Per la terza volta in due anni e mezzo Barcellona e Manchester City si affrontano in Champions League, ma stavolta la sfida del Camp Nou avrà un sapore speciale. Il valore aggiunto è facile da individuare: Pep Guardiola torna nel suo stadio, dov’è diventato un grandissimo sia da calciatore negli anni Novanta sia da allenatore a partire dalla stagione 2008-2009, quando stupì tutti vincendo il Triplete da debuttante con un calcio da antologia. Non è la prima da avversario per il catalano, che già aveva sperimentato la situazione nell’andata delle semifinali di Champions League 2014-2015 (perdendo 3-0 col Bayern), ma la sua presenza rende ancora più avvincente la sfida più interessante della fase a gironi.

Pep Guardiola al Manchester City

OCCASIONE DI RISCATTO

La trasferta del Camp Nou per Guardiola arriva nel primo momento di difficoltà della sua esperienza inglese. Dopo dieci vittorie consecutive iniziali, contando tutte le competizioni, i Citizens sono incappati in due pari (3-3 col Celtic, sempre rimontando lo svantaggio, e 1-1 sabato contro l’Everton, sbagliando due rigori) e una sconfitta con il Tottenham (2-0). In Premier League l’Arsenal ha eguagliato il City in vetta, mentre il Barça ha sfruttato il mezzo passo falso in Champions per proseguire a punteggio pieno, perciò il match di domani sera vale molto in ottica primo posto, perché un successo dei padroni di casa garantirebbe un’ipoteca sul girone.

A punire gli inglesi sono stati più che altro alcuni episodi, anche se non ha affatto convinto la formazione sperimentale dell’ultima uscita, un 3-5-1-1 rivedibile e tutt’altro che impermeabile, ma è scontato che per sfidare Lionel Messi e soci (rientrati alla grande con un 4-0 al Deportivo La Coruña che ha riscattato il 4-3 prima della sosta in casa del Celta Vigo) ci sarà lo schieramento migliore, con i vari Sergio Agüero, Kevin De Bruyne, Raheem Sterling (il giocatore che ha usufruito maggiormente dell’arrivo di Guardiola) e David Silva pronti a far male e una difesa di sicuro più organizzata. Gli ingredienti per una gara scintillante ci sono tutti.

Il gol di Lionel Messi in Barcellona-Bayern Monaco del 2015

NEMICO PER UNA NOTTE

Luis Enrique e Pep Guardiola si conoscono alla perfezione, di certo non potranno esserci segreti. Compagni in blaugrana dal 1996 al 2001, quando Pep passò al Brescia, poi colleghi dal 2008 al 2011, con il primo nuovo tecnico della squadra B perché il secondo era stato promosso con i grandi, senza contare anni di condivisione delle convocazioni con la Spagna. I precedenti della stagione 2014-2015 dicono una vittoria a testa, ma in realtà il vincitore fu Luis Enrique, perché il 3-0 dell’andata al Camp Nou, immortalato dal gol fenomenale di Lionel Messi per il momentaneo 2-0, valse di fatto la qualificazione alla finale poi vinta sulla Juventus e rese inutile il 3-2 del ritorno all’Allianz Arena. Anche lo score fra Barcellona e Manchester City pende dalla parte catalana, con quattro successi su altrettanti incroci negli ottavi 2013-2014 e 2014-2015, perciò a Guardiola toccherà una sfida ancor più elettrizzante: sconfiggere la statistica e il proprio passato, per dimostrare ancora una volta di essere il migliore. È solo la terza giornata dei gironi, ma la posta in palio sarà molto superiore.

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