È la nazionale più cara d’Europa, la terza al Mondo per valutazione di mercato dei suoi giocatori e da poche settimane anche la prima del ranking Fifa. Un traguardo storico per la piccola nazione del Belgio che venerdì affronterà l’Italia di Conte in amichevole. Una generazione di fenomeni (o aspiranti tali in alcuni casi) che il ct Marc Wilmots, ex gloria nazionale ed elemento di punta di quello Schalke 04 capace di vincere anche una Coppa Uefa nel 1997 (contro l’Inter ai rigori), deve ora far crescere e consolidare ai vertici del calcio mondiale dimostrandosi all’altezza, soprattutto nelle occasioni ufficiali, del risultato raggiunto almeno in parte sulla carta.

Il piazzamento al vertice del ranking ha fatto storcere il naso a più di una persona tra cronisti, commentatori e appassionati. Negli ultimi quindici anni, infatti, il miglior risultato del Belgio in una competizione internazionale è stato l’approdo ai quarti di finale degli ultimi Mondiali in Brasile. Nelle altre edizioni ha mancato la qualificazione nel 2010 e 2006 e, a voler proseguire ulteriormente a ritroso, non è andata oltre il primo turno nel 1998 e oltre gli ottavi nel 1994 e nel 1990. Bilancio deficitario che peggiora ulteriormente in ambito continentale, dove tra il 1988 e il 2012 i diavoli rossi si sono qualificati per un’unica edizione (quella del 2000) fermandosi alla fase a gironi.

wilmots

Com’è possibile, dunque, che la squadra di Wilmots riesca a sopravanzare in classifica formazioni del calibro di Germania (seconda), Argentina (terza), Spagna (sesta), Brasile (ottavo), per non parlare dell’Italia (tredicesima)? La ragione è spiegata sul sito della Fifa: ogni squadra che fa bene nelle partite internazionali (amichevoli comprese) guadagna punti che permettono di scalare il ranking che è calcolato in base ai risultati recenti di ogni squadra. “Con l’attuale sistema di calcolo – si legge ancora –, i risultati a UEFA EURO 2012 (qualificazioni/fase finale) hanno un peso del 20%, mentre la Coppa del Mondo FIFA (qualificazioni/fase finale) e UEFA EURO 2016 (qualificazioni) hanno rispettivamente un peso del 40%“.

I rossi, dunque, compensano l’assenza di risultati degni di nota nelle rassegne iridate con il buon andamento nelle ultime fasi di qualificazione al Mondiale e ai prossimi Europei e soprattutto con quello delle amichevoli. La domanda, però, a questo punto è un’altra: che il traguardo raggiunto debba essere interpretato come un segnale dell’ormai imminente esplosione dei talenti belga? Non è da escludere. Anche perché gli elementi a disposizione sono di primissima scelta e di alta qualità. Basti pensare che Nainggolan, uno dei migliori centrocampisti del nostro campionato, non ha il posto da titolare assicurato e che molti altri suoi compagni giocano in squadre di prima fascia della Premier League.

kompany

Su tutti Kompany, capitano e alfiere del Manchester City primatista in Inghilterra, per non parlare di De Bruyne passato dal Wolfsburg allo stesso City per la cifra record di 70 milioni di euro. E ancora Benteke del Liverpool che ha speso 40 milioni per strapparlo all’Aston Villa e i funamboli Hazard del Chelsea e Fellaini del Manchester United. Senza dimenticare l’infortunato Courtois, tra i migliori portieri della nuova generazione, ora al Chelsea e il suo sostituto Mignolet del Liverpool. Basterebbero loro e la relativa carta d’identità (molto giovane) a pronosticare un futuro di altissimo profilo per la nazionale del nord-Europa, ma poi ti accorgi di aver tralasciato altri elementi come Witsel (Zenit), Carrasco (Atletico Madrid), Vermaelen (Barcellona) e Mertens (Napoli) – solo per citarne alcuni – e quella sensazione si trasforma quasi in una certezza.

 

 

 

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