Vulcani, paesaggi marziani e geyser.  Benvenuti in Islanda, un posto dove è un’impresa anche prendere l’autobus: eppure il volo per la Francia non è sfuggito a quella che di diritto è la nazionale “più ignorante” tra le 24 ai nastri di partenza per Euro 2016. Uno stato con meno abitanti di Bologna (321mila abitanti nell’ultimo censimento), ricca di montagne, ghiacciai e vulcani, e con più barche che macchine, ha scritto pagine indelebili di un sogno inimmaginabile fino a 20 anni fa, quando erano davvero pochi a praticare la materia calcistica: basti pensare che Eidur Gudjohnsen, il simbolo degli Strákarnir okkar (i nostri ragazzi), oggi vincitore di due Premier League, una Liga ed una Eredivisie e passato anche da Chelsea e Barcellona, aveva esordito in nazionale nel 1996 sostituendo il padre Arnór nel secondo tempo di un’amichevole contro l’Estonia.

Islanda, Eidur Gudhjonsen
Eidur Gudhjonsen, stella islandese

Nel vecchio continente solo Andorra, Liechtenstein, Monaco, San Marino e Città del Vaticano hanno una popolazione più ristretta. In tanti pensavano che quella data avrebbe rappresentato l’acme del calcio di questa nazione, più vicina alla Groenlandia che all’Europa occidentale. Invece, tra altipiani sabbiosi e distese verdi, i rettangoli di gioco sono diventati arene sempre più ideali per un popolo nato sul mare e cresciuto pescando. Su Google, le ricerche su Sigurdsson e compagni hanno presto soppiantato quelle sui Sigur Ros, gruppo musicale post-rock formatosi a Reykjavík  che aveva toccato vette mondiali all’alba del nuovo millennio.

Invece il gruppo più forte della storia dell’isola, composto in gran parte da calciatori militanti in Premier League o in Ligue 1, nel 2013 ha messo a referto la qualificazione sfiorata al Mondiale, svanita solo nello spareggio contro la Croazia di Mandzukic. Che sarebbe stata solo questione di tempo, però, era ben chiaro: così i ragazzi allenati da Lars Lagerback hanno superato la Turchia dell’imperatore Terim, poi la Lettonia e infine hanno annullato l’Olanda, chiudendo in seconda posizione a due punti dalla Repubblica Ceca. Ghiaccio bollente, per un Paese in festa.

Islanda, la vittoria sull'Olanda
Islanda, la vittoria sull’Olanda

Le radici della crescita del calcio sull’Islanda bonita sono però lontane: per buona parte dell’anno le temperature sono sotto lo zero, e in inverno e in autunno le ore di luce durante il giorno sono pochissime. Anche per questo i principali campionati islandesi di calcio si tengono nel periodo più caldo dell’anno, fra maggio e ottobre:  a metà degli anni Novanta, la svolta. Grazie a un progetto mirabile della Federazione locale (la KSI, Karlalandslið Íslands í knattspyrnu) e in coincidenza con la crescita economica del PIL, fu avviata la costruzione di diversi campi al chiuso, e fu reso più professionale il corso per aspiranti allenatori. Oggi l’Islanda ha sette campi indoor e tantissimi campetti in erbetta sintetica: i figli di queste innovazioni sono stati affidati dal 2011 a un saggio volpone come Lars Lagerback, 67enne svedese che al termine della trasferta francese lascerà il posto al suo assistente Heimir Hallgrimsson. Docente di educazione fisica, entrato nei quadri federali svedesi nel 1990, Lagerback è diventato il braccio destro di Tommy Söderberg sulla panchina della Svezia, prima come suo secondo e poi condividendo con lui la responsabilità tecnica: nel suo curriculum anche la panchina della Nigeria.

Lars Lagerback

Nomi da vichinghi veri, talento europeo, con un pizzico d’Italia in rosa. Regolarmente presenti il centrocampista dell’Udinese, Emil Hallfreðsson ed il difensore del Cesena, Hörður Björgvin Magnússon, le chiavi del centrocampo sono affidate a Gilfy Sigurdsson, talento sopraffino che però tra Swansea, Hoffenheim e Tottenham non aveva mai convinto del tutto. Islandese vero, con i primi soldi guadagnati Gilfy aveva comprato una barca da pesca: è uno dei cavalli a briglie sciolte del mobile 4-3-1-2 con il quale Lagerback dispone i suoi, fondato su una difesa granitica comandata dal capitano Aron Gunnarsson, centrocampista del Cardiff -appena sei reti incassate nelle qualificazioni a Euro 2016- e una manovra offensiva che fa leva sull’attaccante del Nantes Kolbeinn Sightorsson e sugli inserimenti dell’ex Pescara e Sampdoria Birkir Bjarnason, oggi al Basilea.

L’Islanda è stata inserita nel Gruppo F ed affronterà il Portogallo di Cristiano Ronaldo nel primo match del 14 giugno a Saint-Etienne. Poi la sfida contro l’Ungheria il 18 giugno a Marsiglia, infine la terza gara il 22 giugno a Parigi contro l’Austria. Un antico proverbio locale recita così: “Se non ti piace il tempo islandese adesso, aspetta 5 minuti: probabilmente andrà peggio”. Ad attendere sono abituati, al parallelo di Reykjavík. Ora che hanno imparato la lezione a memoria, però, sarà dura fermare i calciatori-pescatori.

Islanda, festa per gol
Islanda, festa per gol
Lista dei convocati

Portieri: Hannes Halldorsson (Nec Nimega), Ogmundur Kristinsson (Hammarby), Ingvar Jonsson (Sandefjord).

Difensori: Ari Skulason (OB Odense), Hordur Magnusson (Cesena), Hjortur Hermannsson (Goteborg), Ragnar Sigurdsson (Krasnodar), Kari Arnason (Malmo), Sverrir Ingason (Lokeren), Birkir Saevarsson (Hammarby), Haukur Hauksson (AIK Solna).

Centrocampisti: Emil Hallfredsson (Udinese), Gylfi Sigurdsson (Swansea City), Aron Gunnarsson (Cardiff City), Theodor Bjarnason (AGF Aarhus), Arnor Traustason (Norkkoping), Birkir Bjarnason (Basilea), Johann Gudmundsson (Charlton Athletic), Eidur Gudjohnsen (Molde), Runar Sigurjonsson (GIF Sundsvall).

Attaccanti: Kolbeinn Sigborsson (Nantes), Alfred Finnbogason (Augsburg), Jon Bodvarsson (Kaiserslautern).

 

Calendario dell’Islanda ad Euro 2016

1^ giornata
Portogallo-Islanda (martedì 14 giugno, ore 21.00) stade Geoffroy Guichard, Saint-Ètienne.

2^ giornata
Islanda-Ungheria (sabato 18 giugno, ore 18.00) stade Vélodrome, Marsiglia.

3^giornata
Islanda-Austria (mercoledì 22 giugno, ore 18.00) Stade de France, Saint-Denis.