Gigio resta. In Casa Milan, in una stagione in cui tutto è cambiato ma tutto è stato incerto fino al cambiamento, una delle pochissime convinzioni era proprio lui, Donnarumma. Talento giovanissimo, fatto in casa, già bandiera nell’atteggiamento ma soprattutto nelle parole. Il suo rinnovo, seppur rimandato, non era mai stato in discussione, inserito com’era nella lista delle cose da ultimare ma senza alcuna preoccupazione.

Gianluigi Donnarumma Italia

Con Mino Raiola, però, mai dire mai e mai dire sempre. Nel giro di due giorni la situazione si è ribaltata creando un caso con pochi precedenti per effetto sorpresa. Gigio non rinnova, lo ha comunicato giovedì Fassone in una conferenza stampa lampo.

Però, stando a quanto dichiarato e assicurato dal procuratore, la decisione non ha radici economiche (al giocatore erano stati offerti 5 milioni di euro per 5 anni) ma ambientali. In particolare, secondo Raiola, il Milan con vari comportamenti avrebbe creato un clima ostile rendendo il rinnovo una forzatura e non più una semplice firma scontata.

Dall’altro lato, il Milan assicura di aver gestito la faccenda in maniera professionale e senza alcuna pressione, con un’unica richiesta, temporale: entro il 3 luglio avrebbe voluto consegnare a Montella una rosa senza contratti indefiniti.

donnarumma

Il giocatore non si è ancora espresso dopo il polverone mediatico che ancora lo vede protagonista, ma nelle ultime ore qualcuno vocifera che sia dispiaciuto per la situazione, tanto che già si ipotizza una possibile retromarcia da parte sua o del suo procuratore.

L’opinione pubblica, fatta qualche eccezione, stavolta non si è divisa, concorde nel criticare l’atteggiamento di Donnarumma e di chi ne fa le veci.

A prescindere da come vada a finire (non si escludono novità), la scelta del portiere rossonero rispecchia l’andazzo del calcio in generale. Le bandiere seguono il vento della convenienza, non c’è età, nazionalità o caso che faccia la differenza.

A Gigio, però, tra l’altro nato e cresciuto in una famiglia e una città umili, verrebbe da chiedere dove siano finiti l’amore e l’attaccamento alla maglia che fino a poche settimane fa sembravano il motore della sua favola al Milan.

Ma i sentimentalismi non sono più prerogativa di questo mondo.

Tutti passano, si fermano e se vanno.