con un’escursione anche in Svizzera. Non c’è Vincenzo Nibali, che al Tour de France difenderà la vittoria dell’anno scorso e che vinse il Giro d’Italia nel 2013. Le tappe sono 21, con conclusione a Milano. Vediamo le frazioni più insidiose e decisive per la classifica.

Dove si decide il Giro

La prima frazione impegnativa è prevista già mercoledì 13 maggio, con partenza da La Spezia e arrivo sul Monte Abetone a 1386 metri. Poi, però, bisogna attendere dieci giorni per la Treviso-Valdobbiadene. Si tratta di una cronometro individuale, con la presenza di un gran premio della montagna di quarta categoria. Il giorno dopo, domenica 24 maggio, primo arrivo in alta quota con la Marostica-Madonna di Campiglio. Due giorni dopo, Pinzolo-Aprica con il passo del Tonale (1883 metri) e il Mortirolo (1854 metri). Sabato 30 maggio la penultima tappa, da Saint Vincent a Sestriere: potrebbe rivoluzionare la classifica grazie alla Cima Coppi, fissata ai 2.178 metri del Colle delle Finestre.

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I favoriti

Lo spagnolo Alberto Contador si presenta alla partenza con il ruolo (pesante) di grande favorito. La maglia rosa è stata sua già nel 2008. Nel 2011 aveva rivinto, ma poi fu squalificato per doping e il bis svanì. Corre per il team russo della Tinkoff. Dovrà fare attenzione al colombiano Rigoberto Uran, da due anni secondo in classifica. L’Italia punta su Fabio Aru, la sorpresa dell’anno scorso. Si presenta agguerrito pure il canadese Ryder Hesjedal, vincitore del Giro nel 2012. Richie Porte è quello che finora ha fatto più chilometri ed è sostenuto da una squadra fortissima come la Sky. Potrebbe rientrare nella lotta per la vittoria il belga Jurgen Van den Broeck.

I cacciatori di tappe

Le lunghe corse a tappe permettono a tanti di essere protagonisti. Anche solo per una giornata. I cacciatori di tappe 2015 sono particolarmente agguerriti: da Tom Boonen a Philippe Gilbert, da Simon Gerrans a Michael Matthews, da Michael Rogers a Heinrich Haussler. E ancora: Jon Izaguirre, Benat Intxausti, Juan José Lobato, Mikel Landa e Mikel Nieve, Carlos Betancur, Darwin Atapuma, Roman Kreuziger, Leopold Konig, Sylvain Chavanel, Aleksandr Porsev, André Greipel, Simon Geschke, Maarten Tjallingii, Grega Bole e Luka Mezgec. Gli italiani? Domenico Pozzovivo, Giovanni Visconti, Luca Paolini, Diego Ulissi, Fabio Felline, Oscar Gatto, Elia Viviani, Sasha Modolo, Alessandro Petacchi, Giacomo Nizzolo, Matteo Pelucchi ed Enrico Battaglin.

Un poker ha già vinto

Al via del Giro d’Italia 2015 ci saranno quattro corridori che sanno come si vince da queste parti. Gli italiani Damiano Cunego, primo nel 2004, e Ivan Basso, maglia rosa nel 2006 e nel 2010, lo spagnolo Alberto Contador (2008) e il canadese Ryder Hesjedal (2012).

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L’anno scorso

L’anno passato fu il colombiano Nairo Quintana a vincere la corsa sponsorizzata dalla Gazzetta dello Sport. Era al debutto sulle strade italiane. Al secondo posto il connazionale Uran, sul podio pure Aru, che fa parte dell’Astana, come Nibali, e che sarà il capitano da sabato. La maglia rossa della classifica a punti andò al francese Nacer Bouhanni, quella azzurra del miglior scalatore al colombiano Julian Arredondo, quella bianca del miglior giovane a Quintana; il trofeo Fast Team (classifica a squadre) andò all’AG2R, il trofeo Super Team (classifica a squadre) all’Omega Pharma-Quickstep.

Il Giro in Tv

Rai ed Eurosport daranno la possibilità di seguire live tutte le tappe del Giro d’Italia. Su Rai Sport 1, Rai 3 e Rai HD le dirette, con repliche proposte tutti i giorni su Rai Sport 2. A contorno della tappa ci saranno altri appuntamenti: Giro Mattina (Rai 3) dal lunedì al venerdì 12.25 – 12.45, sabato (11.40 – 12) e domenica (11-45 – 12); Anteprima Giro (dalle 14); Processo alla tappa al termine di ogni frazione; TgGiro alle 20; Giro Notte alle 24. Eurosport trasmetterà tutte le tappe, con repliche. Il commento tecnico sarà affidato all’ex ciclista argentino Juan Antonio Flecha.

La crisi del ciclismo italiano

L’Italia delle classiche è in profonda crisi e punta a riscattarsi con i grandi giri. Niente podi che contano anche quest’anno. Qualche lampo da Giampaolo Caruso e Domenico Pozzovivo, senza tuttavia l’impresa a causa di quei fatali ultimi cento metri. E parliamo di due 30enni. Pare mancare il ricambio generazionale. I giovani arrancano e al Giro punteranno a qualche exploit giornaliero, ma difficilmente potranno fare la differenza. La crisi dell’Italia delle due ruote rischia di limitare anche l’entusiasmo della gente per questo 98 esimo Giro d’Italia. Con Aru unico possibile protagonista.

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