Uno dei capi d’accusa nei confronti di Frank de Boer, esonerato due giorni fa a neanche tre mesi dall’ingaggio al posto di Roberto Mancini, è stato il mancato utilizzo di Gabigol. Il giovane attaccante brasiliano è stato acquistato dall’Inter per ventinove milioni e mezzo di euro a fine agosto ma sin qui ha visto il campo solo una volta, prendendo il posto di Antonio Candreva al 74′ di Inter-Bologna 1-1 del 25 settembre. In tanti, specialmente i critici dell’allenatore olandese ora non più in sella, non sono riusciti a trovare spiegazioni per lo scarsissimo impiego del ventenne di São Bernardo do Campo, escluso persino dall’elenco dei convocati per la gara di domenica scorsa contro la Sampdoria. Tuttavia, analizzando bene la sua situazione e quella dell’Inter, si possono trovare diversi spunti che chiariscono le idee.

La presentazione di Gabigol all'Inter

ARRIVO RITARDATO (O ANTICIPATO)

L’Inter ufficializza Gabriel Barbosa Almeida il 30 agosto, quattro giorni dopo il suo primo arrivo a Milano, nel pomeriggio di venerdì 26 assieme all’altro nuovo acquisto João Mário. In campo per l’ultima volta con il Santos il 28 agosto, nel secondo tempo della sfida persa 0-1 contro la Figueirense, Gabigol non inizia subito gli allenamenti agli ordini di Frank de Boer durante la prima sosta del campionato, perché gode di circa tre settimane di vacanza. Questa è la prima stranezza ma è facilmente spiegabile: da gennaio ad agosto non si è mai fermato. Prima il Paulistão, campionato statale giocato da fine gennaio sino alla finale dell’8 maggio vinta contro l’Audax, poi la Copa América Centenario di giugno (finita subito, visto che il Brasile si è fatto eliminare nella fase a gironi) e successivamente il Brasileirão, cominciato nella seconda domenica di maggio.

Come se non bastasse Gabigol ha preso parte anche al torneo olimpico di calcio, vinto dalla Seleção il 20 agosto, in concomitanza con l’inizio della Serie A italiana. Inutile dire che, anche per un giovane, questo ritmo non è sostenibile senza un minimo di pausa, soprattutto se in mezzo c’è il passaggio dal calcio brasiliano a quello europeo, e italiano in particolare, con delle differenze evidenti su tutti i fronti. Magari avrebbe potuto fare come Gabriel Jesus, che il Manchester City ha lasciato al Palmeiras sino a dicembre, ma l’Inter ha preferito anticipare l’arrivo per dargli la possibilità di adattarsi all’Italia da subito e con calma. Di fatto è come se avesse iniziato la preparazione estiva a settembre inoltrato, ed ecco perché non gioca.

Gabigol in Inter-Bologna

VIETATO BRUCIARSI

Oltre alle ovvie difficoltà di un inserimento personale in una realtà diametralmente opposta da quella in cui era cresciuto, Gabigol ha dovuto fare i conti anche con la crisi di risultati dell’Inter, attualmente dodicesima in campionato con cinque sconfitte in undici giornate, record negativo eguagliato della stagione 2011-2012. I sedici minuti più recupero contro il Bologna, prima in casa in cui era a disposizione, sono stati un tributo quasi obbligato, ma poi per i nerazzurri le cose sono precipitate e schierarlo, anche non da titolare, avrebbe rischiato di bruciarlo, cosa che l’Inter non può permettersi visto l’investimento fatto su di lui (i soldi spesi per Geoffrey Kondogbia sono lì a ricordarlo). Fin qui, di fatto, si è visto solo in un paio di amichevoli “su misura”.

L’utilizzo di Gabigol, non ancora pronto, in partite delicate come quelle dell’ultimo mese avrebbe comportato inevitabilmente tutta una serie di aspettative che in questo momento il brasiliano non può rispettare. Sarà compito del prossimo allenatore, visto che non essendo in lista UEFA (altro motivo del ritardo nel suo inserimento, in Europa League magari avrebbe potuto giocare ma il fair play finanziario l’ha impedito) Stefano Vecchi potrà averlo a disposizione solo domenica contro il Crotone, trovare il momento giusto per inserirlo in pianta stabile. Una cosa è certa: Gabigol ha bisogno di tempo, quello che non è stato dato a de Boer. E l’Inter non deve ripetere l’errore appena commesso, perché un giocatore del genere va fatto crescere.