Dove non sono riusciti Mark Hughes e Ryan Giggs ce l’ha fatta Gareth Bale. La stella del Real Madrid e i suoi compagni hanno fatto impazzire di gioia 3 milioni e briciole di gallesi, portandoli al gran ballo dei debuttanti in salsa Euro 2016: e dire che per tanti, Cardiff fino a qualche mese fa era solo il luogo deputato alla disputa della Fa Cup con il suo “Millennium Stadium”. Invece, inseriti nel gruppo B, i britannici hanno chiuso in seconda posizione alle spalle del Belgio e davanti alla quotata Bosnia di Pjanic e Dzeko: 21 punti, 7 reti del madridista che corre come il vento e un balzo di 109 posizioni nel ranking Fifa (dal 117esimo posto all’ottavo) sono il lasciapassare ideale per riscattare eliminazioni brucianti che ne avevano impedito l’esordio nella rassegna continentale, non ultimo lo spareggio perso nel 2004 contro la Russia.

Gary Speed, ex Ct del Galles scomparso nel novembre 2011

Bale, ma non solo. Questo Galles è figlio dell’Europeo allargato, ma soprattutto del lavoro. E come dimenticare Gary Speed? L’allenatore sconfitto dalla depressione nel novembre 2011, quando fu trovato morto nel garage della sua casa di Huntington, dove viveva con la moglie Louise e i due figli, Edward e Thomas (14 e 13 anni): 42 anni, una carriera eccellente da calciatore e ben cinque vittorie in dieci incontri, l’ultima il 4-1 sulla Norvegia due settimane prima del suo suicidio, alla guida dei Dragoni.

La sua morte scosse il calcio gallese, ripartito in panchina da Chris Coleman e in campo dai dettami di Speed. Difensore, Coleman ha totalizzato 600 presenze in 15 anni nel calcio inglese (Crystal Palace, Blackburn, Fulham) dopo gli esordi con lo Swansea. Una carriera interrotta a soli 32 anni, nel 2002 per un incidente stradale: la ripartenza dalla panchina del Fulham, passando per Real Sociedad, Coventry e Larissa prima di accettare un compito moralmente e sportivamente ingombrante come la panchina gallese nel 2012.

Chris Coleman, Ct del Galles dal gennaio 2012
Chris Coleman, Ct del Galles dal gennaio 2012

Il Galles è ripartito, con un 4-4-2 pratico e rapido: ripartenze e grande solidità difensiva nel menù. Ne sono una testimonianza i soli 4 gol subiti nelle 10 partite disputate nel corso delle qualificazioni agli Europei 2016, mantenendo peraltro la porta inviolata nel doppio confronto con il temibile Belgio. Il segreto del Galles è una formazione titolare estremamente coperta, basata su una shortlist di 15 elementi, 11 titolari e pochi affidabili rincalzi.

Una nazionale che non ha nel suo bacino di utenza prediletto la Welsh Premier League (12 formazioni partecipanti, livello medio paragonabile alla seconda serie dei principali campionati continentali), ma che dimostra il carattere della Premier League, il pressing ossessivo della Scottish League e lo strapotere fisico di un 27enne nato a Cardiff e arrivato alla “camiseta blanca”: un’amalgama quasi irripetibile che ha reagito alla grande a 5 sconfitte su altrettante partite, maturate all’alba dell’era Coleman.

Alle spalle di Bale un “certo” Aaron Ramsey, leader dell’Arsenal che completa una spina dorsale con la cerniera difensiva formata dal capitano Ashley Williams e Chester, blindata dal mediano del Liverpool Allen.

Gareth Bale, trascinatore indiscusso
Gareth Bale, trascinatore indiscusso

La squadra prepara la prima, storica avventura nel caldo di Algarve, dove Coleman ha convocato 29 calciatori (Bale raggiungerà il gruppo dopo la finale di Champions League): resta da capire chi saranno i sette giocatori che verranno lasciati a casa prima del 31 maggio, data in cui verranno annunciati i 23 convocati definitivi. Un’assenza è già certa: quella di John Ledley, centrocampista classe ’87, che non ha potuto rispondere alla convocazione del selezionatore dopo il brutto infortunio rimediato con il Crystal Palace nel match contro lo Stoke City. Coleman farà a meno delle 59 presenze e 4 reti di Ledley, ma in avanti pensa a una scommessa come Tom Bradshaw, che potrebbe essere preferito a Tom Lawrence e a Wes Burns, attaccante dell’Under 21.

 

Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Wayne Hennessey (Crystal Palace), Danny Ward (Liverpool), Owain Fon Williams (Inverness).

Difensori: Ben Davies (Tottenham Hotspur), Neil Taylor (Swansea City), Chris Gunter (Reading), Ashley Williams (Swansea), James Chester (West Brom), Ashley Richards (Fulham), Paul Dummett (Newcastle), Adam Henley (Blackburn), Adam Matthews (Sunderland), James Collins (West Ham).

Centrocampisti: Aaron Ramsey (Arsenal), Joe Ledley (Crystal Palace), David Vaughan (Nottingham Forest), Joe Allen (Liverpool), David Cotterill (Birmingham City), Jonathan Williams (Crystal Palace), George Williams (Fulham), Andy King (Leicester), Emyr Huws (Wigan), Dave Edwards (Wolves).

Attaccanti: Hal Robson-Kanu (Reading), Sam Vokes (Burnley), Tom Bradshaw (Walsall), Tom Lawrence (Leicester), Simon Church (Nottingham Forest), Wes Burns (Walsall).


58 anni dopo, si torna a lottare per qualcosa di importante, o perlomeno a essere protagonisti: fa un certo effetto pensare ricordare che il Galles non si era mai qualificato ad alcuna manifestazione internazionale dai tempi del mitico John Charles, centravanti gentiluomo che in Italia fece la fortuna della Juventus e che guidò l’attacco gallese alla Coppa Rimet 1958, laddove i Dragoni si arresero soltanto al Brasile futuro campione del mondo, nei quarti di finale decisi dal primo gol in verdeoro del diciassettenne Pelé.

Gli ottavi di finale varrebbero oro. A Bale e soci l’ardua impresa. Che non fa paura.

 

Calendario del Galles ad Euro 2016

1^ giornata
Galles-Slovacchia (sabato 11 giugno, ore 18:00) Nouveau Stade de Bordeaux

2^ giornata
Inghilterra-Galles (giovedì 16 giugno, ore 15.00) Stade Félix Bollaert, Lens

3^ giornata
Galles-Russia (lunedì 20 giugno, ore 21.00) Stadium Municipal, Tolosa